20001 luoghi d’Italia: Sant’Angelo Le Fratte, il paese delle cantine

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@Ladolcevitaly e Loscrivodame non si fermano nel loro tour 20001 borghi d’Italia, oggi presentiamo Sant’Angelo Le Fratte, un borgo pittoresco in provincia di Potenza, Basilicata.

Sant’Angelo Le Fratte è noto come “il paese delle cantine”. Il paese è adagiato sotto l’imponente e rocciosa frattura della montagna Carpineto, monte che domina l’intera valle del Melandro.

È un paese suggestivo e pittoresco, circondato dalla natura, che cresce rigogliosa e incontaminata. La collina del sud Italia è, in questa zona, ricca di sorgenti.

Qui sorgono coltivazioni di viti, si stagliano uliveti e viene coltivato il grano. Il paese possiede un centro storico molto curato e abbellito con murales artistici e ricchi di colore, che decorano le case, dando un tocco speciale a vicoli e stradine.

I bei dipinti colorati e moderni contrastano in un bel gioco ad incastro con l’antichità delle cantine. Queste creano un percorso suggestivo e naturale. Qui, tra gli ammassi rocciosi, si conservano da tempo immemore vino, formaggi e salumi, che assumono sapori inconfondibili e qualità uniche.

La storia di Sant’Angelo Le Fratte 

Le prime tracce rinvenute di questo paese risalgono al IV secolo a.C. Era l’età del ferro e qui si stabilirono popolazioni di origine greca e romana, come testimoniato dal ritrovamento di una antica fornace di epoca romana.

I primi dati certi invece si devono agli scritti del secondo Medioevo, nell’XI secolo. A tal riguardo ci sono ipotesi diverse che aleggiano attorno al nome del paese, in origine chiamato “Castrum Sancti Angeli de Fratis”, a testimonianza dell’appartenenza alla chiesa.

In realtà la denominazione nasce da due origini: da un lato sarebbe collegata alla forte devozione della popolazione al Santo Patrono Michele Arcangelo; dall’altro la seconda parte del nome “Le Fratte” sarebbe una derivazione del participio passato passivo dal verbo latino “frango” , cioè spaccare, con riferimento alla montagna spaccata Carpineto.

Tra il 1430 al 1818, in seguito alla distruzione della città di Satriano, non molto distante da Sant’Angelo le Fratte, il vescovo del tempo Andrea da Venosa, scelse la città come sede vescovile provvisoria.  Questo fu un evento basilare per la crescita culturale, demografica, economica e sociale del borgo.

The marvelous view of Sant’Angelo Le Fratte, a cute village in the region od Basilicata, south of Italy

Sant’Angelo le Fratte, “il paese delle Cantine”

Il paesino, nel centro storico, ha vicoli abbelliti da murales di pregevole fattura e da sculture di bronzo e di marmo a testimonianza di usi, costumi, tradizioni e storia locale.

Una scelta creativa volta ad abbellire e creare valore aggiunto ad un borgo già incantevole. Tuttavia non è questo l’elemento di maggior interesse a Sant’Angelo.

Qui infatti esistono le cantine, costruzioni antiche ricavate nella roccia è congiunte da un percorso molto suggestivo e intrigante.

Si trovano nella zona detta “Cupa“, ricavate  nella roccia della montagna Carpineto. Questi locali hanno da sempre la funzione di creare l’ambiente perfetto per conservare il vino, il formaggio e i salumi.

Ogni anno, nel periodo di Ferragosto si tiene qui, lungo il percorso delle cantine, la manifestazione ormai rinomata “Le Cantine Aperte di Sant’Angelo Le Fratte”.

Ma il paese offre tanti aspetti interessanti, dall’aspetto enogastronomico alla natura e alla cultura.

Oltre a cantine e murales che colorano il paese ci sono luoghi e strutture interessanti, come Palazzo Galasso, sede del municipio e che domina la piazza che si affaccia sulla Valle del Melandro. L’edificò risale ai primi anni del diciannovesimo secolo e fu in seguito sapientemente ristrutturato e poi donato dalla famiglia Galasso al comune.

Oggi è la sede del Municipio dove si trova
la Pinacoteca Civica “Michele Antonio Saverio Cancro”, che venne inaugurata il 5 Agosto 2017, e contiene 243 opere dell’artista locale.

Interessante anche la Chiesa Madre, oggi chiamata Santa Maria ad Nives, in origine  Sacro Cuore e San Michele. Fu ricostruita in seguito al terremoto del 1694 e ha un interno a tre navate a croce latina. All’interno spicca l’altare maggiore in legno dorato con ornamenti floreali, un crocifisso del 1726 e alcune statue del XVIII secolo, come quella del Patrono San Michele Arcangelo.

Di notevole interesse anche le opere raffiguranti la Madonna del Rosario e la Natività, create dal pittore lucano Giovanni De Gregorio, anche detto “Il Pietrafesa”.

Nel campanile della chiesa è conservata anche una campana del XVIII secolo appartenuta al vecchio convento dei Frati Minori.

Nella contrada di Santa Maria di Fellanasi ammira anche la splendida Villa Giachetti con la cappella votiva. Qui è conservato un ciclo di affreschi con decorazione rococò risalente al ‘700.

Nel 2017, tra le varie strutture bronzee, è stata inaugurata una statua in pietra raffigurante il Patrono San Michele Arcangelo e alta circa sei metri e mezzo. Si trova in località Croce, in una zona che sovrasta il paese e la vallata.

Su una collina che domina il borgo sorge invece la località di Campo di Venere, una distesa di campi di frumento, orzo, grano e foraggio, dove godersi pace e tranquillità, e non è poco.

Proprio qui sorge l’eremo francescano, l’unico nell’Italia Meridionale, con chiesetta ricca di pitture e bassorilievi di ispirazione cristiana.

Cibo e gastronomia 

Pasta casereccia, pane, olio, formaggi e salumi assieme alle ottime verdure locali, sono una garanzia un pò per tutti i palati.

Ottime sono le lagane, accompagnate ai ceci o i cavatelli conditi in vari modi. Molto gustosi anche i fusilli locali. Un altro piatto tipico è la “ciambotta” , ovvero un misto di verdure da assaggiare con pane fresco.

Tra i secondi spiccano quelli a base di carne, soprattutto l’agnello alla contadina

Natura 

La collina di Sant’Angelo domina la valle del Melandro. Si tratta di un territorio montuoso, ricco di altopiani e conche. I paesaggi sono forestali e anche aridi, dove vi sono anche suggestivi scenari fatti di dorsali rocciose battute dal vento.

In zona vi sono anche fenomeni carsici, in particolare nelle zone di Campo di Venere, area di cui scrivevo appena qui sopra. 

Insomma, un altro borgo da vivere, soprattutto ad agosto, quando si può partecipare a “Le Cantine Aperte di Sant’Angelo Le Fratte”.

Un viaggio nelle 100 e passa cantine locali, con tante sorprese e poi magari una passeggiata nei dintorni…Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly