Beati gli inquieti

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Beati gli inquieti

Stefano Radaelli

La fascetta di Borgna mi trova completamente d’accordo dopo aver letto questo libro.

Dalla quarta di copertina.
Casa delle farfalle è il nome della struttura psichiatrica a cui Antonio, ricercatore universitario, si rivolge.

Per raccontare la follia devi osservarla da vicino, conoscerla e abitarla .
Prende accordi con la direttrice, si finge un paziente. Scopre le storie delle persone che vi abitano, le loro ossessioni, le paure, i loro desideri.

I matti dicono sempre la verità sono uomini liberi.Conoscerà Marta, Cecilia, Angelo, Carlo e Simone; ma sarà costretto a conoscere anche se stesso, più a fondo di quanto non aveva fatto prima.

Redaelli sceglie con cura le parole..indaga senza filtri la natura umana.
È un libro questo molto coinvolgente che porta a ripensare se stessi e a cogliere il senso più vero del vivere.
Ha interagito con loro come se fosse un ricoverato come loro con l’eccezione che era uno scrittore, ma tra loro c’erano poeti, esperti di religione, esperti di piante.

Un bel libro , profondo scritto bene, e davvero interessante.

Anna