Bassano del Grappa

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly sono oggi a Bassano del grappa.

« Di fronte all’angusta valle da cui il Brenta esce per gettarsi nell’ampia e luminosa pianura veneta, vi è una terra fertile e ridente, modellata da una lunga storia che conosciamo abbastanza bene ed una ancor più lunga preistoria che conosciamo molto male, per la carenza di fonti scritte e la scarsità dei rinvenimenti archeologici »

(Gina Fasoli, storica italiana)

Bassano del Grappa è oggi un paesone che somiglia più ad una cittadina. Ma ha origini antiche.

I manufatti ritrovati nella necropoli di San Giorgio di Angarano, risalenti secolo più secolo meno al X secolo a.C., testimoniano un insediamento precedente all’arrivo dei Romani.

Questi ultimi conquistarono la zona nel II secolo a.C. e la resero coltivabile e introdussero importanti coltivazioni.

L’antico nome di Bassano era Fundus Baxiani, che indicava la proprietà agricola di un certo Bassio o Bassus.

Conclusa l’epoca romana passò sotto i Longobardi prima e franchi poi.
Un primo nucleo della città era già presente nel 998, con la pieve di Santa Maria, e nel 1150, con il castello.

Nel 1175 Bassano entrò nell’orbita di Vicenza, attratta dalla posizione altamente strategica del paese. Le relazioni politiche e militari con la ricca famiglia fondiaria degli Ezzelini favori’ la costituzione delle prime magistrature cittadine.

Alla morte di Ezzelino III nel 1259, i Bassanesi ottennero la protezione di Padova, riservandosi beni e diritti dell’epoca ezzeliniana e uno statuto. Dopo cento anni di lotte tra Vicenza, Padova e Verona, nel 1388, sotto i Visconti, il governo lasciò alla città una relativa autonomia.

Venezia giunse a Bassano il 10 giugno 1404. I lagunari non alterarono statuti e consuetudini del comune, dandole il governo di un podestà e un capitano scelto dal Senato tra i patrizi veneziani.

Il Territorio bassanese comprendeva in quel tempo Pove del Grappa, Cassola e Rossano Veneto a est, Tezze sul Brenta a sud e Primolano a nord, mentre a ovest era delimitata dal Brenta.

Sotto Venezia per quattro secoli Bassano prospero’. Si sviluppò il settore tessile e dell’oreficeria. Nell’editoria i Da Ponte e i Remondini divennero nomi di fama europea.

Il 27 dicembre 1760 Bassano fu eletta al rango di città. Di grande importanza il ponte sul Brenta anche detto Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini. Il ponte risale addirittura al 1209 e ha subito vari restauri e ricostruzioni. Il nuovo ponte in legno fu progettato da Andrea Palladio nel 1569. Ma nel 1748 fu una piena a distruggere l’opera poi riedificata da Bartolomeo Ferracina.

Dopo il tormentato periodo napoleonico, il Trattato di Campoformio (1797) che sancì il passaggio all’Impero austroungarico. Il 7 aprile 1815 Bassano entra nel Regno Lombardo Veneto, e viene aggregata alla provincia di Vicenza. Durante l’occupazione austriaca fu l’unica città veneta non capoluogo di provincia a cui fu riconosciuto il titolo di “Regia”. Bassano diviene definitivamente italiana nel 1866, con la pace di Vienna.

Bassano fu protagonista come tutta la sua area durante il primo conflitto mondiale. Dalla vicina Asiago, occupata dopo Caporetto dagli austriaci, partivano granate verso la cittadina che restò a lungo paralizzata dalla guerra.

La disfatta di Caporetto (1917) costrinse poi all’evacuazione più di 7000 persone. Nella città si riversarono migliaia e migliaia di soldati di tutta Italia diretti al fronte con al seguito intere carovane di fuggiaschi civili provenienti dai vari paesi invasi dagli austro-ungarici, in particolare dall’altopiano dei Sette Comuni. Gli austriaci arrivarono sino alle porte della città.

Dopo la guerra, 23000 soldati furono sepolti sull’Ossario del Grappa, il governo fascista decise dunque nel 1928 di cambiare il nome della città: da “Bassano Veneto” all’attuale Bassano del Grappa.

Durante la seconda Guerra Bassano fu uno dei più gloriosi centri di organizzazione della Resistenza ed ebbe un ruolo molto importante in tutta l’area prealpina.

L’industria, l’artigianato e il commercio hanno contribuito all’espansione della città nel dopoguerra. Un’espansione confusa, che ha dato luogo ad una vasta superficie di città a bassa densità intervallata da residue zone agricole, situazione comune a molti centri del nord-est.

Campolongo sul Brenta e Solagna a nord, Romano d’Ezzelino e di Pove del Grappa a nord-est, e Cassola ad est sono ormai un tutt’uno con la citta.

“Bassano del Grappa is a really nice twn located in Veneto region, northern Italy.

The town is situated at the point where the flat Veneto plains reach the hills leading up to the Alps; it takes its name from the nearby Monte Grappa.

The things for which Bassano del Grappa is best known are its covered bridge over the Brenta, the strong grappa liqueur produced in the area, the military history of Monte Grappa and locally-produced ceramics.”

Molte le Architetture civili che arricchiscono Bassano:

Villa Angarano, progettata da Andrea Palladio nel rinascimento, con corpo centrale seicentesco di Baldassare Longhena.

Villa Rezzonico o Villa Angarano Bianchi Michiel. Originariamente concepita da Andrea Palladio intorno al 1548, il progetto della villa è inserito nei Quattro Libri dell’Architettura dell’architetto vicentino. Il corpo centrale è opera di Baldassare Longhena nel Seicento.

Parte delle statue e degli stucchi che si trovano nella villa sono attribuiti ad Antonio Canova e Abbondio Stanzio.

Nel salone principale vi sono alcune pitture e tele di Antonio Canova, D. Pellegrini e altri; mentre alcune sale della villa ospitano una raccolta di quadri antichi di autori tra i come Dosso Dossi e di antichità di indubbio valore.

Villa Ca’ Erizzo Luca, di origine quattrocentesca, e una bellissima villa situata sulla sponda sinistra del fiume Brenta, al suo interno racchiude un patrimonio di affreschi, stucchi e mobili antichi di raro pregio.

Villa Giusti del Giardino, Villa Fanzago, Palazzo Pretorio, Palazzo Sturm, Palazzo Bonaguro, Palazzo, Agostinelli completano l’ampia scelta di architetture civili.

Non mancano le Architetture religiose: Il protiro della Chiesa di San Francesco, La Chiesa della Trinità, dell’architetto Giovanni Miazzi risalente 700′, il Duomo.

Quest’ultimo nasce sull’antica pieve risalente a prima dell’anno millle, all’interno della Prima Cerchia Muraria del Castello degli Ezzelini.

Il Duomo fu fifatto nel 1417 e più volte ritoccato. All’esterno spicca il campanile, mentre all’interno si trova il Crocifisso ligneo del XII sec. e la Croce del Filarete risalente al 1449.

La Chiesa di San Francesco, costruita con dedica alla Vergine Maria fu ceduta ai Frati Minori Conventuali che lo dedicarono a San Francesco. In stile romanico a croce latina è stata ingrandita a più riprese.

All’interno l’Annunciazione di Guariento di Arpo oltre ad un crocifisso ligneo dipinto.

Tempio Ossario

Merita un capitolo a parte per i tanti caduti in guerra che vi sono sepolti. Costruito inizialmente (1908) per ospitare la nuova sede arcipretale di Bassano e sospeso poi per mancanza di fondi, alla fine della Grande Guerra, fu ceduto allo stato italiano nel 1930.

Divenne ossario per seppellire in maniera decorosa i resti dei caduti in battaglia. Ospita 5405 caduti tra cui 236 decorati.

Architettonicamente è in stile neogotico, a croce latina è costruito interamente in mattoni rossi. L’intera costruzione lunga 75 metri ed è snellita da 2 campanili di 60 metri d’altezza ciascuno.

Importanti anche la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Donato, il Monastero della Santa Croce, la Chiesa di San Giorgio e la Chiesa della Trinità.

Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini o Ponte di Bassano. Qui si erge la grapperia della più antica distilleria d’Italia: la Bortolo Nardini, al ponte dal 1779.

« Sul ponte di Bassano / là ci darem la mano / là ci darem la mano / ed un bacin d’amor / Per un bacin d’amore / succedon tanti guai / non lo credevo mai / doverti abbandonar / Doverti abbandonare / volerti tanto bene / è un giro di catene / che m’incatena il cor / Che m’incatena il cuore / che m’incatena il fianco / non posso far di manco / di piangere e sospirar »

(La canzone popolare “Sul Ponte di Bassano.)

Il ponte come scritto sopra risale al 1209, è detto Ponte Vecchio, è noto anche come “ponte degli Alpini” ed è il soggetto e il titolo di un canto popolare degli Alpini. Questo ponte fin dall’antichità costituiva la via di comunicazione principale fra Bassano e Vicenza. Il ponte nella sua storia ebbe molti crolli e abbattimenti e fu definitivamente ricostruito sul progetto originale del Palladio nel 1947.

Una cittadina molto graziosa e culturalmente più ricca di quanto si possa immaginare. Merita una visita…Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly