Battisti…questo sconosciuto.

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Quando ero piccolo mio padre cantava in un musical. Spesso mi portava con lui e io mi mettevo buono buono dietro alle quinte appiccicato al batterista: cavolo come adoravo quello strumento! E fu così che a cinque anni i miei mi regalarono la mia prima batteria, una Hollywood color oro brillantinato..che spettacolo,me la ricordo ancora come se fosse ieri!!                                                                                                                                                                         Passano gli anni e io sempre a sbattere dietro alla mia Hollywood dorata, poi, un giorno, come una bomba, scoppia l’adolescenza: quella cosa che ti fa rendere conto che in giro ci sono un sacco di ragazze! Allora tu vuoi fare il figo suonando alle feste in spiaggia, ma ti accorgi amaramente che la batteria è un po’ difficile da portare: bisogna trovare una soluzione, e la soluzione si chiama chitarra! Ed eccomi lì, con la sei corde del babbo, ad imbattermi nei primi tre accordi della mia vita..e se uno della mia generazione ha imparato come me a suonare la chitarra in quel periodo non c’è storia: abbiamo cominciato tutti con:  “Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi, le tue calzette rosse. E l’innocenza sulle gote tue, due arance ancor più rosse…”  (se hai più o meno la mia età confessa: l’hai letta canticchiandola!). Eh si perché noi quarantenni di oggi, Lucio Battisti ce l’abbiamo praticamente impiantato nel DNA…ma siamo sicuri di conoscerlo davvero Battisti? o forse conosciamo solo le sue canzoni?   In effetti Lucio Battisti era una persona molto schiva e con un carattere molto difficile e poi, per dirla tutta, lui neanche voleva farlo il cantante; gli piaceva scrivere canzoni, quello si, ma odiava stare davanti a un pubblico, aborriva la televisione, cercava di stare sempre lontano dai giornalisti e temeva sempre di essere giudicato! Sue testuali parole sono: « Non faccio tournée né spettacoli perché mi sembra di vendermi, di espormi in vetrina: io voglio che il pubblico compri il disco per le qualità musicali e non per l’eventuale fascino del personaggio. » Tutto questo lo spaventava a tal punto da arrivare a rifiutare un miliardo di lire dall’ avvocato Agnelli per un concerto o a non presentarsi ad un’intervista con Enzo Biagi.  Un grande artista e una profonda solitudine quindi; Battisti vivrà gli ultimi anni praticamente da recluso e se qualcuno per strada gli diceva “Ehi, ma tu sei Lucio Battisti!!”, lui rispondeva: “Magari!!..con tutto quello che guadagna in diritti d’autore!”

Lucio Battisti muore il 9 settembre 1998, qualcuno dice per infarto, altri per un tumore; quel che è certo è che anche i suoi funerali rispecchiano l’animo schivo del cantautore: solo venti persone sono ammesse alle celebrazioni e inizialmente doveva essere addirittura sepolto con una lapide senza nome: solo all’ultimo momento la famiglia cambia idea.

Tutto questo nulla toglie alla sua musica e alle EMOZIONI che riesce a suscitare…Battisti avrebbe sempre voluto essere lasciato solo, invece quando ci sono un gruppo di amici, una chitarra ed un falò, Lucio è sempre lì con loro!

Questo è il mio personale omaggio:  “Il tempo di morire”, forse meglio conosciuta come “Motocicletta 10 hp”…che poi, Lucio, ma con solo dieci cavalli…ma dove cavolo vai!?

Buon ascolto…

Il tempo di morire