Ai tempi del coronavirus: E se fossimo dentro un videogioco?

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Se fossimo dentro un videogioco?

Di Raimondo Rodia 

Immaginate tutti noi pedine di un videogioco. Il pianeta in una pandemia in cui ognuno attacca il virus ad un altro e gli toglie punti vita. Un bambino seduto comodamente sul divano davanti al suo monitor da 55 pollici che gioca sui destini di ognuno di noi. Inizialmente nel gioco tutti erano chiusi nelle proprie case e tutti erano contenti di riscoprire i valori della famiglia, il contatto con propri cari ma poi il virus non dava tregua ed entrava ovunque. Presto le pedine del videogioco si appestavano un l’altro per togliere punti vita agli altri ed ingenuamente pensare di guadagnarne qualcuno per se stessi…non sapendo che era il bambino a condurre il gioco. Presto molti scapparono e crearono piccole comunità lontano dagli altri. Altri da soli si isolarono creando delle magie per poter sopravvivere in questo mondo pieno di persone contagiate che ti tolgono punti vita al videogioco. Il bambino ignaro della sofferenza dei protagonisti del gioco continua a giocare….chi lo ferma?