Al di là del vetro

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AL DI LA’ DEL VETRO

Al di là del vetro, la quiete sera
sbircia fuori il discreto buio,
nella penombra accende la luce
e dalla finestra scruta il giorno,
che, vizzo al crepuscolo, va a morire lento.

Pacatamente obbedisce alla notte
per applaudirla ancora una volta,
senza rammarico e né rimpianti,
tra le colline delle distratte ore,
che non hanno alcuna ragione
per ammantarsi di false parvenze,
in un tempo che non ha tempo
di rincorrere le poche mute stelle
e le tante parole sparse al vento.

Al di là del vetro, cerca il suo momento,
l’attimo che emoziona anche il buio,
senza rimpiangere l’assente luce,
che non vede che la sua riflessa ombra
al pianto cedere con l’andante pioggia
e le sue camaleontiche gocce sparse
colare a solchi nelle trasparenze del dì,
senza arginare l’onnipotenza dell’amletico dubbio.

Al di là del vetro, non ci sono sogni,
né desideri inespressi, né volontà represse,
ma solo ponti verso un altro sé,
che ha il coraggio di andare fuori,
sotto la pioggia a raccogliere, senza timore,
il preludio di una moderna romanza,
che intona il coro a due voci in un’aria solenne
e l’atto primo di un amore esploso,
incalzato nel motivo di un’opera spigliata
nella variante chiusa del suo libero canto.

Anna Cappella