Assoluta coscienza

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ASSOLUTA COSCIENZA

La vita insegue il tempo,
non nega all’attimo di fuggire,
quando le stagioni vanno a morire
tra le fulgide braccia di un Inverno,
per svegliarsi in un’ennesima Primavera,
nel tepore di un senso sempre nuovo.

Tutto avviene in un attimo,
che non è mai lo stesso dell’attimo prima:
é sempre quell’attimo dopo che ti fa mutare,
diventare grande, invecchiare
e con un sospiro lento, morire,
come quel sogno d’amore,
che si perde in quel segmento
che sfugge all’eterno.

Tutto finisce, ma nulla s’arresta,
l’oggi invade sempre il presente,
per andare incontro al domani,
quando ha appena lasciato l’ieri
a fare i conti dei giorni andati.

Anni bruciati in una colata di cera,
quando una candela accesa sulle idee
lentamente si consuma
tra un verso e l’altro.
Versi sparsi
nei corridoi di un momento,
che un attimo dopo torna
a contare i granelli
di una clessidra capovolta,
ancora una volta,
all’incedere di una fiamma
che si spegne piano piano,
lasciando le sue impronte
tra i righi di un’altra poesia.

Non brama a sfiorare l’eterno,
né l’Infermo dell’oblio,
ma l’attimo di un’emozione,
che tocca il tutto e il nulla,
accarezza il vuoto, il tempo,
coinvolge l’assoluto sentire,
come il pianto, la gioia,
l’amore, il sogno, la follia
per poi morire
tra la catarsi di un nulla
e rinascere, smarrirsi,
ritrovarsi in quella morte,
dove non si muore veramente.

E’ proprio nella potenza del pensiero
che versa il proprio senso,
con la consapevolezza dell’essere
e nell’assoluta coscienza di non essere
mai stato solo un pensiero,
ma l’emozione di un momento,
immerso in un’ultima ispirazione,
ancora non scritta, ma appena pensata.

Anna Cappella