Aci Trezza

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Faraglioni di Aci Trezza

@Ladolcevitaly e Loscrivodame presentano oggi Aci Trezza. Siamo in Sicilia, regione splendida e ricca di storia.

Il borgo di Aci Trezza fu fondato ufficialmente alla fine del XVII secolo da Stefano Riggio. La cosa non fu affatto casuale, essendo questi proprietario dal 1651 della città di Aci Sant’Antonio e San Filippo ( ovvero gli attuali Aci San Filippo, Aci Sant’Antonio e Valverde)  

Dunque storicamente Aci Trezza ha origine come scalo marittimo del territorio dei Riggio, nonchè centro pulsante della vita commerciale locale con numerosi magazzini colmi di olio, ferro, salumi e formaggi.

I Riggio mantennero il possesso di Aci Trezza per secoli fino al 1820 quando la folla in rivolta decapitò Giuseppe Riggio Grugno e la famiglia si estinse.

Il 15 settembre del 1828 Trezza e Ficarazzi si unirono ad Aci Castello andando a costituire un nuovo comune.

Oggi Aci Trezza è una località balneare tra le più famose e richieste di tutta la Sicilia Orientale, con Aci Castello che possiede un fascino unico grazie al suo Castello normanno e alle acque cristalline del suo mare che creano un contrasto spettacolare coi costoni di pietra lavica.

Un luogo suggestivo davvero che in estate si riempie di turisti italiani e stranieri. Moltissimi anche i villeggianti della vicina Catania che qui si recano in ferie o nei fine settimana.

L’atmosfera è viva e i locali e i ristorantini con ottimi piatti di pesce non mancano.

Architettonicamente è sicuramente di grande interesse il castello, posto sopra un costone lavico. Domina sul borghi e sulla piazza principale. Fu costruito dai Normanni sul promontorio lavico circondato dalle acque del mare nel 1076. La colata lavica successiva, del 1169 finì per collegarlo ala terraferma.

Dopo essere stato dimora di tante signorie nel corso dei secoli ed essere stato utilizzato anche come carcere militare, oggi è diventato sede del Museo civico con le sue tre sezioni: Mineralogica, paleontologia e archeologica.

Nella sezione mineralogia di grande interesse sono i pillows, ovvero massi basaltici sferici con la presenza di fratture radiali causate dal contatto del magma con le acque marine. 

Aci Trezza, frazione caratteristica e borgo incantevole a tal punto che finì per ispirare Omero nell’Odissea, è un piccolo borgo peschereccio. Si rimane davvero sorpresi dal clima incantevole. Il panorama è dominato dagli 8 faraglioni, costoni lavici formatesi prima dell’Etna.

Omero nell’Odissea indicò nel ciclope Polifemo la causa della formazione dei faraglioni, quando scagliò grandi massi contro le imbarcazioni del prode Ulisse.

Aci Trezza è stato ambientato anche il romanzo dei Malavoglia di Giovanni Verga, con la casa del Nespolo, dimora dell’umile famiglia di pescatori, ancora oggi al suo posto.

Sempre qui è di notevole interesse anche l’area marina protetta “Isole dei Ciclopi” istituita circa dieci anni fa per salvaguardare le specie marine e tutto l’ambiente circostante.

Si tratta di 659 ettari di superficie comprendenti all’interno i fataglioni e che copre una superficie che da Acitrezza va a Canizzaro. L’istituzione di quest’area protetta ha giovato alla fauna marina che, con lo spettacolo offerto dalle formazioni vulcaniche subacquee crea un ambiente unico e di grande bellezza specie per gli appassionati di immersioni e snorkeling.

Qui si trovano, oltre a caratteristici esemplari di fauna marina 300 tipi di alghe diverse, dalle rosse alle verdi fino alle brune.

“Faraglioni Aci Trezza, also known as The Cyclopean Isles, noted for their rows of basaltic columns piled one above another, lie not far from Mount Etna off the eastern coast of Sicily in the Mediterranean Sea.
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The Cyclopean Isles are of volcanic origin, and may at one time have been attached to Sicily. The lava forming the basaltic columns was consolidated under great pressure, probably at the bottom of the sea.”

Due o tre “dritte”

La passeggiata a mare a partire dal piccolo porto di Aci Trezza, con i faraglioni di fianco e il castello di Aci che spunta è da percorrere senza dubbio. Poi una puntata va fatta alla Casa del Nespolo, da cui citando Verga “si sentiva russare il mare”. 

La casa è un museo di piccole dimensioni con due sole stanze: una dedicata a “La terra trema”, capolavoro di Luchino Visconti girato qui con un cast di “attori” locali, l’altra dedicata al mondo dei pescatori di Aci Trezza della metà dell’Ottocento, con tra l’altro da una serie di foto scattate da Verga in persona.

Aci Castello è in pratica attaccato ad Aci Trezza ed è il capoluogo comunale. I due centri sono collegati da un passaggio pedonale che passa dentro un centro balneare e che permette quindi di fare tutto il tratto da Aci Trezza ad Aci Castello o viceversa camminando.

Purtroppo il percorso non è direttamente sul mare e soprattutto è pieno di scale e barriere architettoniche che non lo rendono percorribile a agli invalidi e poco agevole ai ciclisti.

C’è poi per gli amanti del cibo prelibato Capomuche con lini, a pochi chilometri da Acitrezza, è un piccolo borgo di mare molto ricco di ristoranti specializzati nella cucina a base di pesce. Ideale per chi vuole gustarsi del buon pesce.

L’ambiente e lo scenario incantevole unito al clima favoloso mitigato dalla brezza marina, attirano nei due borghi, specie in estate, migliaia di turisti incantati dalle serate estive davvero uniche.

Ad Aci Castello si gode di una vista notevole sui faraglioni. Si può visitare con pochi euro il castello davanti al quale si trova  una statua bianca in onore dell’attrice torinese Giacinta Pezzana, maestra di Eleonora Dusa, che qui visse gli ultimi anni della sua viita fino al 1919.

Un posto unico, da vedere e vivere soprattutto in estate vivendo l’atmosfera delle serate estive…Consigliatissimo..Fede