Artigianato tipico ” Ferro e Rame “

0
1968

Continua il nostro viaggio nel variegato mondo dell’artigianato del Salento. L’artigianato è un fenomeno globale, materia di studio, fatto economico, culturale e sociale; è capace di ripercorrere i gesti dell’arte popolare, ma è anche in grado di riproporre opere appartenenti a periodi storici di alto valore artistico. Oggi ci occupiamo di ferro battuto e rame.Ferro Battuto L’arte del ferro battuto nel Salento si riaccende, dopo un periodo di lungo torpore, durante lo stile Liberty. Al ferro, per la sua resistenza e per il suo carattere decorativo, si affida il compito di abbellire la casa e la città; fiorente è quindi la produzione di suppellettili domestiche: alari, copricaloriferi, ferri da camino e letti. Come per il passato, l’artigianato del ferro battuto è legato all’architettura sacra; con la medesima armonia e grazia, l’arte febbrile si esprime negli interni delle Chiese e dei Conventi e, spesso, sostituisce altri materiali. Nei secoli XVI e nel XVII, in un periodo che vede protagonista lo stile Rococò ed il Barocco, gli abili artigiani di tale settore hanno saputo sintetizzare il predominio estetico del periodo riuscendo a creare, nei loro laboratori, incredibili decori e cesellature, utilizzati in tanti palazzi. Usando il martello e la forgia, mezzi di lavoro antichissimi, gli artigiani realizzano ancora oggi candelieri, lampadari, testate di letti, grate, balaustre, ringhiere, inferriate e cancellate. Più leggero del ferro è il rame che, con quel suo rosso particolare, è da sempre un metallo molto richiesto. Gli oggetti in rame sono spesso splendide brocche, caraffe, anfore, caffettiere, oliere e padelle. La decorazione è ridotta al minimo, sobria, ma smagliante, realizzata con qualche fiore stilizzato a rilievo, fatto con punzoni, o con la martellatura di migliaia di piccolissime facce, ottenute con un materiale particolare la cui superficie battente deve avere levigatezza estrema. Parlando del rame non possiamo tralasciare il rame smaltato; la lavorazione degli smalti ha potuto diffondersi nel Salento grazie alla preziosa attività degli Istituti d’Arte ed alla loro rivisitazione di esperienze estere.

Raimondo Rodia