Babelfish di Gino Pitaro, recensione di Giulia Nicora

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TANTI VIAGGI IN UN UNICO LIBRO

Babelfish non è una raccolta di racconti. Babelfish è un viaggio. L’ autore, Gino Pitaro, ci conduce in un viaggio tra Paesi, città, uomini, sentimenti, ogni storia è un quadro ricco di dettagli, una fotografia, un ricordo, un piccolo frammento di vita al quale sembra di assistere in prima persona. Mentre si legge, si cammina per le strade di Ginevra con il boxeur Michelangelo, si gioca nel cimitero con Chris e la piccola Holly, si visita il negozio di Miss France a Londra o si vola in Costa Azzurra con lo scrittore Francesco. Sei racconti, sei vite, sei modi di vedere la vita, ma la stessa ricerca di qualcosa, la stessa attenzione ad ogni singolo istante, ogni singolo elemento, la situazione si sviluppa, cresce, si stabilizza e, quando si crede che le difficoltà siano terminate, che gli ostacoli siano superati, tutto cambia di nuovo, uno schizzo inaspettato rompe l’armonia del quadro, una piccola, minima, invisibile, quasi, buca nel terreno fa cadere; e lì c’è la svolta. Allora, il cammino cambia direzione, un sentimento viene meno, uno nuovo nasce, si riscopre la bellezza della semplicità, di un bambino ed un padre che giocano insieme, perché quella forma d’amore è più forte di qualsiasi altra, si comprende che è inutile avere successo se esso è la causa della propria solitudine, se porta una persona ad allontanarsi dagli amici, dagli affetti più cari, a rovinarsi la vita.
Niente è lasciato al caso, neppure il minimo dettaglio apparentemente insignificante, tutto appartiene alla scena, tutto le conferisce un senso che sia il protagonista del racconto che il lettore vogliono trovare; non è un caso se Chris si reca ogni settimana al cimitero, se non l’avesse fatto non avrebbe mai conosciuto Holly e la sua triste storia, se Francesco non fosse mai andato in Costa Azzurra non avrebbe mai incontrato la hostess Claudette e non avrebbe toccato la fragilità di una persona, se Michelangelo non avesse voluto visitare Ginevra i suoi amici non avrebbero capito che il successo cambia le persone, dovevano sperimentarlo sulla propria pelle, dovevano perdere lui per rendersene conto. E, a quel punto, anche il lettore inizia a riflettere sul destino, sulle circostanze che l’hanno condotto ad essere ciò che è, a ciò che l’ha cambiato, alle scelte che ha compiuto, il suo viaggio corre parallelo a quello dei personaggi che animano le storie, anche lui è protagonista della propria, anche lui, forse, ha qualcosa da raccontare.
Quando si gira l’ultima pagina e si chiude il libro, ci si sente diversi, come se si avesse visitato davvero quei luoghi così lontani eppure così vicini, così vividi nella mente da non sembrare frutto della fantasia, ma di un ricordo, di un salto indietro nel tempo, in quel viaggio a Ginevra o in quell’ estate trascorsa in Costa Azzurra, alcuni sono scenari familiari e quelli che non lo sono lo diventano, non importa non aver mai vistato Singapore, le sensazioni che il protagonista della vicenda prova vengono avvertite anche dal lettore, ci si sente in sintonia con il narratore, come se si stesse conversando con il proprio migliore amico, egli stesse raccontando di un suo viaggio ed irradiasse le sue emozioni, le facesse provare anche a chi ascolta.
Sei racconti, sei finestre sulla vita di persone diverse, sei viaggi da affrontare insieme a Rino, Michelangelo, Chris, Holly, Francesco, Ivan, Sakura, Claudio, vivere insieme a loro grandi esperienze, riflettere sulle vite di ognuno di noi, su quei brevi istanti ai quali abbiamo dato poco peso, ma che ci hanno cambiati, su quelle persone che ci hanno accompagnati nel nostro cammino per qualche ora, giorno, mese o anno, che abbiamo conosciuto in un momento o in un luogo particolare, per le quali abbiamo compiuto una scelta, con le quali abbiamo vissuto esperienze irripetibili, uniche, anche incomprensibili per chi non era con noi, ma che noi continueremo sempre a ricordare e raccontare.
Sei fotografie di un mondo ricco di vita, di particolari, di bellezza pronta ad essere colta in ogni suo aspetto, sei viaggi intorno al mondo lungo strade che alcuni hanno percorso realmente, altri solo nei sogni, sei cammini che ne intrecciano miliardi, ognuno di noi sta vivendo il proprio, sta camminando senza sapere se, come e quando arriverà quel momento che ci farà cadere per poi rialzarci e proseguire con un sorriso o cambiare strada … esattamente come, concluso un racconto, non si può sapere cosa ci riserverà il seguente, dove ci condurrà il prossimo viaggio.
Possiamo solo essere certi del fatto che sarà colmo di sorprese.

Recensione di Giulia Nicora