20001 luoghi d’Italia: Alpe di Siusi, l’altopiano dalle mille sorprese

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Alpe di Siusi su @Ladolcevitaly

@Ladolcevitaly e Loscrivodame vanno a ficcare il naso dappertutto: mare, montagna, collina, pianura, ovunque ci sia un borgo, una paesaggio, una piccola meraviglia.

E questo lungo viaggio iniziato quasi 6 anni fà, ha ancora tantissime sorprese da regalarci.

Oggi il luogo protagonista è Alpe di Siusi, nel cuore delle Dolomiti.

Il più grande altopiano d’Europa 

L’Alpe di Siusi è il più grande altopiano d’Europa, che si estende dal Massiccio dello Sciliar, fino alle rocce del Sassopiatto e del Sassolungo. 

Sono tra le cime più belle di tutte le Dolomiti, e fanno da cornice a questo luogo ricco di sorprese e meraviglie naturali.

L’Alpe dà il nome all’intera microregione, che comprende i villaggi di Tires, Fiè allo Sciliar, Siusi, Castelrotto. Si tratta di villaggi che hanno tutto: dalla vita mondana a quella rurale.

L’Alpe di Siusi è un altopiano dolomiti situato in Italia, in Alto Adige, all’interno del territorio del comune di Castelrotto. L’altopiano fa parte dell’area dolomitica e la si trova nella parte occidentale, ad una quota altimetrica compresa tra i 1680 m s.l.m. e i 2350 s.l.m..

Il vasto altopiano si estende per 52 km² tra la Val Gardena a nord, il Gruppo del Sassolungo a nord-est e il massiccio dello Sciliar a sud-est.

Quest’ultimo massiccio spicca per via del suo profilo molto riconoscibile che lo rende uno dei simboli di tutte le Dolomiti.

Ma lo spettacolo non si limita a questa visuale  l’area è talmente vasta che permette di ammirare altre cime famosissime e spettacolari come il Gruppo del Sella, il Seceda, il Catinaccio e la Marmolada.

Perché Alpe?

Questo territorio si chiama così poiché vi si pratica l’alpeggio. Anche in tal senso sintratta dell’area più vasta d’Europa, divisa in numerosi appezzamenti che vengono dedicati al pascolo e alla raccolta del fieno, diretto ai masi situati a valle.

Natura protagonista assoluta 

Ad essere protagonista assoluta qui è la natura. L’aria pura dei 2000 metri è la preziosa  vegetazione composta da Anemoni, soldanelle e garofani delle Alpi, unite agli ampi prati, fanno da cornice al paesaggio.

L’Alpe è una sorta di parco giochi per tutti gli appassionati di sport.

Escursionisti, appassionati di mountain bike, appassionati di trekking dominano in estate, mentre in inverno l’ambiente si trasforma e offre chilometri di piste da sci alpino e da fondo, perfettamente preparate e curate. Il tutto circondato da maestose montagne.

Oswald von Wolkenstein, la cavalcata, il sentiero e il personaggio 

Oswald von Wolkenstein vissuto a cavallo tra il Trecento e il Quattrocento durante il basso medioevo, fu un importante personaggio dell’epoca, considerato da molti l’ultimo menestrello. 

A lui è dedicato, a maggio o a giugno, un grande torneo in sella al cavallo, molto noto non solo in Alto Adige.

Le 36 squadre altoatesine, composte da quattro persone, devono superare quattro diverse stazioni: il Passaggio degli Anelli, il Labirinto, il Galoppo e il Passaggio fra le Porte.

I tornei si svolgono nei paesi di questo altopiano: Castelrotto, Siusi allo Sciliar, Fiè allo Sciliar presso il Laghetto di Fiè e presso il bel Castel Presule.

Gli spettatori seguono con enfasi ogni competizione dei cavalieri. Presso Castel Presule si svolge l’ultima stazione del torneo, con tanto di grande festa per la premiazione. Lo scenario è quello suggestivo dell’altopiano, dei suoi paesaggi circondati dalle vette dolomitiche.

Caratteristiche le bandiere sventolanti e il  rimbombare degli zoccoli con al centro di tutto, in mezzo alla selva di Castelvecchio, subito sopra l’abitato di Siusi, la rovina Hauenstein, antica dimora di Oswald.

Durante la manifestazione varie associazioni di Siusi allo Sciliar si occupano del ristoro e bande musicali accompagnano la festa.

Ma non è tutto, sempre nelle settimane attorno alla Cavalcata Oswald von Wolkenstein, a Siusi allo Sciliar si svolge la festa medioevale paesana con tanto di “Spettacolo medievale”.

Protagonista è l’altopiano di quei secoli, tanto amato dal famoso menestrello. Funivia e bus navetta consentono di evitare smog e inquinamento, visto il crescente numero di visitatori degli ultimi anni.

“Alpe di Siusi is where the Dolomites are at their most beautiful!

Breathtaking views over the peaks of the Dolomites, 300 days of sun, the vast infinity of Europe’s largest mountain plateau: The beauty of the Alpe di Siusi/Seiser Alm holiday area is legendary.

The best way to discover the incredible nature and countryside on holiday is by getting out and about: Whether it’s on foot or by bike in the summer, by ski or snowboard on the slopes in winter: A holiday in the Alpe di Siusi holiday area in the Dolomites is a perfect blend of outdoor adventure with beautiful countryside and the pleasures of the palate; the South Tyrolean cuisine brings Alpine and Mediterranean culinary traditions together, which means that a holiday in the Dolomites provides something that’s sure to suit every taste.”

Alcune Escursioni

L’Alpe di Siusi è il paradiso delle escursioni, qui c’è l’imbarazzo della scelta per chi ama il trekking, la mountain bike, lo sci di fondo e da pista, le ciaspolate. Eccone alcune note:

  • Escursione verso il Sassopiatto

La montagna Sassopiatto (2969 m) fa parte del gruppo delle Dolomiti e divide l’Altipiano dello Sciliar dalla Val Gardena, vicino al Sassolungo, in Alto Adige.

Il nome del monte deriva dal fatto che la montagna è quasi piatta su un lato, mentre sul lato opposto è molto ripida.

L’escursione è incantevole ma abbastanza lunga per cui occorre essere in salute e avere una buona condizione fisica.

Si arriva con la cabinovia Siusi – Alpe di Siusi che parte da Siusi oppure anche in automobile, arrivando fino al parcheggio a pagamento direttamente sull’Alpe di Siusi.

Arrivati sull’Alpe di Siusi si prende l’autobus che porta al capolinea dove si trova la stazione a valle della seggiovia Florian. A partire da qui si sale con la seggiovia fino alla Williams Hütte, a 2100 m.

Il paesaggio è uno dei più belli di tutta l’area dolomitica nel punto da cui parte l’escursione verso il Sassopiatto, lungo il sentiero numero 9.

Al Rifugio Sasso Piatto si arriva in circa un’ora. Il rifugio è proprietà privata ed è aperto da giugno ad metà ottobre.

Prima di arrivare al Sassopiatto, all’inizio si percorre una strada forestale, alla nostra destra si vede il Rifugio Zallinger, già oltre i 2000 m.s.l.m. Continuando a salire lungo un sentiero e passando sui prati si giunge vicino alla malga Murmeltier Hütte a 2132 m.

Poi il sentiero continua nuovamente sulla strada forestale. A una decina di minuti dall’agognato Rifugio Sasso Piatto incrociamo il sentiero 527 che porta al Rifugio Vicenza al Sassopiatto, a 2253 m.s.l.m. ed al Passo Sella ( raggiungibile in 3.10 ore ). 

Il panorama è a dir poco magnifico. Arrivati in cima ecco il Rifugio Sasso Piatto posizionato su di un grande prato. Un ora dunque per arrivarci.

Da qui occorrono però altre 2 ore di cammino per raggiungere la croce del Sassopiatto lungo il sentiero 527.

  • La cima del Sassopiatto

Per chi non si accontenta del Rifugio e vuole la vetta, l’escursione prosegue lungo il sentiero 527 passando lungo i prati. Dopo 10 minuti di cammino il terreno cambia: terra e sassi.

Il sentiero sassoso è l’inizio della salita verso la vetta. Il sentiero di fatto non è molto ripido ma è in continua salita, lenta e incalzante.

La vista panoramica alle spalle è stupenda, più si sale, più visibili diventano le cime delle montagne. La cosa strana è che salendo non si riesce mai a vedere la croce del Sassopiatto e questo disorienta.

Tuttavia arrivati in cima alla montagna, il sentiero gira a sinistra e finalmente si intravede la croce del Sassopiatto.

Si prosegue poi a camminare e salire poco sotto alla cresta della montagna giungendo  ad un valico. Alla nostra destra sale la Via Ferrata proveniente dal Rifugio Vicenza al Sassopiatto.

Uma volta giunti qui il più è fatto, si  oltrepassa il valico e si sale ancora per 20-30 metri fino a raggiungere la vetta del Sassopiatto.

La Via Ferrata Maximilian è sicuramente impegnativa e lunga e si trova sopra al Rifugio Alpe di Tires a 2440 m.

La via ferrata collega il Dente di Terrarossa (2655 m) con la Cima di Terrarossa che si innalza a 2655 m.

Lungo il percorso si gode di una bellissima vista verso l’Alpe di Siusi ed il Catinaccio.

Questo percorso può essere fatto dall’Alpe di Siusi in un giorno oppure in più giorni, percorrendo anche la Via Ferrata Laurenzi.

Ad ogni modo la strada che conduce all’Alpe di Siusi è ben segnalata e di facile fruizione fino  al parcheggio a pagamento di Compatsch, a 1844 m.

Poi si raggiunge l’imbocco del sentiero nr. 2 in direzione del Rifugio Alpe di Tires. Un percorso da oltre 1.50 ore.

Si oltrepassiano i prati dell’Alpe di Siusi seguendo un percorso di poca pendenza, poi inizia la salita ripida fino alla Forcella Denti di Terrarossa. Dai 2499 m della Forcella si scende ed in pochi minuti si giunge al Rifugio Alpe di Tires.

Dal Rifugio Alpe di Tires a 2440 m si sale fino alla base della gola dove parte la prima salita. Qui chi affronta la ferrata indossa la necessaria attrezzatura. 

La Via Ferrata Maximilian prosegue lungo la via marcata di rosso. Nella gola serve un passo sicuro poiché non tutti i passaggi sono messi in sicurezza con un cavo. Il tratto finale della gola invece è nuovamente messo in sicurezza con un cavo di acciaio.

Si prosegue avanti a sinistra verso la cresta sulla cima e verso la cima Denti di Terrarossa e qui si gode di un panorama maestoso.

Dalla cima Denti di Terrarossa, posto a 2653 si osserva lo Sciliar, sopra all’Alpe di Siusi e poi il Sassopiatto, il Sassolungo fino al Catinaccio ed al Latemar. Una vista unica! 

Dopo questo spettacolo si scende verso ovest e si passa sotto a un ponte di roccia e una parete. Questa parete di roccia è il tratto più difficile della via ferrata, come il passaggio sulle rocce quando si passa sulla cresta.

Superati questi ostacoli, ci sono delle arrampicate più facili, lungo la cresta, per arrivare alla Forcella di Terrarossa.

Deviazioni ed esplorazioni

Presso la Forcella di Terrarossa si trova un sentiero che scende verso il sentiero nr. 2, quello che conduce al Rifugio Alpe di Tires

La Via Ferrata Maximilian prosegue poi dalla Forcella di Terrarossa in su a sinistra sulla cresta a est lungo una via contrassegnata in rosso.

Alcuni tratti qui non sono messi in sicurezza con cavo e ci si arrampica liberamente. Questo è il punto più alto dell’altipiano dello Sciliar.

La discesa verso il sentiero nr. 4 che conduce al Rifugio Alpe di Tires è piuttosto ripida e permette di ricongiungersi al sentiero.iniziale.

In alternativa si va, attraverso il sentiero nr. 4 verso ovest, in direzione Rifugio Bolzano a 2450 m.

Arrivati all’incrocio, a sinistra si prosegue, appunto, per il Rifugio Bolzano raggiungibile in 10 minuti, si gira a destra a destra e si scende lungo il sentiero nr. 1 che poi prosegue verso Siusi, mentre il 10 prosegue verso Compatsch.

Se si prende il numero 10 si arriva ad un altro incrocio dove la strada si sdoppia verso Compatsch e verso malga Prossliner da un lato e verso la malga Saltner dall’altro.

Da malga Prossliner si prosegue lungo il sentiero numero 10 un pò su strada un pò no fino all’incrocio. Qui da un lato si va a  Compatsch lungo il sentiero 10 e dall’altro si va a Baita Spitzbühl lungo il sentiero 5. Tutti questi incroci sono ben indicati.

  • Altri sentieri interessanti 

Il “Sentiero Friedrich August“, 4 e 557, conduce al Rifugio Sandro Pertini (2300 m, 0.40 ore), al Rifugio Friedrich August (2298 m, 1.10 ore) ed al Passo Sella (2179 m, 1.40 ore).

Il “Sentiero Friedrich August” fu costruito nel 1910 dall’ispirazione del Re Friedrich August, grande appassionato delle Dolomiti. Il sentiero inizia al Passo Sella, passa al Rifugio Sasso Piatto e va avanti fino al Rifugio Bolzano.

Questi e mille altri sentieri e passaggi spettacolari si concentrano in questa meravigliosa area.

La visita di queste zone, manco a scriverlo, è consigliatissima …Fede

https://www.suedtirol-it.com/alpedisiusi/