ALBERTO ANGELA e NAPOLI. Un amore che non si può più nascondere!

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Si sono cercati a lungo, dapprima timidamente però. La reggia di Caserta, poi Pompei. E poi ancora qualche documentario sul folklore per poi insistere ancora sui primati del Regno delle Due Sicilie…

Alberto Angela, panteologo e divulgatore scientifico questa volta non ha usato mezzi termini e ci è andato giù pesante nel senso buono del termine ovviamente, con una  puntata della durata di più di 2 ore  tutta dedicata a Napoli!

Un intervento propizio quello del conduttore di “Ulisse” che và a smorzare un pò gli animi dopo le ultime frasi di certo non felici, dei vari Luciana Litizietto, Paolo Villaggio, Sara Tommasi ecc.

A tal proposito, personalmente trovo alquanto curioso e forse indicativo la differenza di giudizi espressa dai personaggi sopra citati rispetto ad altri personaggi di alta caratura culturale come Philippe Daverio, De Crescenzo, Papa Francesco  e tanti altri ancora….

Ritornando al nostro conduttore televisivo, ho il piacere di riportarvi un’intervista rilasciata dallo stesso Angela al corriere del mezzogiorno cui riporto fedelemente i vari passi dell’articolo :

«Ho 53 anni e ci vengo da quando ne avevo 14. Non posso quindi dire che per me sia stata una sorpresa. Insomma, l’ho sempre saputo che Napoli è una capitale, e che nella sua storia si è trovata tantissime volte all’avanguardia. Eppure, è stata un’esperienza magnifica. E alla fine penso che per Ulisse abbiamo fatto un buon lavoro. Del resto ci eravamo riproposti di guardare la città in una luce il più possibile diversa, battendo strade anche nuove. E certo non era facile».

In che senso?
«Sapevo che doveva essere una puntata dedicata tanto ai napoletani quanto ai non napoletani. Se, come me, non sei napoletano, descrivere Napoli non è facile. E infatti, costruendo la puntata, ci siamo accorti del fatto che fatalmente avrebbe finito per avere un doppio volto. Da un lato, dovevamo pensare ai non napoletani, cercando però di puntare anche sulle cose meno famose, adottando insomma quella che io chiamo la prospettiva del quarto giorno, cioè un giorno in più dei canonici tre dei week end turistici. L’idea, semplice, era quella di far vedere ai non napoletani anche tante bellezze che di solito ci sfuggono».

 

E quanto ai napoletani?

«Era importante, e inevitabile, parlare anche a loro. Trovare un modo per sollecitare il loro orgoglio civico. Napoli possiede cose così incredibili che, se si trovassero in qualsiasi altra città d’Europa, se ne parlerebbe ogni giorno. Per citare una cosa molto celebre: il Cristo velato, opera di un artista che di sicuro non ha la notorietà di un Michelangelo o di un Canova, è qualcosa di veramente stupefacente. E così è la Farmacia degli Incurabili, o il Museo di mineralogia. O la Stazione Dohrn, che non è solo un acquario, come lo chiama la gente di qui, bensì un centro iperspecializzato unico al mondo, in cui si studia specificamente il golfo di Napoli. E di cose così ce ne sono talmente tante che alla fine uno, magari anche un napoletano, non riesce mai a vederle tutte».

 

Ho letto le sue dichiarazioni sulla sua pagina ufficiale: la sua risposta ai tanti che le hanno scritto, e ai quali ha detto di aver scoperto a Napoli «qualcosa che rimarrà a lungo nell’anima».
«Lì parlo da un punto di vista più personale. E dico che questa esperienza ha veramente emozionato tutti noi di Ulisse. Il calore dei napoletani mi ha davvero impressionato. Lo so: può sembrare un luogo comune, però è così. È come se ci avessero adottato, è come quando senti che qualcuno ti vuol bene fin da subito: un percepirsi immediatamente accolti. E poi mi hanno colpito i giovani. Ho visto questi gruppi di volontari, ragazzi che si danno da fare per riportare alla luce strutture dimenticate, come giù alla villa della Gaiola. Sono giovani archeologi che hanno scoperto un calidarium di un genere che non avevo mai visto, tale da meritare una puntata a parte. È proprio bello vedere che ragazzi come quelli, facendo sacrifici, incontrando difficoltà burocratiche, logistiche, amministrative, con tenacia vanno avanti. E ti viene da pensare a quanto Napoli potrebbe e saprebbe offrire. Tantissimo».

 

C’è un aggettivo che lei ripete spesso parlando della nostra città: unica.

«Ma sì. Perché Napoli continua ad avere un’identità fortissima. Replicata e direi protetta dalle generazioni che si susseguono. A Roma, qualcosa di simile si può trovare ancora solo a Trastevere o a Testaccio. Altrove si è del tutto dissolta. A Napoli si rigenera. È come se non fosse una città, bensì un’unica grande famiglia».

 

Posso dirle che tanto entusiasmo da parte sua mi fa molto piacere, ma che vedere Napoli è cosa un po’ diversa dal viverci?
«Capisco. Le ferite di Napoli, le sue problematicità le conosciamo tutti. La mia, comunque, è l’impressione di una persona che ha viaggiato molto nel mondo, e che sa che non esistono città senza ferite né senza problemi. Una persona che dovunque vada si mette anche a guardare come vive la gente. E qui la gente ha un calore unico. Altrove si perde il senso di comunità, non ci si parla più; qui ti càpita d’incontrare gente che, mentre cammina, fischietta o canta. Credo che il valore di una città lo vedi nello sguardo delle persone».

 

Fino al terzo, fino al quarto giorno. E dopo? Che cosa potrebbe succedere il sesto giorno?«Tutto è possibile, per carità. Perciò direi che a Napoli bisogna arrivarci già un po’ smaliziati. Dopodiché, non si può non restarne innamorati. Guardi: un nostro operatore è di Fuorigrotta, lavoriamo insieme da vent’anni, e da lui ho assorbito nel tempo tanto entusiasmo napoletano. Questa esperienza che abbiamo fatto insieme mi induce a dargli ragione fino in fondo, e su tutta la linea» (Fonte Corriere del mezzogiorno).

Entusiasta è anche il sindaco Luigi de Magistris che sulla sua pagina facebook dichiara ” Finalmente una pagina di buona informazione. Ha fatto vedere a tutti quello che noi già sappiamo: Napoli è una citta’ bellissima, da amare, da visitare. Il mio primo amore al quale sto dedicando tutto me stesso.”
Insomma il bello il buono e la cultura c’è, ora tocca solo a noi evitare di fomentare inutili luoghi comuni sulla città partenopea, affidandoci magari ad un buon senso civico nella vita quotidiana.
Fabio Comella Guida turistica regione Campania
Tours e visite guidate