Appennino: La leggenda della ninfa del lago.

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Oggi veniamo catapultati sull’Appennino!

Lo sapete che le nostre montagne sono piene stipate di leggende, miti e storie strane?

Tra sentieri intrecciati e natura incontaminata vi è un lago chiamato “Lago della Ninfa” avvolto nel mistero.

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Foto di Antonella Romagnoli da Intornoalmontecimone

Un luogo incantevole, meta di continui pellegrinaggi e gite in bicicletta. Un luogo immerso totalmente nel verde dove regna la pace e la natura.

Il primo particolare che noterete nel momento in cui lo raggiungerete è lo strano color verde che l’acqua assume…Secolari alberi si riflettono sulle acque del laghetto facendogli assumere la sfumatura smeraldo.

Anni or sono si diceva, con tanto di testimonianze, che il piccolo lago fosse abitato da una bellissima ninfa dagli occhi verdi.

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I passanti a cui capitava di finire in quel luogo incantato si bloccavano a fissare ammirati la bella ninfa che mentre faceva il bagno intonava bellissimi canti mentre con un piccolo pettine districava i capelli della sua lunga chioma.

Alla piccola ninfa faceva davvero piacere le visite, si crogiolava negli sguardi ammaliati delle persone e a sua volta ricambiava con sguardi carichi di promesse e sensualità.

Una volta incantati creava un ponte di cristallo e senza distogliere loro lo sguardo li invitava con un piccolo gesto a raggiungerla.

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La cosa però che loro non sapevano era che la ninfa aveva l’inclinazione a farsi beffa di coloro che passavano di lì, in special modo dei maschi che una volta raggiunta una corta distanza allungavano le mani per afferrare l’oggetto del loro desiderio…e il ponte si sgretolava facendoli così finire in acqua a morire.

Ma perchè tutto questo voi direte?

Si dice che tutto ebbe inizio con una storia d’amore non ricambiata.

L’allora Re dei gorghi si era invaghito pesantemente di una giovane ragazza intenta a guardar il suo gregge e quest’ultima non ricambiava il suo affetto…Il Re travolto dal dolore le lanciò così una maledizione.

“Ti condanno a non poter amare mai più nessuno e non sarà più dolcezza quella che emanerai, ma dura perfidia”

Venne un giorno in cui un bel giovanotto capitato sulle rive del lago in cerca della sua prede, vide la ragazza e ne fu profondamente colpito, ma lei scomparve all’improvviso senza lasciare alcuna traccia.

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Il cacciatore ne rimase così scosso che iniziò a chiedere a tutti coloro che incrociava chi lei fosse….

“E’ la Ninfa del Lago. Guai a chi si innamora di lei! In molti hanno fatto una brutta fine!”.

Ma non lasciandosi intimorire dai racconti e rimanendo superiore al timore della morte tornò al lago tutti i giorni per non poter mai perdere la sua beata visione e la ninfa se ne accorse e in lei piano piano tornò la scintilla dell’amore fino al giorno in cui creò un ponte di cristallo sul quale i due giovani iniziarono a corrersi incontro.

Ma ahimè…la maledizione ebbe la meglio.

Il ponte si sgretolò ed entrambi finirono nelle profonde acque del lago dove vennero inghiottiti.

La ninfa non poteva amare….

Al giorno d’oggi si dice che sulle rive del lago in determinate nottate di luna piena si senta il canto della ragazza richiamare il suo unico amore perduto e altri che sostengono che le due nuvole di vapore che salgono dalle acque del lago siano le anime dei due ritrovatasi e in pace in qualche altro mondo parallelo….

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