Acque sacre agli Inca

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Anticamente il Titicaca era chiamato Wila Qocha ed era considerato sacro. Le popolazioni rivierasche lo veneravano perché ritenevano fosse il lago della vita. Dalle sue acque i Quechua, gli Aymara, i Puquina e gli Uros (antico popolo che per secoli ha vissuto su isole galleggianti costruite grazie all’impiego della totora) traevano il necessario per vivere: grandi quantità di pesci e soprattutto di totora, una pianta acquatica impiegata come foraggio per gli animali e per la costruzione di barche, tetti e pareti delle case.

Lago Titicaca - Bolivia
Il sacro Lago Titicaca – Bolivia

Queste popolazioni periodicamente facevano offerte e cerimonie alla Divina Madre Acqua.

Il Lago Titicaca visto dalla cima del Cerro Calvario a Copacabana - Bolivia
Il Titicaca visto dal Cerro Calvario di Copacabana – Bolivia

Wila Qocha, acqua sacra, con ali d’oro e piedi d’argento mi accosto reverente a te”.

Il lago, visto dall’alto, ha la forma di un puma che ghermisce una lepre andina, la così detta vizcacha. Il bacino superiore corrisponde al corpo del felino, la baia di Puno sembra la coda, mentre la testa, le zampe anteriori e le lunghe orecchie della vizcacha formano il bacino inferiore, che si trova in territorio boliviano. E’ un mistero come gli antichi abitanti, secoli prima dell’invenzione degli aerei e dei satelliti artificiali, si fossero fatti un’idea tanto precisa della sua forma.

Tramondo sul Lago dall'Isola del Sole -Bolivia
Tramonto sul Lago dall’Isola del Sole – Bolivia

Gli anziani, divulgatori della cultura andina, continuarono a lungo a raccontare ai bambini la storia del puma e della vizcacha…”