3% UNA SERIE DI PEDRO AGUILERA

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Recensione a cura di Eleonora Panzeri

 

3% è una serie televisiva brasiliana basata sul rifacimento di una web serie caricata dallo stesso Aguilera su YouTube tempo addietro.

La storia narra le vicende di un futuro dispotico in cui il mondo è diviso in due: da un lato imperversano povertà e miseria e dall’altra lusso e prosperità. La possibilità tuttavia di accedere alla fantomatica terra promessa, qui denominata “Offshore”, è data a tutti. I cittadini dell’entroterra, al compimento dei 20 anni d’età, accedono al “processo” che garantirà solo ai più meritevoli, ossia al 3% di essi, l’accesso all’Offshore. Nel processo, i candidati vengono sottoposti a duri test logici, deduttivi e psicofisici. Va da sé che questo sistema è lungi dall’essere perfetto e che non tutta la popolazione accetti di buon grado di essere considerata l’immondizia del pianeta. Nasce così un movimento sovversivo e sotterrano che si ribella al sistema conosciuto come “La Causa”.

La serie si focalizza su uno dei processi gestiti dall’arrogante e narcisistico Ezequiel e su un gruppo di giovani, ognuno con sogni e oscuri segreti, che prova dopo prova cercherà di aggiudicarsi l’accesso all’Offshore. Ho trovato la serie molto innovativa e bene realizzata, tenendo conto che non è la classica serie americana con budget da capogiro. Gli attori non sono fenomenali e ci sono dei vuoti narrativi e di concetto. Non mancano  tuttavia  colpi  di scena ed episodio dopo episodio si arriva alla fine senza fatica e con curiosità.

La seconda serie a mio avviso perde di appeal e d’interesse, essendo svelati molti dei misteri che nella prima incuriosivano. In particolare non ho apprezzato la prematura dipartita di uno dei personaggi principali della serie che nel bene o nel male reggeva molto bene il suo ruolo (non svelo però di chi si tratta per evitare spoiler). Tra il cast di primo piano sono scadenti le performance di Bianca Comparato nel ruolo di Michele Santana, tendenzialmente anonima e poco coinvolta e di Vaneza Oliveira nel ruolo di Joana Coelho. Molto calati nel personaggio invece João Miguel nel ruolo di Ezequiel e anche Michel Gomes nel ruolo non facile di  Fernando Carvalho. Nel complesso ho apprezzato l’impiego di attori dall’aspetto normale e familiare a dispetto dei belli impossibili di Hollywood. Mi  dispiace solo che la seconda stagione abbia avuto un finale un po’ raffazzonato. Non è ancora dato sapere se la serie avrà un seguito con una terza stagione.