Arrivederci Leeds

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Leeds
venerdì 7 luglio 2017 – ore 9:55am (ora locale)

Sono seduta in un caffè molto carino, ospitale e dall’atmosfera caratteristica. Il personale è davvero friendly.
Ho ordinato una tazza di te dello Yorkshire. Insieme alla teiera c’è anche un mini bricco con del latte, per bere il te alla maniera inglese. Mi sono seduta all’esterno. Hanno un “giardinetto” con pochi tavoli, un piccolo angolo di pace.

Il cielo è diventato di nuovo grigio. Quei pochi raggi di sole che ho visto stamattina dalla finestra di camera mia sono già spariti dietro una spessa coltre di nuvole. C’è solo da sperare che non piova perché oggi non ho portato l’ombrello. Non è freddo, la temperatura è piacevole. Per questo ho preferito sedermi fuori, nonostante dentro ci siano delle comodissime poltrone, già sperimentate nei giorni scorsi.

Leeds, Il, Daniela Spazzoli

Oggi è l’ultimo giorno a Leeds. La stanchezza inizia a farsi sentire perciò sono contenta di tornare. Cosa mi porto a casa da queste due settimane?

– La gentilezza degli inglesi, tutti, anche degli autisti degli autobus che oltre a portare i passeggeri a destinazione, ad ogni fermata devono fare i biglietti e controllare gli abbonamenti.

– Le cene alle 6:00pm, prestissimo per noi italiani, soprattutto d’estate quando qui il sole tramonta alle 9:45pm e quindi alle 10 ancora non è completamente buio. Se prima di andare a letto viene un po’ di fame (cosa altamente probabile) gli inglesi mangiano uno snack o bevono un te. Questo loro lo chiamano supper.

– Mi sono rimaste impresse le città di York con la sua Cattedrale enorme e Skipton con i suoi canali e il suo bel Castello così ben conservato che ci ha riportato nel passato mentre attraversavamo le sue stanze preceduti da una guida simptica che ha reso la visita tutt’altro che noiosa.

– E poi Roudhay Park, un parco grandissimo appena fuori città, che abbiamo visitato una domenica pomeriggio ventosa ma soleggiata. C’era tanta gente, tante famiglie che facevano il pic-nic, che passeggivano, giocavano o semplicemente si rilassavano stese sul verde prato.

– Belli anche i piccoli giardini sparsi nel centro della città: Park Square, Merrion Gardens, Mandela Gardens in Millennium Square. Dei piccoli angoli di pace in pieno centro che all’ora di pranzo si riempiono di “lavoratori” in pausa che mangiano un panino o qualcosa di veloce prima di tornare nei loro uffici, davanti ai loro computer.

– Leeds è una città votata allo shopping. Ci sono vie pedonali piene di negozi, tanti centri commerciali e, quello che mi ha stupito più di tutto, tante grandi catene ovunque: Starbucks, Cafè Nero, Costa, Mc Donalds, Subway e tanti altri. Io non sono un’amante dello shopping e tanto meno delle catene, le evito di proposito. Volete mettere l’atmosfera (e la qualità) che trovate in uno Starbucks, uguale in qualsiasi parte del mondo, con quella di un tipico caffè o pub inglese? Non c’è paragone. Per me vince sempre il secondo, perché è autentico, perché si trova solo qui, perché è “british” e non “internazionale”.

Daniela Spazzola a Leeds

– Mi piace la birra inglese, bevuta in un pub, nel tardo pomeriggio, quando i “lavoratori” prima di tornare a casa dal lavoro si prendono una mezz’oretta di relax e stacco dai doveri della giornata. La birra è più “cremosa” e molto meno gassata di quelle alle quali siamo abituati. E’ buona! Ma guai a sedersi allo stesso tavolo con altre persone, anche se si tratta di una sola persona seduta ad un tavolo da 5. In Inghilterra semplicemente non si fa, non è ben visto, non è “polite”, insomma è scortese. E’ bene conoscere le abitudini altrui, per non risultare maleducati. Ciò che da noi è normale e di uso comune può non esserlo in un altro paese. E il detto “il mondo è bello perché è vario” è una grande verità anche se purtroppo, al giorno d’oggi, la tendenza generale è quella di rendere tutto uguale, piatto e noioso. In nome della globalizzazione.

Leeds, Uk

Il mio te è quasi finito ed è quasi ora di tornare a scuola dai ragazzi. Mi spiace lasciare questo posticino dove naturalmente mi è venuta l’ispirazione di scrivere qualche riga, ma adesso “I have to go!”

Daniela, Leeds, Yorkshire, UK