Arte e sharing economy, sempre più vicine fra loro

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Arte e Sharing economy. Come cambia lo scenario.

In un momento storico in cui la Sharing economy continua a crescere ed inizia a riscuotere i primi successi anche in Italia, nonostante, parliamoci chiaro, l’italiano sia per mentalità meno propenso a condividere esperienze e competenze per crescere, rispetto ad altre genti, anche l’arte si sta adeguando.

E cosi la tendenza propone un ritorno al passato che metta al centro le opere e gli artisti, il tutto unito alle tecnologie e alla sharing economy di oggi.

Come anche riportato in un tecente articolo pubblicato su Flipboard, che si tratti di investire su un artista, possedere un’opera o trovare un nuovo amico per guardare una mostra, la Sharing economy sta entrando a contatto con l’arte fornendole nuovi strumenti sempre più efficaci.

Di seguito ecco alcuni esempi di piattaforme o innovazioni che hanno la sharing economy come motore.

Artuu.

Si tratta di una piattaforma in cui l’artista può mettere in vendita le sue opere d’arte, oppure ricevere consulenza su dove investire in modo tale da generare margini di guadagno a partire dai mesi successivi all’acquisto.

Ogni pacchetto di opere viene suddiviso in quote dello stesso valore. Acquistando una quota si diventa co-proprietari, insieme ad altri, delle opere contenute nel pacchetto in questione, ottenendo così il diritto di ricevere gli utili al momento della rivendita. Un tentativo di spostare la raccolta di finanziamenti dai luoghi esclusivi dell’arte (fiere, gallerie, istituti bancari) ai migliori strumenti digitali.

Sharart.

È Il nuovo prodotto di CalliopeArte che consente di vivere in mezzo all’arte senza necessariamente possederla: abitazioni, uffici, negozi, hotel e tutti quei luoghi dove ci sia presenza di clienti e di pubblico, possono essere arredati esponendo, con l’acquisto o il noleggio a lungo termine, opere d’arte e opere fotografiche d’autore che miglioreranno e nobiliteranno gli spazi abitativi e lavorativi.

In aggiunta c’è anche la possibilità di ricevere una consulenza a 360 gradi, che va dalla selezione dell’opera alla scelta dei materiali su cui stamparla e alla sua installazione nei luoghi prescelti.

Arsity.

Questa è la prima piattaforma collaborativa che permette di incontrare persone per andare insieme al museo: una comunità che mette in contatto chi vuole visitare una mostra cambiando il modo di vivere l’arte in città.

In pratica  ognuno può scegliere una mostra, aggiungersi ad un gruppo o crearne uno nuovo per la visita e risparmiare così sul biglietto di ingresso.

Arsity geolocalizza tutte le mostre in corso nelle maggiori città e le filtra per categorie, artisti e luoghi d’arte. Al fruitore basta creare il profilo, votare gli eventi e lasciare commenti sulle mostre che ha visitato.

Myhomegallery.

Qui additittura l’artista si fa conoscere aprendo le porte della propria casa a galleristi, collezionisti e appassionati di arte: dalla cena a un evento, dal workshop a una permanenza prolungata, l’app organizza l’esperienza su misura per visitatore e artista.

MyHomeGallery si pone come alternativa alla percezione turistica del viaggio, garantendo ai visitatori esperienze più complete e affascinanti rispetto al solito, e agli artisti un modello innovativo e sostenibile di pratica e di relazione.

Teatroxcasa.

Questa è una piattaforma che permette l’incontro fra case ospitali e spettacoli agili e di qualità in tutta Italia. In sostanza un sistema spontaneo e diffuso a mo di circuito della cultura, di aperitivi privati, sociali, condivisione e accoglienza.

Ogni casa d’Italia può trasformare per un paio d’ore il proprio salotto in un teatro. Ogni proprietario di casa può diventare direttore artistico o curatore d’arte, scegliendo lo spettacolo da ospitare a casa sua e decidere l’offerta culturale da proporre alla propria comunità.

Insomma, finalmente la Sharing economy, da sempre sostenuta anche da noi, che non a caso siamo anche un blog condiviso, inizia ad entrare nella nostra cultura e quindi anche nell’arte. Siamo certi che  i vantaggi saranno tantissimi per chi saprà coglierli.

L.D.

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