20001 luoghi d’Italia: Buggerru e la sue spiaggia, da centro minerario ad attrazione turistica

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E chi lo dice che non possiamo andare ad occuparci anche di una bella spiaggia della Sardegna? @Ladolcevitaly infatti ci porta oggi nella splendida spiaggia di Buggerru.

Piccola precisazione, Buggerru non è solo spiaggia, ha una storia da raccontare.

Al limite settentrionale dell’Iglesiente infatti, si incontrano i resti di un passato glorioso, dell’attività mineraria, che ha animato la parte sud-occidentale della Sardegna per decenni. 

E così, questa zona della Sardegna, già ricca di belle spiagge e borghi tradizionali, assume un fascino tutto particolare, che viene dal passato, dalla memoria di un’industria che non c’è più.

Buggerru nasce da un borgo minerario fondato nel 1864. Oggi si è convertito in un centro turistico di mille abitanti circa, un quinto rispetto a inizio XX secolo. Il drastico cambio dovuto al declino dell’industria mineraria sarda e alla contemporanea ascesa del turismo, ha ribaltato le prospettive di Buggerru.

Da borgo minerario a località turistica, l’evoluzione di Buggerru 

Buggerru

Il paese chiamato in realtà mineraria di Buggerru (Bugerru in lingua sarda) è un piccolo centro minerario, qualcuno lo definisce ancora così, perché così è nato. Si trova nella parte centro occidentale della provincia del Sud Sardegna, affacciato sulla costa, e raggiungibile tramite la SP105, che lo attraversa. Il nome del borgo sembra avere un’origine prelatina, e potrebbe significare “paese ricco di bovini”.

Buggerru sopravvive oggi con le tradizionali attività agro pastorali e il turismo che ha sostituito l’attività mineraria. La coltivazione di cereali, ortaggi, foraggi, vite, olivo, agrumi e frutta e l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli hanno ancora un peso specifico importante per Buggerru.

Non mancano piccole imprese che operano nei comparti della pesca, della piscicoltura e dell’edilizia, a completare il ventaglio delle attività della zona. Il turismo è in ascesa e si giova di un paesaggio tra i più naturali e affascinanti di tutta l’isola.

La zona è in realtà abitata fin dal Neolitico Antico come chiaro dai resti rinvenuti nella grotta di s’Acqua Gelada. Il paese vero e proprio nasce solo nel 1864, presso lo sbocco verso il mare di una valle, il Canale Malfidano. Proprio qui si trovava la miniera di Malfidano e l’omonima laveria, con tanto di sede e uffici.

Dopo la nascita il boom, tanto che “Cala Sperduta” di Buggerru, che aveva un solo abitante del 1864, è diventata un popoloso centro minerario in soli 5 anni. Agli inizi del XX secolo, la popolazione di Buggerru era di cinque volte quella attuale. 

In quel tempo Buggerru visse un’età dell’oro, tanto che fu chiamato Petite Paris, o Piccola Parigi.  I dirigenti minerari trasferiti nel borgo minerario con le loro famiglie, ricrearono un ambiente culturale ricco.

Tra i vari, Achille Georgiades, un greco di Costantinopoli, che si trasferì qui nel 1903 per dirigere le miniere della Societe des Mines de Malfidano di Parigi, la cui sede operativa in Sardegna si trova a Buggerru. In paese vi furono anche un teatro ed un circolo elitario composto dai dirigenti della società francese.

Tutto bello, non fosse che dall’altra parte c’erano i minatori, che lavorano in condizioni disumane: sottopagati, costretti a turni di lavoro massacranti, frequenti vittime di incidenti mortali sul posto di lavoro. Al tempo erano organizzati nella Federazione dei Minatori.

E così nel 1904, dopo l’inasprimento del trattamento a loro imposto da Achille Georgiades, i minatori si rifiutano di lavorare e presentarono le proprie rimostranze e richieste alla società francese. La risposta fu violenta con l’intervento dell’esercito che fece fuoco sugli operai, uccidendone tre: Felice Littera, Salvatore Montixi e Giustino Pittau e ferendone molti altri, tra cui uno che perì poco dopo. Era la tragica domenica 4 settembre 1904, l’Eccidio di Buggerru, che portò al primo Sciopero generale in tutta Italia.

Questi fatti suscitano ancora oggi rabbia e commozione, ma per fortuna sono il passato. Oggi il borgo è fatto di case disposte a mò di ventaglio sullo sbocco a mare della valle del monte Caitas, canale che ha dato nome alla miniera omonima. Le miniere in zona erano tra le più importanti del periodo minerario  durato fino al 1979.

In oltre un secolo Buggerru, già conosciuta dai Romani per l’argento, ha prodotto più di un milione di tonnellate di zinco e 200 mila tonnellate di piombo!

Oggi, il suo nuovo porticciolo è posto sotto all’uscita della Galleria Henry, oggi ormai diventata un museo, ma un tempo percorsa da un treno che trasportava il minerale estratto.

La bellissima costa

Nei dintorni del paese si sviluppa un affascinante e suggestivo tratto di costa, delimitata a nord da Capo Pecora e Portixeddu, mentre a sud, a soli  due chilometri dal paese, si apre la bellissima insenatura di Cala Domestica.

Alla destra del porto spunta la spiaggia di Buggerru, con la sua sabbia morbida. A nord invece si trovano le dune sabbiose di San Nicolao, con alle spalle una fitta pineta all’inteno della quale passano percorsi di mountain bike.

Le spiagge di questa zona sono is Compingius (i pini) e Is Compingieddus (piccoli pini). Altre bellezze naturali in zona sono i faraglioni di punta Nido dell’Aquila e la Grotta Azzurra. In zona si pratica anche il climbing, grazie alla presenza di falesie alte oltre cento metri.

La crescita del turismo 

Negli ultimi anni, al netto di crisi varie dovute alla situazione generale, il turismo si mostra qui in crescita, non ancora in grado di competere con le strutture del Nord, del Sud o del Sud est della Sardegna, ma con grandi prospettive dovute soprattutto, ma non solo, alla bellezza paesaggistica.

Dal centro del borgo si raggiunge a piedi la spiaggia, perfetta per qualche ora di relax, mentre a neanche 10 km si trovano spiagge sabbiose incastonate tra le rocce e il verde a dir poco splendide. 

Buggerru offre quindi molteplici opportunità, dalla selvaggia costa ovest e il suo mare al trekking e arrampicata sulle falesie, alle visite culturali e all’archeologia industriale.

Tutto questo ha fatto si che Buggerru sia in prospettiva futura, tra le mete più in crescita della Sardegna. 

“The beach of Buggerru is a soft and welcoming expanse washed by a transparent sea of iridescent colours, which often receives awards from Legambiente (Italian environmentalist association) and the Touring Club.

The waters are shallow and the seabed is sandy.

Buggerru, a former mining village, emerged in 1864 and is concentrated on the floor of a valley that looks out to sea.”

Futuro turistico roseo a Buggerru e in tutto l’Inglesiente

Ma che caratteristiche ha il territorio di Buggerru?

Si tratta della regione Sulcis-Iglesiente che si estende a nord della valle del Cixerri. Confina a nord est con il Campidano. Di questo territorio fa parte la regione metallurgica a nord della valle del Cixerri, corrispondente all’antica curatoria del Sigerro facente parte un tempo del giudicato di Cagliari.

Oltre a Buggerru gli altri comuni sono: Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias e Musei. 

Il territorio territorio è caratterizzato da una natura incontaminata, con rilievi montuosi e fiumi ricchi di grotte e cascate spettacolari, oltre alle rocce di falesie a picco sul mare.

La costa di Buggerru è la prosecuzione verso sud della costiera della Costa Verde. La qualità della sua natura è stata sancita nel 2017 da Legambiente, con le rilevazioni effettuate dalla sua Golletta Verde, e la collaborazione del Touring Club Italiano, assegnando il riconoscimento di 4 Vele al comprensorio della Costa Verde e di Buggerru.

I parametri di riferimento sono stati: qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali. Un risultato di cui andar fieri in una regione dove il paesaggio, la natura e la qualità della vita sono asset strategici fondamentali.

La spiaggia di Portixeddu o del Rio Mannu la si trova venendo da Nord ed è costituita da una distesa di sabbia infinita, posizionata tra l’altro in una bella insenatura protetta da una folta vegetazione.

La foce del Rio Mannu la divide dalla sua prosecuzione verso sud: la spiaggia di San Nicolò, di Buggerru, con cui condivide pineta e dune retrostanti. Una spiaggia molto bella e naturale, con un grande arenile di sabbia dorata chiara, fine e morbida al tatto, che si affaccia su un litorale dove il mare ha colori tra il verde e l’azzurro, con un fondale basso e sabbioso.

Le dune, sormontate dai gigli e dalla macchia mediterranea fanno il resto. La cosa spettacolare e che non è mai affollata, neanche in alta stagione, poiché molto grande e perché in una zona meno battuta di altre. Sulla spiaggia sono comunque presenti servizi.

La località San Nicolao o di San Nicolò con la sua spiaggia è quindi un tutt’uno con la Portixeddu. A San Nicolao si trovano piccole dune ricoperte di una boscaglia di ginepri, lentischi e macchia mediterranea, oltre ad una bellissima pineta sulle dune retrostanti. Qui è in atto un rimboschimento di pini domestici, di cui molti autoctoni. Nelle vicinanze è presente anche un campeggio, ed i parcheggi sono adatti anche per la sosta dei camper.

Il laghetto di piscina motta

In questa zona c’è anche un piccolo lago, sembra una notizia banale, ma in Sardegna di laghi naturali ce ne sono pochissimi. Si tratta del lago di Piscina Motta, un lago che in estate quasi si prosciuga.

Il laghetto è posizionato tra le dune e i monti e regala un paesaggio molto originale, con la presenza di pini e ginestre sulle sue sponde. Un gioco di contrasti naturali imperdibile, che lascia il segno.

Le feste e le sagre a Buggerru 

Come ogni borgo che si rispetti anche Buggerru ha le sue feste, tra cui spiccano il Carnevale; le cerimonie religiose della Settimana Santa, soprattutto quelle del Venerdì Santo.

A giugno o luglio si tiene la sagra del Pesce, nella quale poter gustare i pesci del pescato locale, la festa patronale di San Giovanni, che si celebra il 26 giugno, con manifestazioni civili e religiose. Durante la festa si svolge la processione nelle vie del paese.

Il 29 e 30 giugno si tiene la festa di San Pietro, con la processione di barche a mare, chiamata “Barcheggiata di San Pietro”. Il 15 agosto si tiene invece il Ferragosto Buggerraio, ricco di manifestazioni culturali, sportive e folkloristiche. Nel mese di settembre, il 4, ecco la Commemorazione dell’Eccidio di Buggerru, del 1904.

Buggerru e dintorni

Il centro di Buggerru possiede diversi elementi di interesse, come la chiesa di San Giovanni Battista, chiesa parrocchiale di Buggerru.

La chiesa venne edificata verso il 1880, dopo l’avvento delle miniere, che necessitavano di tanta mano d’opera. La cala sperduta, con un solo abitante del 1864, diventò così un popoloso centro minerario già nel 1870, in appena 6 anni. Qui confluirono diverse culture e tradizioni. Così la direzione delle Miniere, su richiesta delle famiglie di minatori che volevano un luogo di culto, affidò il progetto ai tecnici della miniera, che la edificarono secondo i canoni del tempo.

Sorse una chiesa a navata unica, separata da una balaustra di legno, come in legno sono tutti gli arredi religiosi. Una chiesa scarna, ma con un altare in stile neoclassico, curato nei marmi.

Bella e curata la riproduzione della grotta di Lourdes, un esempio di realismo riproduttivo ispirato al mistico ambiente di Lourdes. Al di sotto dell’altare un bellissimo crocifisso d’epoca, ai lati del quale si trovano due nicchie che contengono sul lato sinistro la statua del Sacro Cuore e a destra quella della Madonna Immacolata.

La villa degli Ospiti

Si tratta della villa Ospiti dei dirigenti della miniera di Buggerru. È una villa signorile, chiamata Palazzina Beni Beni, ed era arredata in stile Liberty, facente parte del movimento dell’Art-Nouveau. È stato un movimento che ha caratterizato il periodo della Bella Époque, a cavallo tra l’800 e il ‘900, in tutta Europa.

Fù costruita i primi anni del 1900. Era adibito ad alloggio di servizio per i dirigenti ed ospiti della società mineraria, da questo deriva il suo nome. Dopo tanti anni di abbandono, è stata restaurata e riaperta al pubblico nel 2010.

Il teatro Perrier

Struttura risalente agli anni venti dello scorso secolo. In quegli anni a Buggerru, oltre ai vari servizi, si dava spazio anche all’arte ed allo spettacolo.

E così il teatro divenne luogo di recite, feste e serate danzanti. Nel periodo d’attività dell’azienda mineraria, le Compagnie teatrali arrivavano persino da Parigi per recitare.

La struttura è provvista di platea e balconata ed è in grado di ospitare complessivamente centocinquanta spettatori, novantadue in platea e cinquantadue in galleria. Viene gestita dal comune.

Altri edifici interessanti sono:

  • il Municipio di Buggerru;
  • La torretta della ex Bà ossia dell’ex bacino di approvvigionamento dell’acqua per le lavorazioni e le officine minerarie, oggi centro di aggregazione sociale del comune;
  • il palazzo che ospitava l’ex direzione della miniera, e che attualmente ospita la biblioteca comunale;
  • La piazzetta dedicata all’eccidio di Buggerru del 4 settembre 1904. Qui, per ricordare l’eccidio dei tre minatori, più un altro morto successivamente in seguito alle ferite, sono state posate tre statue realizzate dall’artista Pinuccio Sciola, l’importante scultore di San Sperate.

Il museo Civico e Multimediale del Minatore

Una menzione a parte merita il museo Civico e Multimediale del Minatore. Nel 1904, durante i cosiddetti moti di Buggerru, la falegnameria diventa lo scenario della rivolta. All’arrivo dei soldati richiesti dal direttore della miniera di Malfidano, Achille Georgiades, i minatori prendono lo stabile come punto di riferimento.

Di qui la scelta di creare un museo della memoria e dell’identità di Buggerru. Il museo è posto su due piani, dove un tempo c’erano officina meccanica e falegnameria. Torni, fresatrici e altri attrezzi sono rimasti dov’erano, anche dopo il restauro.

Al piano terra è stato allestito il museo Civico, con  la storia del paese chiamato Buggerru, con una sezione estesa dedicata alla miniera, la ricostruzione degli spazi comuni e il recupero di attrezzi e macchinari d’epoca. È presente anche una sezione con teche in vetro contenenti minerali e fossili del territorio.

Al primo piano, dove si trovava la falegnameria, è stato creato un percorso di visita multimediale, dedicato agli uomini e alle donne che hanno vissuto e lavorato in miniera.

Il porticciolo turistico di Buggerru

Buggerru ha anche un porticciolo turistico molto caratteristico e importante per la costa ovest sarda, essendo l’unico scalo possibile tra Carloforte e Oristano.

Il porto è limitato ai picoli diporti, ma molto sicuro, con una scogliera alle spalle e riparato dai forti venti provenienti da nord e da nord ovest. Ha una capacità di 250 posti barca, ma senza pompa carburante. Purtroppo l’ingresso e i fondali all’interno sono spesso bassi a causa di insabbiamenti.

La ex centrale elettrica

È uno dei primi esempi di centrale elettrica in Sardegna. Era alimentata dal motore di un sottomarino. In ricordo del suo passato industriale, è rimasto il motore diesel della FIAT, con la sua dinamo.

Nel 2006 è stata ristrutturata con i fondi della comunità Europea. Oggi è utilizzata come sala convegni e sede di adunanza del Consiglio comunale.

La laveria Malfidano

La laveria, ormai fatiscente, era stata costruita per lavorare il minerale estratto dalla vicina miniera di Malfidano. L’impianto di trattamento del minerale era costituito da due sezioni: per il trattamento di solfuri misti di varia provenienza, nella sezione blendosi e di ossidati calaminari e piombiferi, nella sezione ossidati.

Aveva una potenzialità giornaliera totale di 450-500 tonnellate, e l’impianto sorgeva a cinquanta metri dalla battigia, ubicato in zona balneazione, con conseguente scarico a mare dei rifiuti della flottazione, fino agli anni ’60 del Novecento. Per fortuna oggi è in disuso.

La ex miniera di Nanni Frau

Si tratta di una miniera di galena, una volta di proprietà del medico cagliaritano Onorio Pabis, poi acquistata nel 1862 da Antonio Sbressa. Nel 1874 passa alla Compagnia Generale che riscontra dei problemi di aereazione nella galleria e costringe la società a realizzare un fornello.

Ad essa subentra poi la United Mines, che ripara gli edifici minerari e riprende la coltivazione mediante l’apertura di una nuova galleria. Nel 1905 subentra la Pertusola, che incrementa la forza lavoro a 48 operai.

Tuttavia fino agli anni ’20 del Novecento nella miniera si alternano pochi operai che scavano una galleria seguendo il minerale a vista, e lo trasportano in esterno mediante carriole a mano. La sua cessazione avviene nel 1927, quando viene dichiarata decaduta.

La grotta delle Lumache

Situata sul fianco sud del monte Rosmarino e raggiungibile con un sentiero, è stata scoperta pochi anni fa, ad una quota di 220 metri. L’imbocco è di piccole dimensioni ed è quasi inosservabile in lontananza. All’interno vi sono grandi colate, edifici colonnari, grandi drappeggi e parecchie stalattiti e stalagmiti.

La grotta di s’Acqua Gelada con le sue testimonianze archeologiche

A nord rispetto alla ex miniera di Malfidano si trova la famosa grotta sepolcrale archeologica chiamata la grotta di s’Acqua Gelada, ossia Sa Grutta de s’Acqua Gelada, che si trova in posizione sovrastante la miniera.

La grotta si sviluppa in un grande salone, che ha restituito reperti archeologici di diverse epoche, tra i quali le testimonianze più antiche delle presenza umana nel territorio di Buggerru.

Queste testimonianze sono state rinvenute proprio nella grotta di s’Acqua Gelada, e risalgono al Neolitico Antico, tra il 6.000 ed il 5.000 avanti Cristo.

L’ex miniera di Caitas con vicino il villaggio minerario abbandonato omonimo

Si trova presso il villaggio minerario abbandonato di Caitas, sul lato della stretta valle Malfidano. Fu chiusa nel 1955.

La Galleria Henry

Si tratta della galleria che porta all’ex miniera di Pranu Sartu con vicino il villaggio minerario abbandonato omonimo. Era un tracciato ferroviario che veniva utilizzato per trasportare nella laveria Malfidano di Buggerru, il minerale estratto nella miniera di Planu Sartu.

Oggi il tracciato è stato riconvertito a percorso turistico, su un trenino che si snoda tra gallerie e falesie a strapiombo sul mare. Al termine della galleria ecco il villaggio minerario abbandonato di Pranu Sartu, cioè del Piano dell’Agro. Verso ovest, tra il villaggio ed il mare, si trova l’ex miniera di Planu Sartu, ubicata sull’altopiano calcareo ad ovest di Buggerru, in prossimità del villaggio minerario.

La miniera viene scoperta nel 1869 dalla Società Miniere di Malfidano, e raggiunge l’apice di produzione agli inizi del Novecento, ospitando nel villaggio 2.750 operai!.

Questo permise al villaggio di Planu Sartu di ottenere un certo grado di autonomia rispetto al vicino centro di Buggerru.

Si trattò di una miniera a cielo aperto, nella quale la coltivazione della calamina avveniva sia a cielo aperto che in sotterraneo. Veniva utilizzata la Galleria Henry che serviva da collegamento tra i cantieri sotterranei e la laveria Malfidano di Buggerru. Negli anni ’40 del Novecento la miniera viene acquistata dalla Pertusola, ma nel 1956 i cantieri vengono definitivamente chiusi.

La costiera a sud di Buggerru

Lungo il litorale a sud di Buggerru, si trovano la Costa di Pranu Sartu, con falesie spettacolari, alte dai 100 ai 200mslm. Proseguendo, si arriva alla caletta di Cala Domestica o Sa caletta, e successivamente alla Cala Domestica con la sua spiaggia.

Cala Domestica

A meno di 5km da Buggerru, ecco Cala Domestica, con la sua spiaggia. Il paese si chiama così per la presenza di una fattoria medievale, chiamata appunto Domestia. La costa di Cala Domestica presenta alte falesie calcaree di grande interesse ambientale, e splendide dune, che sorgono alle spalle della spiaggia.

La spiaggia è tra le più belle di Sardegna con sabbia dai colori tra il bianco, l’ambrato e il dorato, molto soffice e compatta. Sono presenti, appena a ridosso della spiaggia, anche cespugli, piccoli arbusti, e la macchia mediterranea. 

Tra le dune si possono ancora vedere le rovine dei magazzini della miniera di Acquaresi, un giacimento di piombo e zinco scoperto nel 1870, i cui prodotti, fino al 1940, venivano imbarcati a Cala Domestica.

Proprio qui, nei primi decenni del ventesimo secolo, era sorto un piccolo villaggio di minatori, del quale rimangono ancora alcuni ruderi. Dall’entroterra vi giungeva una linea ferroviaria, per il trasporto dei minerali ed il carico sui battelli.

Di fianco ecco la caletta di Cala Domestica, che contiene una piccola spiaggetta raggiungibile solo con la grotta scavata dai minatori 

La torre di Cala Domestica

A 39 metri sul mare, ecco la torre di Cala Domestica, eretta sulle rocce ad ovest dell’insenatura in periodo spagnolo. Risale forse all 1577, e sappiamo che nel 1843 era ancora presidiata, mentre nella Seconda Guerra Mondiale, è stato un punto di osservazione.

La torre sorvegliava l’ingresso alla spiaggia in cui era un porticciolo d’imbarco dei minerali provenienti dalle varie miniere della zona.

L’edificio ha una struttura di forma cilindrica, di circa dodici Metri di diametro ed undici di altezza e fu realizzato in pietrame di calcare, con elementi ornamentali in tufo. Pissiede una volta a cupola, con un foro centrale per l’illuminazione, ed una scala interna alla muratura per l’accesso al terrazzo.

Buggerru è un luogo ricco di fascino, tanto strano quanto stupendo dal punto di vista paesaggistico. Visita consigliata, non solo per le velle spiagge..Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly

Fonti:
La mia Sardegna
http://www.lamiasardegna.it/buggerru.htm
https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/buggerru
https://www.sardegna.info/sud/buggerru/