Black lives matter

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E così succede che quando avviene un fatto grave ai danni della comunità nera americana, venga riesumato l’antico motto black lives matter.

Su questo tema ho preferito scrivere a freddo, non subito, documentandomi, leggendo e soprattutto parlando con chi in america ci ha vissuto molti anni. Mi sono fatto una mia idea.

Una parte del resto delle comunità americane pare non amino questo motto, appellandosi all’all lives matter. Si ok, all lives matter, ma è cosi? Non pare proprio. 

Il motto di replica pare quasi un voler metter la testa sotto la sabbia e far finta che non succeda o sia successo nulla.

D’altronde prima la deportazione della schiavitù dall’Africa, poi le aggressioni e linciaggi dei KKK e le tante aggressioni più o meno velate subite dalla comunità nera da parte di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni, hanno dimostrato da sempre che la comunità faccia bene ad utilizzare questo slogan e a protestare per i propri diritti.

Si, poi c’è sempre chi esagera commettendo devastazioni, omicidi, ma la protesta in se ci sta tutta. L’omicidio Floyd, perché, almeno che non si abbiano due belle fette di salame nostrano davanti agli occhi, questo è un omicidio, ha solo evidenziato tutto un substrato di violenze gratuite che negli Stati Uniti sono quasi all’ordine del giorno, da decenni, secoli.

Black lives matter diventa così un auspicio, ma nel frattempo, il resto della comunità in parte sostiene la protesta in parte fa spallucce, come avvenne lo scorso anno quando una studentessa, Shelly Ward chiese alla politica Nancy Pelosi se sostenesse il movimento  Black Lives Matter e lei replicò: “credo che tutte le vite contino”. 

Tipica risposta di chi non vuol vedere. Sia chiaro, è evidente che tutti i morti siano uguali e tutte le vite, ma questa è la tipica replica di chi non vuol capire e che finisce per scatenare dubbi e confronti accesi.

Black Lives Matter non è un termine di confronto o una richiesta di esclusione, chi non lo vuol capire o è ottuso o finge. I numeri sono numeri e dimostrano inequivocabilmente disparità di trattamento tra la comunità nera a gli altri. Quindi Black live matter è un’aspirazione dato che i numeri evidenziano che chi è di colore abbia il doppio delle probabilità di esere ucciso dalle forze dell’ordine di un individuo bianco.

Secondo uno studio pubblicato in Usa nel 2015, gli afroamericani morti per mano della polizia erano il 7,2% su un milione, mentre i bianchi il 2,9%.

Meglio dunque rimarcare queste disparità ed  enfatizzare l’importanza di forme di protezione per gli individui di colore. Ma ad altri fa comodo che ciò non venga fatto, questo perché anziché concentrarsi sui motivi delle proteste, si ragiona sempre sulla probabilità che i protagonisti sopravvivano ad uno scontro con le forze dell’ordine. Quindi gli altri si chiedono, ma solo quando succede ad un nero e a me no?

Ma non è questo il punto, la maggior parte delle situazioni in America tende soddisfare la sicurezza della comunità non di colore e gli Stati Uniti si sono sviluppati per funzionare in questo modo. Le radici della supremazia bianca e la marginale preoccupazione per le persone di colore, sono rimaste e sono alla base della società americana.

Il movimento vuol sensibilizzare sul fatto che le morti dei vari Oscar Grant, Michelle Cusseaux, Samuel Dubose e Jordan Edwards, Floyd etc,  contano. E visto quel che accade è tutto meno che ingiusto o banale.

Questo “All Lives Matter” è molto spesso un motto ipocrita di parte della comunità bianca, una sorta di strategia più o meno velata per fare in modo che tutto resti com’e colpevolizzando chi in realtà è vittima.

Anche un qualcosa per sentirsi in pace con se stessi, ignorando la pura e semplice realtà scritti a caratteri cubitali nella statistica sproporzionata e nella brutalità della polizia, nello squilibrio sociale tra le parti.

Per qualche ragione la comunità americana preferisce continuare a indossare i paraocchi contro il razzismo, senza mai affrontarlo veramente, in modo che il paese possa migliorare la propria giustizia sociale.

Ma niente, il miglioramento della condizione della società nera è sempre visto come qualcosa che peggiori il resto mentre ciò non è assolutamente vero.

L.D.

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