ALTERED CARBON, UNA SERIE DI LAETA KALOGRIDIS

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Altered carbon

A cura di Eleonora Panzeri 

Tratta dal romanzo cyberpunk Bay City di Richard K. Morgan, Altered Carbon è una serie fantascientifica dispotica ambientata nel 2384.  In questa visione del futuro gli esseri umani sono riusciti a sviluppare una tecnologia capace di trascendere le morte, in cui il corpo è solo un contenitore di noi stessi, dei nostri ricordi e delle nostre esperienze. Joel Kinnaman è Takeshi Kovacs, l’ultimo di una fazione di ribelli chiamata Spedi. Considerato alla stregua di un pericoloso terrorista, Kovacs viene tenuto sotto ghiaccio per diversi decenni fino a quando un potente magnate, Laurens Bancroft, decide di risvegliarlo per indagare sul suo presunto omicidio. In questa realtà non vi è nei fatti un vero progresso, si assiste anzi a un deleterio dilagare della globalizzazione in cui da un lato i ricchissimi MAT hanno la concreta opportunità di vivere per sempre ospiti di “custodie” sempre diverse e migliorate e dall’altro la maggioranza della popolazione vive sull’orlo del degrado e della sussistenza, in lotta con i principi etici e morali sulla questione della vera morte. La trama è trascinante, ben proposta. D’effetto Joel Kinnaman nel ruolo di custodia di Kovacs biologicamente nato in un corpo differente. La prima stagione è composta da 10 episodi, che potrebbero essere auto conclusivi ma lasciare spazio anche a un seguito. Ho amato molto questa stagione, seppur nella parte centrale con l’arrivo di Reileen la storia assume tratti confusionari e poco coerenti, riuscendo tuttavia ad aver un ottima ripresa sul finale.

Eleonora Panzeri