Ai tempi del coronavirus: Timori per le Partite Iva

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Tra le categorie maggiormente in difficoltà in questo periodo ci dono sicuramente i professionisti e le piccole Partite Iva, soprattutto operatori freelance, che vedono praticamente azzerata ogni fonte di reddito con l’emergenza Covid-19.

Anche perché le difficoltà non si limiteranno probabilmente allo stop legato alla quarantena, ma anche alle difficoltà dei mesi che seguiranno, caratterizzati da un cambio epocale e da blocchi e restrizioni, legati alla presenza del Coronavirus che resterà una minaccia incombente finché non sarà possibile avere un vaccino.

Nel decreto Cura Italia il governo ha previsto per queste categorie 600 euro mensili esentasse per il mese di marzo. Le categorie interessate sono lavoratori autonomi, lavoratori agricoli, del turismo e dello spettacolo, senza particolari esclusioni per fasce di reddito. 

Un provvedimento messo su in fretta e furia a causa dell’improvvisa emergenza e che non può certo essere risolutivo per gli oltre 5 milioni e mezzo di Partite Iva presenti in Italia, che poi significa sostentamento per 10-15 milioni di persone considerando tutti coloro che con quel reddito ci mangiano ogni giorno.

Il provvedimento è stato poi allargato in seconda battuta agli autonomi iscritti alle casse di previdenza privata, ma qui si, con dei limiti legati al reddito 2018. Ne ha diritto solo chi ha avuto reddito inferiore a 35 mila euro, altrimenti, se si varia tra 35 e 50 mila, se ne ha diritto solo provando che nel periodo gennaio-marzo 2020 si ha fatturato per almeno il 33% in meno dello stesso periodo del 2019.

Ad aprile il governo sembra orientato ad aumentare l’assegno fino ad 800 euro. Il vice ministro Antonio Misiani ne ha parlato i giorni scorsi, ventilando però, anche maggiore selettività.

Dal primo aprile, nonostante il caos operativo del sito Inps, è stato intanto possibile richiedere l’assegno tra non poche difficoltà.

Per chi ancora  non si fosse mosso ecco come fare:

Va prima ottenuto il Pin entrando nel sito Inps e scrivendo nella barra di ricerca “Pin”, cliccando poi su “servizio Richiesta Pin Online” e cliccando su “richiedi pin”. Infine si seguono le istruzioni spiegate a video. Dopo aver ottenuto il Pin si può entrare in MyINPS e si può procedere all’Accesso ai servizi on line.

Nella barra di ricerca si seleziona poi “Domande per prestazioni al sostegno del reddito” e “Indennità COVID-19″.

Il procedimento non dovrebbe essere problematico per chiunque, ma questo difficilmente potrà bastare, anche perché questi lavoratori spesso non hanno tante riserve di risparmio, nè hanno ammortizzatori sociali in grado di sostenerli.

Ne consegue che con le commesse annullate o rinviate diventa tutto molto difficile, anche perché le aziende per cui questi lavorano chissà se e quando apriranno.e in che condizioni. Si dovrà pensare anche a crediti o prestiti molto agevolati che permettano di far ripartire tutti, altrimenti saranno guai.