Aldo Moro la statua dei Misteri

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Ci avviciniamo al quarantesimo anno in cui con la strage della scorta di Moro ed il suo rapimento ci fu l’apice della cosidetta ” Strategia della Tensione “. Ben 39 anni fa si consumava, prima la strage di via Fani con i 5 morti ammazzati della scorta di Moro ed il successivo rapimento dello statista.

Io quella mattina ero a scuola, frequentavo la terza media a Tuglie e nonostante la giovane età io ed i miei amici eravamo già ben politicizzati. Seguirono i 55 giorni di prigionia in cui anche nelle mie contrade si respirava l’odore acre della lotta di classe e di quei terribili anni di piombo, anche noi nel nostro piccolo finimmo per essere indagati per aver lanciato una bomba molotov sotto un ponte ferroviario. Ma oggi voglio ricordare a modo mio un piccolo particolare, nel 1998 proprio davanti alla casa dove nacque Aldo Moro a Maglie, nel ventesimo anniversario dell’evento, fu inaugurata una statua dedicata all’illustre cittadino magliese, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Lo statista è ritratto con aspetto pensieroso e con in mano una copia del quotidiano l’Unità, questo particolare fa pensare e riflettere, fu colpa del compromesso storico oppure c’è altro da scoprire? Allora il presidente del consiglio ( 16 marzo 1978 ) era Andreotti che andava in giro per Roma senza alcuna scorta eppure fu Moro ad essere rapito ed ucciso proprio quando non aveva nessun incarico politico, povero capro espiatorio o altro? Chissà quando potremo finalmente scoprire tutti i retroscena nascosti nella pancia della Repubblica Italiana.

Aldo Moro fu trovato morto il 9 maggio 1978, in una Renault parcheggiata in via Caetani, tra via delle Botteghe Oscure sede storica del Partito Comunista e Piazza del Gesù, sede altrettanto storica della Democrazia Cristiana a Roma. Lo stesso 9 maggio del 1978 un altro grande uomo di cultura e di lotta, Peppino Impastato trovò la morte in Sicilia, ma la sua fine fu oscurata dal più celebre statista democristiano. Un mondo pieno ancora di misteri, coperture dei servizi segreti deviati, il classico muro di gomma che accompagna queste stragi iniziate con la strage di piazza Fontana, passando per l’Italicus, la strage della stazione di Bologna, l’aereo di Ustica, il caso Ambrosoli, Calvi, Sindona, ma anche le stragi di Mafia legate ai giudici Falcone e Borsellino. Un bel giorno sarebbe bello scoprire se esiste una sola regia oppure ognuna di queste storie racconta una sua verità.

Raimondo Rodia