Altro estratto da Ombra di Luna

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All’improvviso Diana avvertì una forte presa sotto le braccia che la strappava fuori dall’acqua, poi una calda e confortevole sensazione la avvolse e si sentì sollevare in alto. Forse era la morte che la stava portando via. Immaginò un coro di angeli che la sollevavano verso il Cielo e sorrise.
“Stupida ragazzina! Che cosa credevi di fare?!”
La voce di Michael. Che ci faceva Michael nel suo sogno? Si rese conto appena che la stava stringendo e la stava portando, a velocità impressionante, di nuovo alla baita.
Quando vi giunsero, il ragazzo era sfinito per la corsa nella neve con lei in braccio. La depose davanti al fuoco, le tolse di dosso la giacca a vento, ancora ansimando per la fatica, infine le tolse i vestiti bagnati, lasciandola solo con la biancheria intima. La depose sul giaciglio e la coprì, poi si spogliò anche lui, rimanendo con i soli slip indosso. Si infilò sotto la coperta e si distese sopra di lei, cercando di scaldarla con il proprio corpo. Diana batteva i denti e tremava come una foglia; sentiva inoltre di faticare a restare cosciente, ma Michael la stava frizionando con impegno e le parlava sommessamente, impedendole di addormentarsi.
“Devi stare sveglia! Non lasciarti andare, o non ti risveglierai più”, sussurrava. Era così dolce, la sua voce…
Poco alla volta, Diana iniziò a sentire il calore tornare a circolare nel suo corpo e smise di tremare. Lui dovette accorgersene, perché le chiese:
“Va meglio?”
“Sì”.
“Che cosa ti è saltato in mente?”, chiese all’improvviso, severo e arrabbiato.
Diana rimase un momento sovrappensiero, poi capì che doveva fidarsi di lui. Qualcosa glielo diceva.
“C’è un complotto ai danni di mio fratello. I tuoi amici vogliono ucciderlo, e io non posso permetterlo! Non senza tentare di salvarlo. Per questo sono fuggita”.
“Tu non sai quello che hai rischiato! Avresti potuto morire! Essere catturata o uccisa da un altro licantropo! Poteva succederti qualsiasi cosa, là fuori, da sola! Potevo anche arrabbiarmi furiosamente, e non riuscire a trattenermi! Potevo ucciderti!”, esclamò, la voce alterata dalla disperazione.
“Non lo hai fatto”, constatò lei, tranquillamente.
“No. Non l’ho fatto”, ripeté, più calmo, “Non so come, ma sono riuscito a trattenermi e portarti in salvo”.
“Ma io tenterò di scappare di nuovo, a meno che tu non mi prometta di aiutare mio fratello”.
La fissò, stupito.
“Mi stai chiedendo di tradire i miei compagni? Di tradire la mia gente?”
“Lo hai già fatto! Hai mentito per salvarmi la vita. Ma io non ti perdonerò mai, se permetterai loro di uccidere mio fratello, e Alan, e il dottore”.

di Elena Ungini