Attivo/a 54 min fà

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Ti ho visto l’altra mattina verso le 7. Si può dire che mi fossi appena alzata, stanca come lo sono sempre da quando ti penso. Tu no. Tu eri già dentro il tuo caldo maglione color ghiaccio. Gli occhiali, di qualche taglia più grandi del viso, enfatizzavano lo sguardo interrogativo.

Nella cornice delle tue ciglia l’iride e la pupille si erano fuse, e chiunque al guardarti avrebbe potuto naufragare nei tuoi occhi. I capelli sembravano più scuri del castano che mi era passato fra le mani. L’inverno si è posato anche su di loro. Le orecchie, tanto piccole quanto perfette, fermavano l’avanzata della massa riccia delle tue ciocche ribelli. Non sorridevi ma tenevi le labbra impercettibilmente dischiuse. Erano di un tenue color rosa naturale, come il colore di certi fiocchi, tinte pastello, che si mettono alle bambine in primavera per renderle più graziose.

Il tuo labbro inferiore, sempre accattivante, aveva acquistato maggior volume. La mia bocca al ricordare la tua, timida e sottile, si seccò per l’emozione. Quanti baci dopo i miei aveva ricevuto perché diventasse cosi piena?
C’eri solo tu e quella tua frase buttata lì.

Ti ho visto l’altra mattina verso le 7. Si può dire che mi fossi appena alzata. Ricordo di aver controllato l’ora. L’avevi condiviso 54 min fa.
Il resto è storia e l’hai pubblicata sul tuo instagram.

Selina