Acqua, gli sprechi vanno ridotti

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L’acqua è un bene sempre più prezioso e raro, una risorsa fondamentale da cui non si può prescindere. La sempre maggiore richiesta di questa risorsa preziosa in tutto il mondo rende le riserve sempre più a rischio. E sarà sempre peggio se non si pone rimedio allo spreco, a tutti i livelli. A partire da ognuno di noi.

Gli esempi sono tanti: un rubinetto che perde ad esempio 30 gocce in 60 secondi, da origine ad uno spreco di 200 litri al mese, mentre ogni minuto in più che si passa sotto la doccia, comporta un consumo dai 6 fino ai10 litri d’acqua. 

Dunque, in un minuto, 30 gocce, sembra nulla giusto? Sbagliato, a lungo andare anche a questi livelli si ha un enorme spreco d’acqua. Questo è un esempio tipico di spreco domestico quotidiano. Ma di esempi ce ne sono tantissimi.

Un paio di anni fa, nel 2018 è stato pubblicato un dossier “Acque in bottiglia 2018 – Un’anomalia tutta italiana” di Legambiente e Altreconomia che ha mostrato cosa accade con le tariffe pagate alle Regioni italiane dalle società imbottigliatrici.

Si parlava di un giro d’affari di 10 miliardi di euro, con guadagni enormi per aziende che continuavano a pagare canoni concessionari irrisori pari a circa 1 millesimo di euro al litro.

Si tratta di una cifra 250 volte inferiore al prezzo medio che i cittadini pagano per una bottiglia.

Queste cifre vengono poi accompagnate da altri vantaggi per le società imbottigliatrici. In Lombardia ad esempio, esse godono del privilegio di poter prelevare dal sottosuolo l’acqua che poi rivendono a 1,2 € al metro cubo, cifra nei supermercati pari ad un costo di 1000 volte sopra.

Quindi pare evidente che quando compriamo una bottiglia di acqua minerale, paghiamo un enorme margine di profitto, oltre al costo per imbottigliamento e trasporto. Ma di questo problema se ne parla da oltre 30 anni senza nessun cambiamento concreto.

Secondo il dossier di cui sopra, nel nostro paese, i consumi di acqua in bottiglia continuano ad essere in costante aumento per due motivi:

1) Molti continuano a pensare e credono che l’acqua imbottigliata sia migliore e più controllata di quella del rubinetto. 2) I costi degli impianti di depurazione domestici continuano ad essere elevati e molti non possono permetterseli.

Legambiente stima poi che nel nostro paese il 90-95% delle acque viene imbottigliato in contenitori di plastica e il 5-10% in contenitori in vetro. Sapete cosa significa? Significa che ogni anno vengono utilizzate tra i 7 e gli 8 miliardi di bottiglie di plastica e oltre il 90% delle plastiche prodotte derivano dal petrolio, mentre oltre il 6% del consumo globale di petrolio si ha con le bottiglie

Aggiungete che l’80% dell’acqua che viene imbottigliata in Italia viene ancora trasportata su gomma, con ogni singolo autotreno che immette nell’ambiente oltre 1000 kg di CO2 ogni 1000 km.

Poi una percentuale altissima di rifiuti rinvenuti sulle nostre spiagge italiane, sempre secondo Legambiente, nel triennio 2014-2017, sono oggetti in plastica e quasi il 20% di questi sono bottiglie e tappi. Uno spreco enorme di risorse, denaro e un aumento vertiginoso di sostanze inquinanti.

E allora come fare nel quotidiano a provare a ridurre gli sprechi d’acqua?

Ci sono tanti metodi nelle situazioni quotidiane, ad esempio:

  • Al lavaggio dei denti usare un bicchiere, limitandosi ad aprire l’acqua solo per bagnare lo spazzolino;
  • Cronometrare quanto tempo ci mette ogni componente della famiglia per lavarsi a rubinetto aperto e stilare una classifica a mò di gara, un gioco;
  • Non stare troppo sotto la doccia;
  • Non riempire la vasca, in caso di bagno, fino al colmo;
  • Chiudere il rubinetto quando ci si insapona;
  • Non lavare la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente ma in una bacinella e immergere gli alimenti ( a parte il fatto che secondo molti la frutta andrebbe strofinata e pulita con superficie asciutta);
  • Lavare i piatti in baccinella o lavandino chiuso e riempito d’acqua;
  • Fare funzionare gli elettrodomestici, come la lavatrice e la lavastoviglie, solo a pieno carico;
  • Irrigare le piante al mattino presto o di sera in modo che l’acqua possa raggiungere le radici. 

Questi sono solo alcuni accorgimenti che si possono mettere in atto per iniziare a dare un concreto contributo per contrastare quello che sarà il vero problema dei prossimi anni: la scarsità d’acqua.

Un problema in grado di scatenare conflitti e tensioni molto gravi tra stati e popolazioni e che se non verrà affrontato per tempo rischia di portarci alla rovina prima di qualsiasi altra minaccia.

L.D.

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