22 maggio. Giornata mondiale della biodiversità

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Oggi 22 maggio ricorre la giornata mondiale della biodiversità. La biodiversità è forse la principale ricchezza del pianeta ed è a serio rischio a causa dell’operato scellerato dell’uomo.

Le specie finora conosciute dall’uomo sono soltanto quasi due milioni, in gran parte insetti. Il patrimonio naturale della Terra, come è noto, è pesantemente minacciato soprattutto dalle attività umane, ma resta in gran parte ancora inesplorato.

Ecco che allora questa giornata assume ogni anno un significato più importante.Di fatto proteggere la biodiversità del pianeta conviene soprattutto all’uomo.

L’Onu lo ha dichiarato proprio oggi. Le Nazioni Unite ricordano che il numero di specie sta diminuendo, ed è già calata del 40% tra il 1970 e il 2000. Un calo spaventoso e allarmante.

I Consumi non sostenibili in particolare, stanno risucchiando risorse, superando la capacità biologica terrestre del 20%.

Occorre rivedere il proprio modello di vita tagliando buona parte di ciò che non è necessario e togliendosi qualche sfizio ognitanto, apprezzandolo anche di più.

Il 70% dei poveri del mondo vive in aree rurali e dipende direttamente dalla biodiversità per la sopravvivenza.

Un recente studio del Wwf ci mette il carico con una stima infausta. Entro il 2020 le popolazioni di fauna selvatica potrebbero diminuire di due terzi dai livelli del 1970.

La metà del pianeta si può considerare completamente trasformata in suolo per attività umane come testimoniato da più fonti. Solo negli ultimi 20 anni è stata convertita una superficie pari a due terzi dell’Australia.

A incidere negativamente sono anche le conseguenze dei cambiamenti climatici, le invasioni di specie “aliene”, che trasformano interi ecosistemi distruggendo le specie autoctone.

Le risorse biologiche terrestri, frutto di miliardi di anni di evoluzione, sono le fondamenta su cui l’uomo ha costruito le sue civiltà. Esse supportano ogni tipo di industria, da quella agricola a quella farmaceutica. Si capisce dunque come l’ingordigia e il senso di onnipotenza dell’uomo stia portando ad una catastrofe la cui principale vittima potrebbe essere l’uomo stesso.

La perdita di biodiversità minaccia le risorse di cibo, medicine, energia e le opportunità di svago. E proprio al turismo come leva per lo sviluppo sostenibile è dedicata la Giornata di quest’anno, intrecciata con la proclamazione del 2017 come Anno internazionale del Turismo sostenibile per lo sviluppo

Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Ambiente nel Rapporto sullo Stato del capitale naturale, in Italiane ci sono 6.700 specie di flora vascolare e oltre 58mila faunistiche. Anche qui  l’uomo rappresenta uno stress: dai rifiuti all’abusivismo, allo spreco di acqua.

Nella penisola in occasione della giornata  si tiene la Giornata delle Oasi Wwf che quest’anno si affianca a RiservAmica dell’Arma dei Carabinieri: oltre 230 parchi e riserve dello Stato saranno aperte gratuitamente.

Wwf: «Lupi, orsi, elefanti e gorilla valgono più vivi che morti»

Tornando alla ricorrenza, il Wwf sottolinea i benefici economici, spesso sconosciuti, di specie come i gorilla, gli elefanti, le tigri e le balene, e in Italia di simboli della natura selvaggia come orsi e lupi.

Le minacce come il bracconaggio e la distruzione degli habitat il tutto accelerato purtroppo dagli effetti della crisi climatica vanno contrastati il più possibile.

Dice Isabella Pratesi, direttrice conservazione di Wwf Italia:

«Istituita nel 1993 la Giornata è un momento chiave per sottolineare l’importanza della ricchezza di vita sulla terra, un patrimonio che non dobbiamo dilapidare ma proteggere in ogni modo Difendere la biodiversità e le specie animali carismatiche come elefanti, rinoceronti, gorilla, tigri e leoni si traduce anche in un vero e proprio investimento economico oltre che in un’assicurazione sulla nostra vita futura e sul nostro benessere».

Il turismo, che rappresenta una componente importante dei servizi ecosistemici ricreativi e culturali, è oggi riconosciuto come un fattore fondamentale per lo sviluppo del 90% dei paesi ricchi di biodiversità ma in gravi situazioni economiche ed un settore cruciale per contribuire all’eradicazione della povertà.

Cresce il turismo legato alla natura anche in Italia dove nel 2015 ha raggiunto il giro di affari record di 12 miliardi nel 2015. E’ questa la stima della Coldiretti sempre attenta al connubio natura ed economia».

Il concetto fondamentale è che l’equilibrio degli ecosistemi risulta in realtà un volano di sviluppo, creando un ambiente sano e rigenerazione più velocemente le risorse consumate. Uno sviluppo che tenga conto di questo equilibrio è possibile solo col rispetto della natura.

Sempre  secondo il Wwf per cercare di ottenere una valutazione economica completa del valore della natura, bisogna sempre tenere in considerazione il Vet (Valore economico totale), una formula cosi costituita:

Valore  economico totale = Valore d’uso diretto + Valore d’uso indiretto + Valore di opzione + Valore intrinseco o di esistenza.

 I valori d’uso derivano dall’uso effettivo dell’ambiente, delle sue risorse, dei suoi servizi.

Chi usa l’ambiente naturale per un beneficio, dall’agricoltore, al pescatore, all’operatore turistico, al bird-watcher, ecc. ne consegue un valore d’uso.

Il valore di opzione riguarda le alternative di utilizzo dell’ambiente cioè il valore dell’ambiente come beneficio potenziale in futuro rispetto all’effettivo valore d’uso attuale.

Il valore intrinseco infine riguarda un valore che può essere anche senza una specifica relazione con gli esseri umani. Riguarda infatti il valore degli ecosistemi, degli ambienti, delle specie, quindi della biodiversità come base fondamentale dei processi evolutivi. È un valore importante, percepito da molte persone mediante le loro preferenze nella forma di valore di non uso.

L’economia praticata in se prende in considerazione soprattutto il valore d’uso.

Ad esempio in Italia il Lupo da problema in molti luoghi è diventato opportunità: Se per alcune realtà il lupo viene presentato come un problema per la complessa convivenza con le attività produttive, in molte altre, più lungimiranti, il lupo è diventato un’opportunità di sviluppo per le comunità locali, che dà lavoro a giovani ma non solo.

Non esistono stime complessive dell’indotto generato dal lupo in Italia, ma il fiorire delle attività legate alla sua presenza è il segnale più forte che il mercato c’è, ed è in crescita. Sono infatti sempre di più anche in Italia le cooperative e i gruppi che organizzano attività turistiche legate alla presenza del lupo.

Dalle gite all’alba per cercare di avvistare uno degli animali più affascinanti dei nostri boschi ad attività di wolf-howling notturno (ululato indotto), accompagnati dai ricercatori che utilizzano questa tecnica per determinarne la presenza, fino ad escursioni invernali con l’aiuto delle ciaspole per scoprire le tracce del lupo sulla neve (snow-tracking).

Attività il cui costo può variare dai € 25 ai € 250 e che crea un indotto nelle comunità locali per l’uso delle strutture recettive e di ristorazione della zona di riferimento è che spesso hanno il tutto esaurito di prenotazioni.

Negli Usa presso il  Parco di Yellowstone, considerando solo la stagione invernale nella quale il lupo è il principale target dei visitatori, la sua presenza genera un indotto di quasi 5 milioni di dollari, con una crescita costante del 5% l’anno. Di molto superiori ai rimborsi assicurati agli allevatori per i danni subiti nelle zone limitrofe, e senza contare i benefici (anche economici) agli ecosistemi.

Il Wwf snocciola numeri anche su altre specie: Leoni, elefanti, gorilla, squali. Ad esempio si valuta almeno in 500.000 dollari l’anno il valore di ogni esemplare di leone calcolando gli investimenti in indotto turistico nel Parco di Amboseli, in Kenya.

Per il Gorilla nel Parco Nazionale della foresta di Bwindi, in Uganda ad esempio l’osservazione di un solo gorilla dei 400 esemplari presenti nel parco da parte dei turisti frutta almeno 100.000 dollari l’anno che vanno nelle casse delle economie locali. In quest’unica area protetta il turismo generato dall’osservazione dei gorilla di montagna produce un reddito annuo di 15 milioni di $.

Nel Parco del Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, il valore di un solo esemplare sale addirittura a 450.000 dollari l’anno. I gorilla rappresentano per Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo un’importante fonte di reddito, stimata in almeno 20 milioni di dollari all’anno (oltre 14 milioni di euro).

Una ricerca pubblicata su Scientific conferma che un elefante vale 76 volte più da vivo che da morto. Il valore è stato calcolato sulla base del turismo dedicato all’osservazione degli elefanti con un valore calcolato sulla base di ricerche e dati condotti in Kenya, Tanzania, Zambia e Sud Africa) dove un esemplare produce in un anno un ritorno economico di 23.000$ che se calcolato per la vita media di un elefante raggiunge un totale di 1,6 milioni di $. In Tanzania, uno dei paesi a crescita più rapida di tutto il Pianeta, la fauna selvatica rappresenta il 90% delle entrate turistiche che è a sua volta la quarta industria del paese. Ciò nonostante gli elefanti vengono sistematicamente sterminati.

Stesse ricerche per le specie marine e le barriere come deriva da altri studi.

Non possiamo fare altro che condividere l’impegno di tutti coloro che si battono per la salvaguardia delle specie animali. Ne va del nostro futuro e del futuro dei nostri figli.

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