A Gioele

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A Gioele

Un bimbo muore e la Terra tace. Neppure il Cielo osa gettare in basso un’ombra di pudore e vergogna.
Lo strazio di animali famelici, lasciati liberi di azzannare il Mondo, hanno fatto scempio dei tuoi resti mortali.
Povera creatura, nata in un ambiente malato, deteriorato dall’egoismo e dal menefreghismo. Nessuno, ha potuto (ho voluto ) salvarti. Vivevi in un contesto anonimo, dove venivano scambiati per affetto e normalità, qualunque gesto ti fosse rivolto.
Ma, talvolta, anche la psichiatria non riesce a scandagliare in quei meandri profondi, ove ciascuno di noi può cadere.

Piccola Creatura, nata forse (?) per amore o per dar vanto ad un impulso sessuale, quanto dolore ti è stato donato! E Tu cantavi con la gioia nel cuore, strillando a pieni polmoni la felicità di essere vivo: tradito da chi ti ha portato in seno per nove mesi! Non si può tornare indietro, volgere lo sguardo al passato. Oggi, tutto si è concluso e resta il pianto a lavare i tuoi miseri resti mortali.
Piccolo Caro, che destino crudele ti è stato dato e perché nessuno ha saputo vedere prima ciò che avrebbe potuto accadere!
Si perdono le parole dentro il mio ventre che non ha mai partorito.

Mi consola, Gioele, pensarti accanto ad Angeli Custodi e stelle fedeli. Ti immagino tra le braccia di Maria che con sguardo amorevole  ti accarezza i capelli, ti bacia la fronte e poi ti posa su nuvole d’argento. Spero con il cuore che questo sia il Tuo Paradiso, dove più nessuno potrà mai farti del male, né rapirti all’esistenza divina!

Maria Rosa Oneto