Acrostico di presentazione

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Sono la tua accidia.
Onore sepolto dall’agio in cui vivi.
Notte del tuo spirito d’iniziativa.
Ostentato quanto assente.
Mescola di stati d’animo,
Alterco soffocato,
Lamento debole e inascoltato
Figlio di indicibili ingiustizie
Orchestrate dai Potenti.
Reagisci.
Tacendo nulla sarà rimesso,
E i tuoi occhi non vedranno.
Dunque destati.
È tempo di osservare.
Fa’ della curiosità l’oracolo
Onorato della tua esistenza.
Godi nel conoscere il rovescio,
Lugubre e limaccioso,
Ingabbiato in mediatiche verità imposte.
L’ unica salvezza è l’esser consapevoli.
Uniformarsi al pensiero comune,
Non è l’obbiettivo.
Tu sei il piatto che stanno svuotando.
Otre bucato dei sogni sfumati.
Respira.
E che sia tua la verità.
Sono Malforte, de’ fogli l’untore.

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Stupefatto vi ho osservato mentre uscivate da tele intrise d'astrazione. Ho mangiato dalle vostre anime, che colando giù dai fogli poggiavano su terre aride ed assetate di parole le loro poesie. Ho seguito con lo sguardo il vostro graffiar la creta, impegnati com' eravate nel donare la libertà a quell'animo intrappolato in una scultura, che ancora non esisteva. Ho prestato a quel sogno i miei timpani, soffocati dai clacson e dalle sirene, per riaverli leggeri e soffiati da note di corde pizzicate e chitarre distorte. Ho velato questi occhi col più gioioso dei pianti, perché sono stato testimone di come avete saputo porgere ad un mondo addormentato il cuore pulsante della creatività, che anco batte protetto da cento, mille, un milione di sterni. Son vostre le costole fatte di penne e pennelli, di legna e pannelli ,di lettere, segni e strumenti. Ed oggi Vi chiedo di unirvi. Non più sotto bandiere o striscioni e restando lontani da fari o gelatine. Vestite soltanto la caleindoscopica luce che guida una mano libera. Rompete il silenzio , fatelo Ora, coscienti d' essere i fortunati cantori dell'arte e mai suoi padroni. Io protetto da questo mantello che fa da sipario e che mi copre le spalle e l'età, sarò al vostro fianco. Guardate la mia maschera e rivedrete i vostri quadri, leggete le righe che ne descrivono i tratti e riscoprirete emozioni nascoste fra le pagine dei vostri racconti. Cercate i miei occhi, protetti dalla nera quiete della curiosità e ritroverete i vostri, assetati di note su pentagrammi. Questa nostra guerra con le penne in pugno, l'unica che non lascia alle spalle morti, portatela all'attenzione dell'umanità. Con ogni mezzo. Per ricordarle che dell'arte, dopo la natura, rimarrà l'unica depositaria.