Arrancare ma mai mollare: la mia scalata in difficoltà

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la forza di andare avanti

“Ciao a tutti, sono una studentessa universitaria”.

Detto questo, si potrebbe pensare all’università come luogo d’incontro e di confronto oppure alla vita da giovane universitario che si è appena affacciato sul mondo per poterlo conquistare e poter trovare il suo posto in esso….. ma non è  così….. o almeno lo è solo  in apparenza.
Adesso avrò suscitato la vostra  curiosità,  ma per dare delle spiegazioni occorre partire e spiegare la mia vita dall’inizio.
Come ovviamente tutte le altre persone ed i giovani ragazzi miei coetanei, ho una voglia matta di uscire ad ammirare tutte le bellezze dei nostri paesaggi, recarmi dove ho piacere ed ogni volta in un posto diverso per vedere mostre città o palazzi famosi… ma come si suol dire “è facile parlare”… invece è difficile vivere la mia vita giorno per giorno.

La difficoltà più grande è la mia incredibile fatica a fare ogni singolo atto quotidiano. Dovete sapere infatti, che quando ero ancora in tenera età ho avuto dei gravi problemi di salute. Purtroppo, la conseguenza di ciò è che nel corso degli anni sono comparsi fortissimi dolori alla schiena, al collo e difficoltà motorie. Quindi, questo si ripercuote sul fatto che faccio fatica a camminare e stare in piedi. Inoltre ho degli altri problemi, per cui soffro di atassia e tremori… ciò non mi permette di poter  scrivere molto, se non con l’aiuto di qualcuno.

Mi si potrebbe obiettare: ma all’inizio hai parlato di università… è proprio vero: ho frequentato tutti gli anni scolastici come i miei coetanei e mi sono inoltre diplomata l’anno stesso in cui ho fatto un incidente automobilistico, mentre mi accompagnavano a scuola. Da questo si può capire che nonostante tutte le mie difficoltà e le modalità differenti dai miei coetanei “non ho mai mollato la presa”. Il mio motto si può dire che sia “arrancare ma mai mollare”.

In aggiunta a tutti gli altri problemi, da quando ho avuto l’incidente, ho perso totalmente la forza ad un braccio e… non vi dico che dolori alla cervicale! La perdita di forza mi ha portato grandi difficoltà a compiere ogni singolo movimento o sforzo con il braccio e di conseguenza con la mano.

Si può capire cosa significhi sulla ripercussione della mia vita quotidiana! È un delirio!
Personalmente, mi sono sempre considerata un po’ diversa dai miei compagni: nel senso che sapevo di non poter contare su tutte le capacità che avevano gli altri e soprattutto sapevo di dover farmi affiancare dai necessari e giusti aiuti mentre ovviamente gli altri se la cavavano tranquillamente da soli.

Cioè per esempio, ancora adesso non posso fare il paragone con i miei amici e coetanei, perché ho vent’anni, ma ho sempre bisogno degli altri. Tuttavia riconosco i miei limiti e so che ho bisogno dei giusti aiuti, senza i quali non avrei potuto arrivare dove sono arrivata: cioè all’università…  ma ovviamente anche con i giusti aiuti, le difficoltà ci sono e sono maggiori quanto più cresco: sia per me, che per gli angeli che provano ad aiutarmi e mi affiancano nel tortuoso cammino in salita. Io dipendo dagli altri ed è sempre stato così purtroppo.

Un posto indelebile è occupato dai miei genitori: colonne portanti che non mi hanno mai abbandonato, sulle quali posso sempre contare e alle quali vorrò sempre bene.
Come dimenticare gli insegnanti di sostegno: figure molto importanti nella mia carriera scolastica che mi hanno aiutato a superare ogni ostacolo, persone che piano piano hanno imparato a conoscermi ed a volermi bene, sentimento che ricambio con tutto il cuore.

Adesso, che ho iniziato l’università, ho una grande opportunità ma ancora più grande impresa (viste le mie difficoltà), posso contare sull’aiuto dei Tutor in primo luogo del servizio che fornisce l’università. Questi angeli che mi affiancano nel mio percorso di vita  sono persone molto speciali, alle quali devo tanto!

Nella mia diversità, ho voluto provare ad andare avanti sempre e comunque e ancora adesso non so e non posso essere certa di quello che riuscirò a fare nella vita.

Questa filosofia, oltre che ad averla imparata dai miei incredibili genitori, l’ho appresa proprio nel mio percorso di vita, nelle tante difficoltà e nelle persone che ho incontrato con problemi simili ai miei… ma soprattutto nelle persone con maggiori problematiche…..
Cioè, qualcuno può dire:  “hai già tante difficoltà, forse troppe per continuare nel tuo percorso”, ma semplicemente entrando in qualche ospedale oppure in qualche centro riabilitativo si impara a conoscere una realtà nascosta agli occhi comuni: io sono fortunata rispetto a ciò che si può osservare in queste realtà!

La mia vita è questo: un bicchiere che può essere visto sia mezzo pieno che mezzo vuoto, o se preferite la metafora, una moneta che a seconda dei giorni, dello stato d’animo e da chi la osserva può essere “testa” o “croce”.

Ilaria