Alfredo di Valentina D’urbano. Recensione di Antonella Gagliardo

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Alfredo 

Valentina D’urbano

TEA edizioni

2015

235pp.

a cura di Antonella Gagliardo 

Questo romanzo è il proseguio del precedente di Valentina D’urbano ” Il rumore dei tuoi passi”, da me precedentemente recensito.

Chiusi quella recensione riflettendo sul fatto che una storia non è mai la stessa storia se a raccontarla sono due persone.

Qui a raccontare la “stessa” storia , è Alfredo, il protagonista maschile della vicenda , mentre nel ” rumore dei tuoi passi”, la voce narrante era Beatrice, la protagonista femminile.

 

” Non c’è il sole oggi, non so bene dove sono , se sono sveglio o se sto dormendo”.

 

È Alfredo che parla e ci riporta nuovamente alla Fortezza, quel quartiere/prigione degradato di droga e di miseria che vede crescere questi due ragazzi dall’infanzia difficile.

Per tutti sono gemelli, fratelli, ma loro si odiano e si amano.

 

“È una vita che ci facciamo del male per riuscire a perdonarci dopo, è l’unico modo che conosciamo per stare insieme”.

 

Alfredo , ad un certo punto della sua vita cade nell’eroina, perché la storia tormentata della sua infanzia e della sua adolescenza lo infragiliscono così tanto da renderlo predisposto a quello ” schizzo” maledetto capace di annullarti i ricordi, specie quelli brutti.

 

” Mi faccio il mio primo schizzo con il cuore che batte forte. E dopo è quello che è. Il dopo non lo puoi descrivere. Ci sono cose belle che si realizzano tutte insieme… Non ho più paura e basta”.

 

Beatrice gli sta accanto e non lo molla un attimo, perché quei gemelli sono diventati qualcosa di più , sono quasi amore, quell’amore che fa male, quello che ti capita e basta.

Lei questo amore lo vuole salvare , anche a costo di farsele insieme a lui le crisi di astinenza, le riprese, le ricadute.

Sono drogati insieme, di quella vita che non va mai come dovrebbe andare. Quella ingiusta, quella che picchia i bambini e li rende uomini dalle gambe molli. Drogati di infelicità.

 

Ma si amano , questi gemelli disperati.

 

” Basta ,Bea. Non farti così male. Le sollevo i capelli, le bacio la nuca. Il profumo chimico dello shampoo, l’odore della sua pelle. L’annuserò per tutta la vita il suo odore. Ce lo avrò sempre addosso. ”

 

Questa storia triste e cruda mi ha rapito ancora di più in questo secondo volume, che aggiunge una miriade di dettagli al precedente, completandolo, arricchendolo, in una forma più matura, piu passionale e più vera nel raccontare l’amore e la vita che si consumano nel dramma della droga.