A Seclì un evento incredibile, di musica, letteratura ed emozioni forti

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Il comune di Seclì reagisce a questi mesi di chiusura a causa Covid 19 con un articolata rassegna di micro eventi che creano la necessaria attenzione di pubblico. La rassegna nasce dalla volontà dell’assessorato alla Cultura presieduto dal vice sindaco Concettina Bongiorno di creare uno strumento utile ai giovani del paese e per attirare curiosità a chi abita fuori dalla realtà di Seclì in collaborazione con l’associazione Salento d’Esportazione.

Una rassegna culturale di grande spessore quella di Seclì spalmata in più di tre mesi, 10 eventi di musica popolare, formazione professionale, approfondimenti storici ed economici, letteratura, visite guidate e performance artistiche con la presenza anche di artisti internazionali che faranno conoscere l’identità e la storia di questo piccolo, ma grande paese. A causa delle ristrettezze dovute alle norme anti-covid ognuno degli eventi in cartellone va prenotato per tempo al n. 389 9968998.

Primo appuntamento mercoledì 12 agosto a partire dalle ore 20.00 con la presentazione dell’intera rassegna del progetto ” Giovani e Identità ” interverranno Concettina Bongiorno vice sindaco Seclì e Mauro Ragosta presidente dell’Associazione Salento d’Esportazione. Alle 21.00 presentazione del libro ” Cuore a chilometro Zero ” di Ezio Riccardo Epifani, dialoga con l’autore Raimondo Rodia. Nel corso della serata allieteranno il pubblico le incursioni musicali del noto artista salentino P 40.

Ma passiamo agli ospiti della serata. Iniziamo da colui che riempirà di note musicali e momenti di riflessione perchè il suo stile assomiglia molto a quello del noto Giorgio Gaber, musica ma anche teatro, un vero e proprio cantante ed attore, questa l’idea del musicista Pasquale Quaranta, in arte P 40, da anni anni solca le piazze del Salento divenendo fin da subito un personaggio emergente ed estroso nel variegato mondo degli artisti salentini. P 40 riesce subito a balzare agli occhi del pubblico per l’originalità della sua opera e il carisma del personaggio.

Alla base del lavoro di P 40 c’è l’osservazione attenta e critica del tempo in cui vive che l’artista cerca di riprodurre nei suoi spettacoli attraverso un repertorio di brani inediti scritti da lui. Incarnando un incontro tra la figura del cantautore e quella dell’attore diviene un menestrello di altri tempi, questa la forza di P 40, la sua grande duttilità, facendo convivere sul palco e portando in scena una rappresentazione quasi teatrale, essenziale, a tratti geniale, ma nello stesso tempo ricca di improvvisazioni che giocano sugli equivoci e sulle sensazioni del pubblico. Insomma lo spettacolo non è solo musicale ma ascoltare P 40 è una sorta di menestrello di corte catapultato nell’età contemporanea.

E sono così gli spettacoli di P 40, dove la scena è riempita dalla figura dell’artista che con chitarra e voce ama scherzare poeticamente sugli usi e costumi, vizi e virtù della società che lo circonda. Un menestrello, un cantastorie, un artista che col tempo, ha visto maturare la sua creatività, riuscendo a cogliere attraverso la satira e l’umorismo, significati intimi del nostro quotidiano, svelandoli al pubblico, che non può far altro che disegnare sul proprio volto un sorriso e riflettere sulle “verità” proposte dall’artista.

Nei tanti i luoghi dove P 40 ha portato in musica il suo spettacolo, da osterie a feste popolari, da teatri improvvisati, quello che vince ed avvince è l’intimità col pubblico che riesce a rendere bene l’opera del menestrello, palesando le sue grandi capacità di coinvolgimento.

In questa prima serata la rassegna ” Giovani e Identità ” ha voluto fortemente che sia presente un figlio di questa terra, lui nato a Seclì e con il suo paese nel cuore, tema principale del suo libro, che presenterà per la prima volta nel Salento dopo il successo ottenuto in Abruzzo.

Il libro racconta un’avvincente ed esplosiva galleria di sentimenti e personaggi che costituisce l’ordito della raccolta di racconti “Cuore a chilometro zero”. Con la parola “cuore” che, fin dal titolo, rappresenta il centro propulsivo non solo dei componimenti, ma anche della scrittura dell’autore. Il lemma “cuore”, nella silloge di Epifani, si declina in svariati modi, partendo, appunto, dall’origine, da quel chilometro zero da cui ha inizio la filiera delle emozioni e da cui si dipanano le storie, diverse, sì, ma tutte sorprendentemente affini nella ricerca del senso vero, genuino e meraviglioso, della vita.

Lo stupore, l’ironia e il surreale si accompagnano alla concretezza, spesso alla banalità, del quotidiano, mettendo in luce le molteplici sfaccettature di un’umanità complessa, in bilico tra sogno e realtà, tra normalità ed eccezionalità, tra dolore e rinascita. Il volo, spesso presente nei racconti, lui che di mestiere fa il conduttore di elicotteri non è un semplice atto, ma soprattutto un modo di vivere e di osservare il mondo e noi stessi scegliendo un punto di vista privilegiato. Librarsi con leggerezza nell’azzurro del cielo è lo stesso come camminare tra le vie di una città, significa esistere, lasciare un’impronta di sé, tracciare un segno piccolo, ma indelebile, di amore, che attraversa il tempo e la storia.

Ecco, proprio di amore parla il libro: per una terra (il Salento in particolare), per una città la sua Seclì, per un’idea, per una donna, coinvolgendo persone e territori, ideali, desideri, utopie e sogni. Tanti destinatari per un unico cuore infinito che sa contenerli tutti.

Una serata di emozioni che consiglio di non perdere.

Raimondo Rodia