BEETHOVEN’S SILENCE

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Un romanzo intriso di suspense dall’inizio alla fine, una tensione sempre alta, colpi di scena imprevedibili: potrei definire così “Beethoven’s Silence” dell’autrice Sonia Paolini.

La protagonista è “Irina-Elise”, una ragazza da un passato crudele impresso come un segno indelebile nella sua mente, seguita dall’età di nove anni da una psicologa alla quale è molto legata. Poi vi è Philippe, un famoso direttore d’orchestra, pieno di sensi di colpa a causa di un passato intriso di dolore per due perdite importanti.

Le strade di questi due personaggi si incroceranno e tra loro avrà inizio una convivenza dapprima forzata, poi piacevole, infine profonda e indispensabile. A fare da sfondo all’intera vicenda Danton, un criminale pericoloso e ricercato da anni.

Questo romanzo di Sonia Paolini ha una buona costruzione di fondo. Numerosi gli eventi che si intrecciano, si scontrano e si fondono. La trama, nella sua complessità, è lineare. L’autrice è riuscita a non perdere mai il filo conduttore e a trovare la giusta collocazione per ogni evento e per ogni personaggio.

A proposito di personaggi, ho apprezzato molto anche la figura di Etienne, un giovane ragazzo che, dal primo sguardo, si innamora profondamente di “Irina-Elise”, ma che riesce a farsi da parte, che è disposto a sacrificare la sua stessa vita pur di salvarla da un passato che, a un certo punto, diventa presente ed è disposto ad aspettare, nonostante tutto, senza che l’amore che prova per questa ragazza svanisca. Al contrario, si rafforza sempre più.

L’autrice con la sua storia ha affrontato diverse questioni: la violenza che può raggiungere livelli inimmaginabili, la solitudine, il buio interiore, l’egoismo e la smania di possesso, l’amore profondo, vero, sincero, la rinascita, la perdita, l’apatia, l’entusiasmo e la forza per ricominciare sempre e comunque.

Vi esorto, pertanto, ad acquistare e a leggere “Beethoven’s Silence” (il titolo dell’opera richiama la sinfonia che fa da sottofondo a tutta la storia), sono sicura che non ve ne pentirete.

Un consiglio, in ultimo, per l’autrice: il romanzo si perde in alcuni punti in errori di forma e grammaticali, evitabili con una maggiore cura nell’editing.