Alcune “bufale” sui dinosauri a cui probabilmente hai creduto

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Buongiorno a tutti, amici. Proprio in questi giorni mi è venuta voglia di rispolverare la mia vecchia passione per la preistoria; causa di ciò i tempi biblici che la quarantena sta impegnando (forse uno di questi giorni invierò una colomba per vedere se esiste ancora la terraferma!).
Quest’oggi ci vedremo impegnati in un viaggio nel tempo alla scoperta di cose che, molti di noi credevano di sapere sui nostri lucertoloni preferiti e che, invece, si sono rivelate del tutto false o prive di fondamento.
 
AVEVANO LE SQUAME
 
Luogo comune ormai consolidatosi è che i dinosauri avessero le squame, come i serpenti: questo era infatti, dai primordi della paleontologia, il modo di immaginare il rivestimento corporeo dei rettili preistorici. Tuttavia studi recenti paiono aver smentito tale convinzione: i dinosauri, o almeno una parte di loro, avrebbero avuto le piume!
Certo immaginarsi il T-Rex spuntare fuori vestito da papera un attimo prima di divorarci suscita una certa ilarità!
 
 
SONO PARENTI DEI “NOSTRI” RETTILI
 
Altra convinzione già da tempo smentita vuole che i parenti più prossimi dei dinosauri siano gli odierni rettili. Se valutiamo la cosa anche dal punto di vista morfologico, ci accorgiamo che i dinosauri hanno più affinità con gli uccelli che con le lucertole che vivono oggi: gli arti infatti non sporgono lateralmente dal corpo, ma sono perpendicolari ad esso, e il ventre dell’animale non tocca mai il terreno. Gli uccelli di oggi, anzi, sarebbero un’evoluzione dei dinosauri, o forse, di alcuni pterosauri. Dunque quando vedete una gallina portate rispetto: il T-Rex era suo cugino!
 
 
ESISTEVANO DINOSAURI VOLANTI E DINOSAURI MARINI
 
Insomma, chi non ha creduto a questo? Da sempre ci siamo sentiti ripetere che alcune specie di dinosauri vivevano sulla terraferma, mentre altre dominavano i mari e i cieli, tanto da farci coniare i termini “dinosauri volanti” e “dinosauri marini”. Può apparire una sottigliezza, ma per gli esperti del settore non è così: i dinosauri erano esclusivamente terrestri! Gli ictiosauri e gli pterosauri, anch’essi rettili, sono considerati un po’ dei “cugini” dei dinosauri, ma non fanno parte della loro specie.
 
TUTTI GLI ERBIVORI ERANO QUADRUPEDI
 
Vero è che la totalità dei dinosauri carnivori era bipede o, per usare il termine tecnico, teropode. Vero anche che la stragrande maggioranza degli erbivori camminasse a quattro zampe. Non si può però condividere l’assunto che tutti gli erbivori fossero quadrupedi: esiste qualche raro caso di erbivori bipedi. L’esempio più famoso è certamente l’iguanodon: egli era in grado di muoversi a quattro zampe, ma c’è una buona ragione per pensare che i suoi arti superiori poggiassero di rado a terra; i pollici infatti erano dotati di un grosso artiglio utilizzato, con tutta probabilità, come arma d’offesa: muovendosi su due zampe era in grado di correre più velocemente e al tempo stesso poteva attaccare efficacemente con gli arti anteriori nel caso fosse stato raggiunto da un predatore.
 
Altro erbivoro bipede era probabilmente il gallimimus: simile ad un grosso pollo, era dotato di un muso simile al becco di un’anatra che usava per sminuzzare i vegetali.
Ancora, possiamo citare il pachicephalosauro, famoso per il suo cranio durissimo: il suo muso ricorda un corto becco, tuttavia la bocca era dotata nella parte posteriore di piccoli denti adatti, sembra, a masticare le fibre di felci e altre piante.
 
 
SE RESTAVI IMMOBILE IL T-REX NON TI VEDEVA
 
Già sono rimasto sconvolto ad immaginarmi il re delle lucertole tiranne ricoperto di piume (saremmo stati mangiati da una papera, ma vi rendete conto!?), ma adesso scivoliamo proprio nel “ridicolamente inquietante”. Mi sono sempre chiesto quale paleontologo avrebbe mai potuto spararne una tanto grossa: infatti, non è stata la paleontologia a creare tale bufala, ma il cinema. Quindi se doveste avere qualche problema con un tirannosauro anche rimanendo immobili fate causa a Spielberg!
 
Analizziamo la questione più a fondo: qui si parla di un colosso di oltre 12 metri di lunghezza e 6 di altezza, con la testa grande quanto il cofano di una macchina. Pare addirittura che avesse una vista alquanto sviluppata, e non si trattava di una vista laterale come dicono alcuni, ma una vista frontale. Come se ciò non bastasse, il cranio era dotato di ampie narici che ci fanno sospettare che uno dei maggiori sensi coinvolti nella caccia fosse l’olfatto.
Insomma, da tutti questi elementi gli studiosi hanno potuto dedurre che in caso dell’attacco di un T-Rex restare immobili fosse un ottimo modo… per rendergli le cose più facili!
 
IL T-REX ERA IL DINOSAURO PiÙ GRANDE
 
Una delusione forse per i più piccini abituati a pensare al tirannosauro come al re dei dinosauri, un po’ come il leone è il re della savana. Tuttavia, se pensiamo come il feroce felino veda conteso il ruolo con un erbivoro come l’elefante, non ci è difficile immaginare come potesse accadere lo stesso con il T-Rex: costui sarebbe spodestato da una gran quantità di dinosauri erbivori!
 
Il tirannosauro resta, con ogni probabilità il predatore più grande e terribile tra tutti i dinosauri, ma le sue dimensioni non sfiorano minimamente la maestosità di certi erbivori come il brachiosauro. Inoltre urge pensare che un carnivoro troppo imponente sarebbe stato impacciato, del tutto incapace a cacciare prede che potessero sfruttare un minimo di velocità.
Ma qual è stato il dinosauro più grande? Non lo sappiamo con certezza, anche per il fatto che di alcuni generi non abbiamo scheletri fossili completi, ma si pensa possa essere stato il “titanosaurus”, un rettile simile al brachiosaurus o al diplodocus i cui resti sono stati trovati in Patagonia. Altri paleontologi invece puntano sull’”argentinosaurus”, chiamato così perché i suoi resti sono stati rinvenuti in argentina: anch’esso doveva essere di forma tutto sommato simile ai generi citati dal lungo collo e dalla lunga coda, per intenderci. La lunghezza di entrambi i generi citati, secondo le stime, sfiorava o addirittura superava i 40 metri di lunghezza.
 
I DINOSAURI VISSERO TUTTI INSIEME NEL GIURASSICO
 
I dinosauri hanno camminato sulla terra per oltre 160 milioni di anni, in un’era che i paleontologi chiamano “Mesozoico”: tale era è divisa in tre periodi – Triassico, Giurassico e Cretaceo – della durata di qualche decina di milioni di anni ciascuna. I tre periodi erano molto diversi tra loro per condizioni climatiche e per specie viventi.
È bene anche aver presente che i dinosauri erano divisi in moltissimi generi e specie, ben più numerosi rispetto alle due o tre che vediamo rappresentati nei film: non tutti i dinosauri vissero nello stesso periodo, e nemmeno nella stessa zona. Il tirannosauro, ad esempio, visse nel Nord America verso la fine Cretaceo: è quindi perfettamente plausibile che tra le sue prede vi fosse un triceratopo, che visse nella stessa zona e nello stesso periodo. Non si può dire lo stesso per lo stegosauro, il quale invece visse e si estinse nel Giurassico.
Come lo stegosauro, molti altri dinosauri si sono estinti, oppure evoluti, nel corso di archi di tempo lunghissimi.
 
IL DILOPHOSAURUS SPUTAVA VELENO
 
Jurassic Park lascia di nuovo il segno con questa bufala, forse inserita per arricchire la scena: il celebre film di Spielberg ci mostra un dinosauro in grado di sputare veleno. La verità è che il dilophosaurus esisteva davvero, ma non era velenoso. Intanto la versione cinematografica di questo animale preistorico è nettamente più piccola della sua controparte effettivamente esistita milioni di anni fa: esistevano due specie di dilophosaurus, ma nessuna di esse aveva un’altezza inferiore al metro e mezzo, per una lunghezza che poteva raggiungere o superare i 7 metri! Il film inoltre ci mostra un collare che ricorda tanto l’odierno clamidosauro australiano (sì, proprio quello del film di Bianca e Bernie): in realtà il dilophosaurus era munito solo di due creste ossee sulla sommità del capo: da qui l’origine del nome, che significa appunto “lucerola dalla doppia cresta”. La funzione di queste creste non è nota: si immagina che servisse ad attirare i membri dell’altro sesso, oppure come deterrente contro potenziali aggressori, o ancora come mezzo di riconoscimento del singolo individuo all’interno del branco.
Venendo al tema centrale del paragrafo, possiamo escludere che il dilophosauro fosse velenoso: non ne aveva bisogno! La sua bocca era dotata di denti lunghi e aguzzi e sebbene non avesse la stessa potenza di morso di un T-Rex, non credo che sarebbe stato piacevole incontrarlo.
IL VELOCIRAPTOR ERA ALTO DUE METRI
 
Non contento di averci messo un T-Rex imbecille che non riesce a distinguere un uomo immobile da un sasso e di aver fatto sputare veleno al povero dilophosauro, il vecchio Steven rincara la dose piazzandoci un velociraptor alto due metri! Al contrario, posiamo affermare che tra tutti i predatori della preistoria il “rapace veloce” era uno dei predatori più piccoli: di rado superava il mezzo metro d’altezza. A questo punto non possiamo nemmeno escludere che se uno di quei nanerottoli ci avesse visto, sarebbe fuggito lui (per precauzione comunque, non entrate nell’erba alta!).
Il secondo film della serie ci fornisce una statura del velociraptor più ridotta, pur dipingendolo pur sempre come un feroce predatore. La sorpresa a questo punto risiede nel fatto che… non ci siamo ancora. Un dinosauro forse più compatibile con la “nuova versione” mostrataci nel sequel può però essere individuato in un parente del raptor, il deinonico, l’”artiglio terribile”: uno di questi poteva sfiorare il metro d’altezza e superare i 3 m di lunghezza.
Candidati ideali ad interpretare i bestioni della prima pellicola sono però due dinosauri dal nome sconosciuti ai più; l’austroraptor e lo utahraptor: quelli sì che erano veramente terrificanti.
 
LA CADUTA DEL METEORITE HA IMMEDIATAMENTE UCCISO I DINOSAURI
 
Ancora oggi non siamo del tutto certi sulle cause che hanno portato all’estinzione dei dinosauri: l’ipotesi maggiormente condivisa è che si sia trattato dell’impatto di un meteorite. Con ciò molti sono convinti che sia bastato la sola esplosione causata dal meteorite a cancellare dalla terra ogni specie di dinosauro vivente.
Al contrario gli studiosi pensano che l’estinzione sia stata rapida, ma non immediata: l’impatto del meteorite causò tsunami e terremoti che quasi certamente causarono la scomparsa di molte specie viventi, ma questo non fu che l’inizio della catastrofe.
 
Il meteorite, schiantandosi al suolo, avrebbe sollevato una nube di pulviscolo che avrebbe avvolto l’intera atmosfera terrestre. Da qui è relativamente semplice capire come siano andate le cose: moltissimi animali sono morti a causa delle gravi alterazioni climatiche; inoltre l’assenza di luce ha reso ulteriormente più difficile ai carnivori procurarsi del cibo tramite la caccia. Ed ancora, il buio perenne ha impedito ai vegetali di effettuare la fotosintesi, privando così gli erbivori della loro unica fonte di nutrimento. Gli esperti hanno potuto ipotizzare senza troppe riserve che gli animali più grossi siano stati i primi a scomparire, a causa del loro enorme fabbisogno di cibo. L’assenza di predatori e i moderati bisogni alimentari hanno invece favorito il proliferare dei piccoli mammiferi e dei volatili da cui deriverà l’odierna fauna terrestre.

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