Arabesque

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Continua la serie “L’Allieva” con questo romanzo di Alessia Gazzola dal titolo “Arabesque“. La protagonista, ormai lo sappiamo, è sempre Alice Allevi che si trova, ora, non più all’Istituto di Medicina legale.

Ora, senza più la sua routine, senza la sua storia d’amore con Arthur, si sente vuota, come se le mancasse qualcosa, come se fosse “viva a metà”. E’ felice quando le capiterà il suo primo incarico di consulenza per un magistrato.

Si butterà a capofitto sul caso di una donna, un tempo famosa etoile della Scala, e oggi proprietaria di una scuola di danza, deceduta in apparenza per cause naturali, ma ormai sappiamo che con Alice nulla è scontato.

La sua passione mi ha fatto riflettere sul fatto che un po’ tutti noi per non pensare a noi stessi, ai nostri problemi, spesso ci tuffiamo nel lavoro, senza sosta. L’impegno costantemente eccessivo ci aiuta a estraniarci dal resto del mondo e da noi stessi.

Rimane il fatto, però, che prima o poi la realtà va affrontata e fuggire non serve a molto. Quando rimaniamo senza punti di riferimento, ci sentiamo spaesati e riprendere in mano le redini della nostra vita, non è affatto semplice.

Alice è sempre la solita: con la testa tra le nuvole, distratta, spendacciona, ma il suo cuore ha un’unica direzione da seguire: quella dell’inarrivabile CC, Claudio Conforti.

Riuscirà questa volta a far breccia nel suo cuore, ad ammorbidire i suoi modi “spietati”?

Alessia Gazzola in Arabesque ci ha regalato un altro caso complicato da risolvere, che vede intrecciarsi diverse variabili, vari personaggi e ci conduce, passo passo, alla soluzione di questo caso complicato non facendo mancare colpi di scena.

La sua scrittura schietta, diretta, le sue descrizioni approfondite, permettono al lettore di rimanere incollati fino all’ultima pagina.

Chissà quale sarà il futuro di Alice? Vedrò di scoprirlo nel prossimo romanzo, ultimo della serie “L’Allieva”.

Elvira