Ancora un dribbling magica farfalla granata

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Premetto che non sono tifoso del Toro, questo omaggio per ricordare la figura di Gigi Meroni nel 50° anniversario della sua tragica scomparsa. Una fine incredibile quella di Meroni, travolto da un auto mentre attraversava la strada a pochi giorni dal derby della Mole. Travolto da un suo tifoso che poi diverrà anche presidente del Torino.

Il mio è un omaggio sincero all’uomo, al calciatore per tutto quello che ha regalato nello spazio della sua breve vita. Insomma, saranno stati i racconti di mio padre sul grande Torino di Valentino Mazzola, che divenne leggenda schiantandosi sul colle di Superga, oppure aver letto ed amato il libro di Nando Dalla Chiesa ” La Farfalla Granata “.

Aver iniziato anche io a giocare sui campi impolverati della nostra provincia con indosso la maglia n. 7 come il Nino della canzone di Francesco De Gregori, forse per questo ed altri motivi oscuri che Gigi Meroni calciatore funambolico, dribblomane, inventore dentro e fuori dal campo di magie mi è entrato dentro al cuore. Anche fuori dal rettangolo di gioco con le sue genialate, i suoi quadri pieni di colore, le sue eccentricità come quella di portare al passeggio una gallina al guinzaglio, inventare gli stravaganti vestiti che lui stesso indossava, l’amore contrastato per la sua giostraia, in un epoca dove chi portava i capelli lunghi ed amava una donna divorziata era uno scandalo.

Per questo motivo voglio ricordare Gigi Meroni e gli voglio chiedere un ultimo dribbling contro il conformismo imperante.

Raimondo Rodia