Alieni psicopatici

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Sergio Beducci
Alieni psicopatici

Come un alieno si sente Luca protagonista di questo romanzo. È un trentenne che si sente fuori luogo e fuori tempo, cerca di evitare quello che non accetta e non gli piace del mondo e delle persone, non ama la folla e preferisce la solitudine.
Disturbo evitante di personalità, sarà la diagnosi dello psicologo da cui è stato obbligato ad andare dal padre.
Vive col padre ed un fratello con i quali i rapporti sono pessimi, entrambi lo squalificano, il padre ritiene che il figlio abbia problemi psicologici gravi, non lo capisce, è aggressivo con lui, il fratello è “il figlio riuscito”.
Non si farà nessuno scrupolo quando decide di trasferirsi da Roma a Verona insieme al figlio “ preferito “, vendendo la casa e lasciando Luca ad arrangiarsi.

Luca si arrangia, disegna fumetti, un lavoro precario, cerca ospitalità ovunque possa avere un tetto sulla testa , fino ad avere un’ospitalità fissa da un amico.
Gli amici, odiati dal padre, definiti da Luca “Alieni psicopatici “, amano fare musica in un garage e partecipare a feste non autorizzate ( rave party ), come lui disoccupati o con lavoretti precari, vivono alla giornata.

Una generazione di persone controtendenza, che non trova risposta ai propri bisogni in contrasto con la società.
Luca ad una di queste feste incontra Bea,
in contrasto anche lei col padre, e con una storia molto dolorosa che gli è capitata e dalla quale è intrappolata e dalla quale pure lui viene intrappolato.
Sarà un percorso, per certi aspetti surreale e intricato , che i due con l’aiuto degli amici “psicopatici “( qualcuno all’interno di questo romanzo ne ha davvero le caratteristiche), riusciranno a respirare a pieni polmoni, o come lo scrittore fa dire a Bea “ ad avvertire il respiro dell’universo “.

Quello che si vuole mettere in evidenza in questo romanzo è il disagio di una generazione che fatica a relazionarsi con le regole di una società che sentono soffocante e non rispondente ai loro bisogni. Uno scontro generazionale dove a mancare sembrano proprio in primis le famiglie . Dove forte è il disagio e la sofferenza dei personaggi.
Questo concetto non è raccontato in modo lineare, il romanzo è un po’ troppo pieno di storie surreali che a volte prendono percorsi in cui si perde appunto la linearità e la fluidità del racconto.
Un romanzo che si può chiamare di formazione.
Il libro ha molti riferimenti musicali, cinematografici, fumettistici, passioni del protagonista alla fine di ogni capitolo, c’è un link e codici QR che rimandano a brani musicali o a brevi frammenti di film.

Anna