Alda Merini, mia madre

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Emanuela Carniti
Alda Merini, mia madre

Recensione a cura di Anna Cavestri 

“ Sono stati anni tremendi quelli dell’infanzia, della prima giovinezza, e quei dolori, quei traumi, quelle fratture non te li togli più di dosso. Scavano solchi che non si possono colmare neanche con tutto l’amore del mondo “

Nel calvario della madre che nel 1965 ( Emanuela prima genita aveva 9 anni) comincia ed entrare ed uscire dal manicomio fino al 1978, anche la vita della famiglia di Alda diventa un calvario.
Lei e la sorella più piccola sono state allontanate, prima insieme dagli zii a Torino, poi lei è rientrata a Milano per aiutare il padre.
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“ Da quel primo ricovero mamma non si è più risollevata…… e poi quando uscì, tutti sapevano e tutti ci additavano..lei “ la matta “ io “ la figlia della matta “
In questo libro la figlia ripercorre la vita della madre, prima della sua nascita durante e dopo, fino alla fine della vita di Alda Merini.
Non è stata una madre “facile“, sempre sopra le righe, appariscente, “ enfante prodige“ della poesia, frequentatrice di gente di cultura, non portata alla vita domestica e familiare.
Pur dedicandosi alle due figlie ( che saranno poi quattro, le ultime due nate durante i vari rientri dai ricoveri), pur amandole, il rullo di madre non era un ruolo che amava.
“ Lei cercava di essere una buona madre, sono certa che ha sempre fatto del suo meglio….. ma non era una figura alla quale potevi appoggiarti. Le due volte che nella vita l’ho cercata perché ero disperata non è stata in grado di darmi un consiglio di confortarmi “

Nonostante quello che Emanuela scrive e dice ( ha presentato il libro qui), sì è sempre occupata di sua madre è stata a trovarla durante i ricoveri e le è stata vicina fino alla fine, sempre con la fatica di chi non ti lascia fare, di chi vuole essere sempre al centro dell’attenzione. Il valore della poetessa Alda Merini, è cosa nota ai più, meno nota forse la sua profonda sofferenza che già da giovane aveva evidenziato, più conosciuta come “ matta “

Nella casa dove ha vissuto, ai Navigli, da quando si è sposata con Carniti ( casa ora adibita museo a lei dedicato) fino alla fine dei suoi giorni, si sono alternati i momenti più disparati. Emanuela ricorda le liti tra i genitori, le divergenze tra loro, lui una persona semplice, un panettiere, lei un’ esuberante con le mani bucate .
In questa casa la madre ha ospitato le persone più diverse, senza tetto, amici di sbronza, i vari
amori “ si innamorava di tutti “. Poi il secondo matrimonio, dopo la morte del padre, con Pierri, medico poeta con cui si trasferisce a Taranto.
Per poi tornare nella stessa casa sui Navigli dopo la morte di lui.

Tra emozioni e ricordi di figlia, nel libro si tratta della vita di scrittrice e del percorso faticoso della madre, che prima per 20 anni non ha più pubblicato, poi è diventata il personaggio più conosciuto ed ospitato in tv e in ogni dove, dopo l’affermazione come poetessa.

Poi quattro figlie, che per la prima volta si sono trovate tutte insieme in ospedale poco prima che Alda morisse.
La fatica di convivere con “ un personaggio “, con “ la follia “, con l’assenza del genitore.
Qui Emanuela racconta la quotidianità, basandosi sui ricordi ed anche su alcuni scritti trovati a posteriori.
La vita di stento e di povertà che la madre ha vissuto, senza mai però giudicarla e sempre con un affetto, che nonostante tutto non è mai mancato.
“ A ripensarci dopo, probabilmente coglievo e mi portavo dentro il suo malessere “

Si scopre che Emanuela se ne va di casa presto, deve salvarsi da tutto ciò, ma non chiude mai i rapporti. Sceglie di diventare infermiera psichiatrica, perché dice, “forse si vuole capire gli altri per capire un po’ noi stessi”.
Nel 2009 la madre muore per un tumore in ospedale.
Il comune di Milano, con l’allora Sindaco Letizia Moratti, che aveva conosciuto la Merini, fa i funerali di Stato.
“ Era la mia mamma, e anche una mamma complicata.
Non è stato facile, soprattutto in quel momento di dolore, conciliare la mia immagine di lei con quella pubblica….”

Al cimitero monumentale tra le celebrità è posta sopra la tomba di Giorgio Gaber.
Il libro è corredato di una parte di fotografie di Alda Merini.
Una storia vera, una storia raccontata con pathos, bella e commovente.

Anna