Borghetto Sul Mincio

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@Ladolcevitaly e Loscrivodame presentano: Borghetto Sul Mincio. Un’altra perla, l’ennesima di una lunga serie in giro per l’Italia.

Borghetto sul Mincio è una piccola frazione del comune di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, che ha conservato inalterato il suo spettacolare aspetto medievale di stazione fortificata sul fiume.

In questa piccola realtà, grazie ad una lungimirante politica di conservazione degli antichi edifici, si è mantenuto l’aspetto antico e unico del borgo.

Le origini di questo vero e proprio gioiello storico affondano nella dominazione longobarda della zona. I longobardi ne hanno riconosciuto per primi la posizione strategica di passaggio sul fiume Mincio. 

Borghetto sul Mincio è stato un percorso obbligato per chi voleva spostarsi da sud a ovest nelle terre venete e lo è stato per oltre 1000 anni. Nel corso dei secoli anche i grandi eserciti come l’armata francese di Napoleone nel 1796, o le truppe piemontesi durante la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859, hanno attraversato il suo ponte fortificato.

Borghetto è un toponimo di origine longobarda, ha un significato: “insediamento fortificato”. Questo era il primo gruppo di case sorto nel punto di guado del fiume Mincio. Il nome Valeggio invece significherebbe “luogo pianeggiante”, nonostante la tradizione lo definisca “Valle degli dei”.

Tutto inizia probabilmente nel IX sec. a.C., quando sepolture dell’età del Ferro mostrano la presenza di un insediamento umano nei pressi di Borghetto. Poi compaiono monili di origine etrusca, del VII sec. a.C., trovati vicino alla collina. Nel IV-I sec. a.C., i Galli avevano qui un’importante necropoli. In seguito, nel I sec. a.C., la latinizzazione del territorio viene confermata dalla presenza di sepolture romane. In questo periodo il guado sul Mincio viene “raccordato” dai Romani attraverso le vie consolari.

Nel VIII-IX sec d.C. sono i Longobardi a edificare un primo nucleo abitato sulle rive del fiume nei pressi  dell’antico guado, dove oggi sorgono i gradoni che scendono al fiume Mincio. Qui aveva sede un Gastald, ovvero un ufficiale di dogana che riscuoteva le tasse per l’attraversamento del fiume.

Nel 1145 viene citato il piccolo monastero di Santa Maria, costruito sulla riva sinistra del fiume, con diverse funzioni come quella di assistenza ai bisognosi di passaggio. 

Con il dominio di Verona nel 1202, subentrata a Mantova, gli Scaligeri affiancarono al guado un primo ponte di legno e costruirono intorno al borgo una fortezza in parte visibile ancora oggi. In effetti i veronesi, a cavallo tra l’XI e il XII secolo trasformarono Borghetto in una piazzaforte militare.

Nel 1387 Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, annette i territori veronesi ai suoi domini e in seguito costruisce il ponte-diga di Borghetto a scopo difensivo. Il ponte finisce per modificare il corso del Mincio rendendo il guado impraticabile.

Nel 1405, con il passaggio alla Repubblica di Venezia si sviluppa qui l’attività di macinazione dei cereali, del frumento e del riso, come dimostrano i mulini ad acqua ancora presenti lungo il fiume. L’impiego dell’acqua del Mincio per irrigare i campi consente a merà ‘500 lo sviluppo dell’agricoltura.

Due secoli più tardi, tra il 1796 e il 1814, finita la dominazione veneziana, le guerre napoleoniche portano distruzione e morte e ancora oggi vengono ricordate in alcune manifestazioni locali.

Nel 1814, il territorio è annesso all’ Impero Austroungarico, all’interno del Regno Lombardo-Veneto, cui Borghetto apparterrà fino al 1866 quando entrò a far parte del Regno d’Italia. In un breve periodo, tra il 1859 e il 1866, Borghetto rimane divisa in due: di là dal Mincio è Austria, di qua Italia.

Valeggio per lingua, tradizioni e memorie storiche appartiene di fatto alla cultura lombardo-veneta e il fatto che sia sorta, esattamente come Borghetto, nei pressi di un antico guado, un incrocio fra la via d’acqua e quella di terra, ne ha determinato la sua posizione strategica millenaria.

Si è trattato, lungo i secoli, di una zona di confine e di passaggio, dove il viaggiatore poteva sempre trovare un buon piatto, un bicchiere di vino e un buon letto. Presso Borghetto è documentata la presenza di una thaberna, un’osteria-locanda, già intorno al 1300.

La vicina Valeggio è un paese-ponte tra due regioni, la Lombardia e il Veneto. Per adeguarsi al crescente traffico commerciale, il paese ha sviluppato, a partire dal ‘700, una rete di locande, tanto che ancora oggi c’è una grossa concentrazione di ristoranti rispetto alle dimensioni del paese.

Sono dunque luoghi di passaggio, dedicati al ristoro e allo scorrere dell’acqua. La storia di Borghetto è quindi quella di un punto di passaggio importante e di una zona di confine contesa da opposti eserciti.

Il guado del Mincio era il più comodo e sicuro a sud del lago di Garda, e il fiume era una barriera naturale tra le terre del mantovano e quelle del veronese, in una zona di confine, presa di mira da signorie come i Gonzaga, gli Scaligeri, i Visconti, la Serenissima di Venezia, l’Austria, la Francia.

 Il paesaggio è immobile, senza tempo e ha un fascino unico. Il ponte Visconteo è una straordinaria diga fortificata, costruita nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti, è stato definito un “check-point d’antico regime”. Lungo 650 m. e largo 25, ultimato nel 1395, era raccordato al sovrastante castello Scaligero da due alte cortine merlate e integrato in un complesso fortificato che si estendeva per circa 16 km.

Il castello Scaligero, posto in cima alla collina, domina con le sue torri la valle del Mincio. Della sua parte più antica resta la torre Tonda, singolare costruzione risalente al XII sec., mentre il resto del complesso risale al XIV secolo. Era dotato di tre ponti levatoi di cui solo uno si è conservato.

Infine, dentro il borgo, la chiesa di San Marco Evangelista è la ricostruzione in stile neoclassico (1759) dell’antica pieve romanica dedicata a Santa Maria (sec. XI), di cui restano due pregevoli affreschi quattrocenteschi.

Giornata tipo a Borghetto

Si parte dal castello scaligero, dalle cui alte mura si gode di una meravigliosa vista sull’intera zona sottostante. Qui si può visitare l’antica torre rotonda, dove una leggenda racconta che sia ancora sepolta la spada di un cavaliere ucciso con l’inganno. In questo luogo, nelle notti di luna piena, c’è chi giura persino di aver sentito inspiegabili lamenti, quelli del povero cavaliere tornato a Valeggio sul Mincio per cercare la sua arma.

Nell’area oltre il castello si trova un bosco di alti e rigogliosi alberi che d’estate creano una zona ideale per passeggiare al fresco attraverso sentieri ben segnalati. 

Una volta scesi dalla collina per tornare nel centro di Borghetto sul Mincio, si trovano gli edifici storici, tra cui la chiesa di San Marco Evangelista, risalente al X secolo e restaurata nel corso del 1700. La Chiesa conserva al suo interno alcuni affreschi quattrocenteschi e la campana più antica dell’area veronese, tutti risalenti alla metà del 1300.

Tre le stradine del centro di Borghetto sul Mincio appaiono, incantevoli, gli antichi mulini ad acqua con le  ruote in metallo e i muri in pietra, risalenti all’inizio del Quattrocento. Nonostante i secoli di vita sono ancora conservati in ottime condizioni. In particolare tre di questi mulini sono perfettamente funzionanti ed è possibile visitarne l’interno e vedere gli ingranaggi che sfruttano la forza del fiume per muovere la macina di pietra.

Nel centro del borgo si vedono anche le antiche case di pietra costruite nel medioevo e restaurate nel corso degli ultimi anni. Proprio in queste case si può soggiornare e ammirare l’alba sul fiume.

Il centro del paese è molto piccolo e lo si visita in meno di un’ora, esplorando le viuzze e gli scorci spettacolari con il fiume incorniciato da giardini fioriti.

Sulla riva opposta del fiume invece, ci sono numerose osterie e locali dove pranzare o bere qualcosa e ammirare fiume e borgo.

“Borghetto rises in the valley of the river Mincio, in Veneto. The structure and the name of the village dates back to the Longobard period, the Germanic people who first built a fortified settlement near the ford of Mincio River. In the Middle Ages is reduced to a simple toll point, a feud of the abbey of San Zeno.

Borghetto sul Mincio is one of the “most beautiful villages in Italy” (Borghi più belli d’Italia). And it is one of those places that seem unreal. Like a fairy tale. A few houses, only 160 residents.”

Borghetto è un luogo piacevole dove trascorrere il tempo libero. Un’attività diffusa è il cicloturismo, con una pista ciclabile lungo gli argini del Mincio che collega Peschiera del Garda con Mantova, passando appunto, per Borghetto. Ma esiste la possibilità anche di fare passeggiate a piedi e a cavallo lungo il fiume, pescare, fare canottaggio e altri sport di fiume.

Poi ci sono i dintorni di Borghetto, con la valle del Mincio e i suoi dolci paesaggi, le antiche corti rurali nobiliari ed ecclesiastiche con i loro muri di cinta, le torri colombare, i mulini, i fienili, gli oratori. In questi luoghi si può godere lo splendido panorama della valle del Mincio, in particolare dal castello Scaligero come scritto sopra.

Interessante anche il Parco Giardino Sigurtà che si estende per circa 50 ettari sul retro di Villa Maffei, visitabile sia piedi che su due ruote. Il parco presenta un lungo un percorso di 7 km in mezzo ai prati, laghetti e boschi. Davvero un bello scenario naturalistico da gustare nelle varie stagioni. 

Eventi e feste

La Sagra di Borghetto del 25 marzo o festa dell’Annunciazione è la prima festa locale lungo l’anno solare.

Il 25-27 aprile si tiene la Marcia Napoleonica di 48 km. da Peschiera a Mantova passando per Salionze, Monzambano, Borghetto, Valeggio, Pozzolo, Goito, Soave. Queste terre furono teatro delle battaglie napoleoniche che ne hanno segnato la memoria. Per questo.ancora oggi si rievocano quegli avvenimenti.

Ma la più importante delle feste locali è la Festa del Nodo d’Amore, che si tiene il terzo martedì di giugno, sul Ponte Visconteo, dove si radunano lungo una tavolata infinita 4 mila commensali, per un’avvenimento enogastronomico. Ad accompagnare il tutto, sfilate in costumi medievali con sbandieratori e fuochi d’artificio.

A fine giugno la Festa della birra, che si tiene presso le Colonie Elioterapiche, con stand di gastronomia bavarese e serate musicali.

Cucina Locale

I tortellini di Valeggio, sono una specialità locale da gustare con burro fuso e salvia, ma anche in brodo. Sono rigorosamente fatti a mano e sono di gran lunga il primo più diffuso in zona. Si possono acquistare in numerosi pastifici di Valeggio e Borghetto. Qui il tortellino viene chiamato “nodo d’amore”, ricordando, secondo la leggenda, il nodo di un fazzoletto di seta intrecciato da due amanti prima di gettarsi nel Mincio.

Tra i secondi Il fiume la fa da padrone con il luccio in salsa, la trota, l’anguilla. I pesci sono preparati in vari modi e sono da gustare accompagnati dai vini locali come ad esempio il Bardolino, il Bianco di Custoza, il Valpolicella.

Passeggiare a Borghetto di sera per vedere un tramonto sul Mincio è un’esperienza affascinante, specie quando la bruma e la nebbia si diffondono tra le case, facendo affiorare i merli ghibellini. Sembra di tornare in epoca medievale.

Borghetto altro non è che un gruppo di case, un antico villaggio di mulini in simbiosi con il suo fiume ed è questa la sua bellezza.

Luogo speciale, davvero piacevole per trascorrere un fine settimana tra natura e storia…Fede