Al mio ritorno…

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opere della natura
Opere della natura
Mi manca guardare il cielo scuro pieno di stelle luminose, contemplare la luna e parlare con lei, mi manca il rumore costante del fiume, il silenzio della notte, del mattino, di qualsiasi momento della giornata, mi mancano i suoni della natura: le cicale, i gufi, gli uccellini, le farfalle che sbattono le ali, il ronzio degli insetti, mi manca mangiare a lume di candela e tutto intorno l’oscurità, mi manca camminare sulla terra, mangiare i frutti appena raccolti, mi mancano le notti illuminate dalla luna piena e quelle in cui regna il buio totale della luna nuova, mi manca il falò che illumina e scalda da non poterci stare vicino. Mi manca stare nella natura.

gocce di rugiada o gocce di pioggia
Gocce di rugiada o gocce di pioggia?
E’ difficile tornare dopo un “viaggio” durato 7 mesi e vedere quello che si vedeva prima di partire. Impossibile! Qualcosa dentro è cambiato. Il modo di vedere, di percepire, di guardare, di sentire, di ascoltare…perchè ho visto luoghi, conosciuto persone, percepito e condiviso sensazioni ed emozioni che non posso semplicemente chiudere in un cassetto come tante delle cose che ho portato in valigia. Il cassetto sarebbe sempre e comunque troppo piccolo per contenerle tutte. Semplicemente sono cose che non si possono chiudere. Da nessuna parte se non dentro di me, dove rimarranno sempre vive.

insetto su foglia
Piccolo mondo animale
Quello che vedo intorno, al mio ritorno, spesso mi sembra folle, strano, malato, lontano. Abbiamo perso il senso dell’essenziale e la vita è piena di cose superflue, cose che non ci servono davvero per vivere bene, cose che, anzi, la vita ce la complicano. Ma soprattutto mi stupisce come siamo riusciti ad escludere la natura dalle nostre vite, una natura ormai inesistente, una natura che fa paura, che dà fastidio, che non conosciamo e riconosciamo più, una natura della quale abbiamo dimenticato di essere parte. Standoci dentro, nella natura, mi sono sempre più convinta che la soluzione a tanti disagi dell’uomo moderno sarebbe semplicemente e banalmente tornare a quella natura. Tornare a camminare coi piedi sulla terra, tornare a guardare il cielo, tornare ad ascoltare i suoni e sentire i profumi e mangiare i frutti che la natura generosamente ci dona con una fantasia di forme e di colori che è qualcosa di stupefacente.