A primavera

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A primavera

Ho visto il male
tra fiori che non sarebbero
mai sbocciati.
Ho toccato
la cattiveria umana
tra folgori d’ingiustizia
e imbonitori di serpi avvelenate.
Un sorriso satanico
disegnato sul volto.
Un ghigno disumano
sbranare bambini,
donne incanutite,
uomini a brandelli
strisciare in ginocchio
in una Via Crucis senza fine.
Dio, era sparito
dalla faccia del Creato.
Qualcuno, però, l’aveva incontrato,
vestito di un vecchio saio,
con una Croce pesante,
legata sulla schiena.
Nessuno, più lo seguiva
e la Sua solitudine,
era uguale a quella
di ogni altro essere umano.
Un giorno si fermò,
accanto ad un ruscello
e molti fanciulli gli si
sedettero accanto.
Alcuni, lo liberarono dalla Croce.
Altri, portarono pane
e acqua da bere.
Cantarono insieme,
la felicità di essersi ritrovati,
e la gioia, tornò sulla Terra,
a primavera!

Maria Rosa Oneto