Buon compleanno Rino

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Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, molto legato alle sue origini calabresi, è ricordato per le sue canzoni apparentemente leggere ma dotate di una capacità di colpire nel segno unica, specie per ciò che concerne la denuncia sociale. Rifiutò qualsiasi etichetta, non si schiero’ mai politicamente ma fece spesso nomi e cognomi della politica italiana e fu spesso soggetto a censure durante le esibizioni. Dopo la sua morte a soli 30 anni il 2 giugno 1981 il grande pubblico lo ricordò quasi solo per il successo Gianna di Sanremo e per il suo essere ironico e provocatore, ma dopo il 2000 buona parte della critica e del pubblico ha iniziato a rivalutarlo riscuotendo molti consensi soprattutto tra le nuove generazioni a cui forse manca un personaggio come lui. Rino, nato a Crotone nel 50 e il cui nome gli fu dato dalla sorella maggiore, Salvatorino era il suo nome in casa, si trasferì a Roma ancora giovane e venne mandato a studiare in seminario alla Piccola Opera del Sacro Cuore di Narni, in provincia di Terni, questo perchè potesse avere una buona cultura ed educazione, i suoi genitori lavoravano tutto il giorno e non potevano seguirlo. Qui scrisse il suo primo scritto, il poemetto “E l’uomo volo'”. Poi torno’ a Roma dove visse dapprima in zona Monte Sacro poi in Via Nomentana Nuova. Qui si appassiono’ alla musica, fu bassista dei Krounks e inizio a seguire alcuni artisti come Jannacci, De Andrè, Celentano, Bob Dylan, I Beatles, Ricky Gianco. Inizio’ a fequentare l’ambiente culturale del Fokstudio, locale romano per giovani artisti, qui conobbe i vari Venditti, De Gregori, Bassignano ma fu mal sopportato da altri membri dell’ambiente per via dell’ironia dissacrante e del suo modo di cantare dove sembrava prendesse tutti in giro. Fece spettacoli teatrali con Carmelo Bene, si esibì in cabaret con Venditti. Con il diploma in ragioneria il padre lo voleva a lavorare in banca dove trovo’ anche lavoro ma lui puntava ad altro e trovo’ il compromesso col padre dandosi un anno per provare a sfondare nella musica.Nel 1973 Gaetano incise un 45 giri con la It, I Love You Maryanna/Jaquelynne che firmò con lo pseudonimo Kammamuri’s, nome di un personaggio di Salgari in quanto si vergognava di metterci il nome ritenendosi stonato. Ma questo suo presunto punto debole divenne un punto di forza e diede quel tocco di intensità ai suoi brani che lo resero unico.Il 1974 scrisse i testi del suo primo album, Ingresso Libero, poi pubblicato nel novembre dello stesso anno e conobbe l’amico Bruno Franceschelli. Il successo arrivo’ con Il cielo è sempre più blu del 75 e da li in poi Rino visse gli anni del successo fino alla sua morte anche se inizialmente molti sapevno le sue canzoni ma non chi fosse a cantarle. Nel 76 con Mio Fratello è figlio unico mostro’ la sua maturazione musicale e nei testi sicuramente più impegnati e portati a denunciare l’emarginazione.L’anno successivo Gaetano incise il suo terzo album, Aida. La scelta del titolo voleva rifarsi all’opera di Giuseppe Verdi, inoltre per il cantante Aida rappresentava l’incarnazione di tutte le donne italiane e dell’Italia stessa e quindi attraverso questa ripercorreva la storia italiana. Poi, tutto cambio’ da quel 26 gennaio 1978, quando con una tuba nera regalatogli da Renato Zero poco prima,si presentò a Sanremo con un elegante frac attillato, papillon bianco, maglietta a righe bianche e rosse e scarpe da ginnastica e una marea di medagliette sul bavero che poi lanciò al pubblico e all’orchestra.

 

Il vestiario bizzarro in effetti fu un suo marchio di fabbrica che lo caratterizzò anche nelle sue varie apparizioni televisive. Con l’esecuzione di Gianna, la parola sesso entro’ a Sanremo per la prima volta.Grazie soprattutto al trampolino di Sanremo,Gianna ottenne un grande successo, e dopo la partecipazione al Festival, la carriera antecedente di Gaetano rimase praticamente oscurata dal successo di Gianna, cosa che i suoi fan non gli perdonarono mai. Altri problemi gli derivarono poi dalla canzone Nuntereggaepiu’che lui considerava la meno impegnata e più scherzosa ma che tutti interpretarono come un attacco personale verso la lista di personaggi elencati nel testo. Spesso gli fu intimato di non cantare questa canzone durante i festival cui partecipava e in più di un’occasione si rifiutò di cantare a seguito di queste richieste.In sostanza il cantautore non ebbe tempo di riprendersi dal successo di Gianna e ando’ incontro alla morte ancora frastornato dal “fastidioso” successo. Negli ultimi anni della sua vita spesso Rino si dimostro’ quasi premonitore di ciò che sarebbe successo più avanti come quando scrisse La ballata di Renzo, una canzone scritta da Gaetano più di dieci anni prima della morte. Questo brano narra la storia di un ragazzo di nome Renzo che muore in circostanze molto simili a quelle in cui poi mori’ il cantautore nel 1981:

« La strada era buia, s’andò al S. Camillo
e lì non l’accettarono forse per l’orario,
si pregò tutti i santi ma s’andò al S. Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero. »
(da Quando Renzo morì io ero al bar – Rino Gaetano)

oppure quando poi pronunciò queste parole in un concerto sulla spiaggia di Capocotta nel 1979:

« C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno che cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta.»

Nel 1980 Gaetano incise il suo sesto ed ultimo album, E io ci sto con nuove sonorità e decisamente più rock. Poi altri concerti e manifestazione finchè il 2 giugno 1981 morì a soli 30 anni in un incidente stradale.Ritornando alla ballata di Renzo, il personaggio viene investito da un’auto e muore dopo essere stato rifiutato da molti ospedali di Roma per mancanza di posti, mentre i suoi amici sono al bar. Nella canzone vengono citati tre degli ospedali che rifiutarono Gaetano il 2 giugno 1981 per mancanza di letti: il Policlinico, il San Giovanni e il San Camillo. Ora, a 34 anni dalla morte, nonostante ebbe una breve carriera artistica , Rino Gaetano viene considerato uno dei grandi cantautori italiani e si succedono tributi su tributi mentre le sue canzoni sono ancora ampiamente utilizzate addirittura negli spot pubblicitari. Nei suoi brani Gaetano affrontò i temi più disparati: varie problematiche sociali, la questione meridionale, l’emigrazione, l’emarginazione, la corruzione della classe politica, l’alienazione industriale e tanti altri. Inoltre Gaetano faceva spesso dei riferimenti nei suoi testi alla classe nobile e al “sangue blu”, servendosi dell’arma dell’ironia e del paradosso. Altra cosa interessante è come definisce l’amore che reputa simile all’oppio che regala uno stato euforico e poi una serenità in cui non si distingue ciò che è vero da ciò che non lo è o da ciò che si immagina. Un innovatore quindi che anche ai nostri tempi sarebbe,per molti versi, avanti anni luce,Buon compleanno Rino!