Adesso di Chiara Gamberale. Recensione di Antonella Gagliardo

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Adesso 

Chiara Gamberale 

Narratori Feltrinelli 

febbraio 2016

216pp

A cura di Antonella Gagliardo 

La copertina rossa, un uomo e una donna che sembrano precipitare fanno da involucro ad un romanzo che precipita per davvero in ogni aspetto dell’amore.

 

” E che ci sono sette miliardi di persone, al mondo. Ma fondamentalmente si dividono in due categorie. Ci sono quelli che amiamo. E poi ci sono tutte le altre.”

 

ADESSO dovremmo cercarne una da amare  o tenercela  stretta , nel caso l’avessimo giá trovata.

Dovremmo farlo proprio adesso , ora , nell’istante presente, come se la vita non potesse voltarsi indietro e guardare in avanti , perché ” fra l’infanzia e il troppo tardi: lá in mezzo. Lá in mezzo c’è adesso. ”

Ce lo insegnano i protagonisti di questo romanzo, Pietro e Lidia che mescolano, quasi  per caso, le problematicità delle loro vite.

Lidia é reduce dal fallimento del matrimonio con Lorenzo, scrittore un po’ folle ,un po’ bambino dal quale ,però,  non riesce a staccarsi in modo definitivo. E’ una donna con un “surplus”di libertà , che ad un certo punto , diventa , paradossalmente una prigione , perché di quella libertà eccessiva non sa più che farsene ma non sa neanche rinunciarvi. E’ sempre in cerca di grandi emozioni, passando da un uomo ad un altro , giusto il tempo di capire che anche la più grande di quelle emozioni  , può diventare noia, se solo la protrai troppo nel tempo. Conduce un programma televisivo ” Tutte le famiglie felici” e viene adottata, per una settimana da una famiglia diversa , vivendone, dall’interno, ogni più intimo aspetto. Lidia consuma la sua solitudine con un gruppo di amici, quelli “dell’arca senza Noè”, perché come lei hanno perso la rotta, la dritta, la prospettiva migliore. È una donna che vive in un intimo dolore il fatto di non avere avuto un figlio. È. logorroica, estroversa, per molti aspetti ancora in crescita.

Pietro le è antitetico. Si porta dietro un dramma familiare che lo ha segnato per sempre, un amore autentico che ha vissuto in gìoventu’ è che non ha saputo scegliere per tutta la vita, ed un matrimonio ” dalle fondamenta fragili” con la moglie Betti che lo abbandonato per rifugiarsi in un convento , seguendo la sua vocazione tardiva. Pietro e Betti hanno una figlia, Marianna, e Pietro lotta affinché venga affidata a lui e non debba subire , per riflesso, la crisi mistica ed esistenziale della madre. In tutto questo Piertro  fugge dal dolore, perche affrontarlo significa fare il conti con un passato che ha un peso ancora troppo presente.

Lidia , nella  perenne ricerca del suo equilibrio , incontra Pietro ,chiuso e serrato nel suo passato, e le sembra che con lui, e in lui ,la sua corsa possa terminare in una battuta d’arresto che non è la fine di qualcosa, ma un inizio, un risultato.

Tutto , però , non è semplice come può sembrare , perché l’amore, potrebbe essere qualcosa di semplice , ma è la cosa più complicata nella quale ci possiamo imbattere, è quella ” pallina, che all’improvviso si muove sotto le costole, all’altezza della pancia ” mescolando adrenalina e terrore in eguale misura.

I due insieme , si migliorano , a tratti peggiorandosi, si contaminano a vicenda, si confondono, si riconoscono, si amano follemente e quasi si odiano perché non vorrebbero amarsi. Non sono due ragazzini, ma due adulti ammaccati, tagliati dentro, con un cuore sapeventato. Non ci credono più ma vorrebbero crederci ancora, che anche le rughe possano filtrare un amore giovane , puro , incontaminato da tutte le brutture che la vita è il tempo ci buttano addosso.

Attorno al loro una miriade di personaggi, altrettanto intensi nella loro personalità, fanno lo stesso, sfiorando l’amore più volte, incapaci , quasi, di riconoscerlo.

Con una scrittura semplice ma non intuitiva, incisiva , chirurgica ,ironica e triste insieme, la Gamberale si infila dentro i pensieri di chi ama, di chi fa l’amore, di chi non ci capisce più niente, di chi sbaglia, di chi si sbaglia, di chi adesso, solo adesso dovrebbe provarci per davvero.

Così come ci cantava Baglioni , con la sua ” Vita è adesso”, così come pensiamo un po’ tutti noi, quando il tempo passa e non torna più, quando il rimpianto ci assale e fa più male di un rimorso.

Un libro delicato che va’ letto, preferibilmente, adesso…