20001 borghi d’Italia: Serralunga d’Alba, perla delle Langhe

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@Ladolcevitaly e la Loscrivodame tornano a visitare le Langhe, in Piemonte.

Lo fanno visitando Il borgo di Serralunga d’Alba (Seralonga d’Alba in dialetto piemontese).

Il paese è grazioso ed è situato in un contesto naturale pregevole. Il suo Castello è considerato un esempio di castello nobiliare trecentesco del Piemonte ed è molto ben conservato.

Situato in cima alla collina di Serralunga, domina il caratteristico borgo ed i suoi vigneti, in un comprensorio turistico di grande notorietà.

Il castello è di fatto un simbolo della zona, con la sua sagoma caratteristica che è quasi parte del paesaggio naturale.

La torre spicca dai tempi di Bonifacio Minore e Ottone del Carretto, discendenti di Bonifacio del Vasto, che nel XII secolo, erano i signori della zona. 

Il luogo presentava già agli inizi del XIII secolo un’area signorile, ben difesa e un nucleo abitativo di tipo rurale, governato dalla famiglia Falletti che grazie a meriti militari entrò in possesso di una parte di feudo di Serralunga.

Egli fece abbattere la torre difensiva per lasciar posto al castello.

La costruzione ebbe una funzione di controllo delle attività produttive della zona, prima che una funzione militare.

A testimonianza di ciò la linea slanciata e tesa a sottolineare in questo modo il prestigio della famiglia Falletti a scapito della solidità tipica di una struttura militare.

La residenza era divisa in diverse parti tra cui il Palacium, un blocco compatto e allungato costituito da ampie sale sovrapposte, da una torre cilindrica, tipica del Trecento, una torre quadrata ed una cappella, ambiente con volta a botte e affreschi della metà del XV secolo.

Tuttavia il maniero mantenne inalterata per secoli la struttura di roccaforte medievale senza adattarsi a luogo di villeggiatura.

Il castello, con la sagoma slanciata verso il cielo domina il borgo di Serralunga esteso ai suoi piedi. Il borgo si sviluppa con una classica struttura a mo di dedalo, con stradine disposte a raggiera.

Ad inizio del secondo millennio su questo colle venne costruita la torre quadrata, a difesa e a simbolo di possesso.

Il paese è circondato dai notissimi vigneti da cui nasce il celebre Barolo.

Il borgo è la sua storia

Intatto nella sua struttura medievale, è osservabile dalle mura del castello con le vie e le case disposte in modo concentrico. La struttura fu studiata per favorire l’accesso della popolazione al castello in caso di guerra.

Le alte torri comunicavano con segnalazioni visive con le altre torri collegate.

Dopo la costruzione del castello come dominio di Bonifacio del Vasto, fu poi possesso dei Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo, passando poi ai Falletti di Barolo, che fecero erigere il castello con titolo comitale, dei Baldi di Bra.

Il castello fu espugnato nell’anno 1616 per poi essere conquistato dagli Spagnoli. Oggi appartiene allo Stato italiano, dopo il restauro del 1950 ad opera del presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

L’origine del paese coincide storicamente con la costruzione del castello cui è strettamente legata.

The village of Serralunga d’Alba (Seralonga d’Alba in Piedmontese) is located in the Langhe in Piedmont. Its castle is today considered one of the best preserved examples of noble castle fourteenth-century of Piedmont.

Located at the top of the hill of Serralunga, a domain of the characteristic village and its famous vineyards, in one of the most interesting tourist districts and greater development of the region, the castle is indelible symbol of this landscape. ⠀
At the time at which the descendants of Bonifacio del Vasto, Bonifacio Minor and brass del Carretto, in the XII century, were the lords of the territory, a tower overhead and defended the village of Serralunga.

Il Palacium

Alle origini della costruzione c’è la torre a pianta quadrata. Venne edificata dopo le invasioni barbariche e come scritto sopra faceva parte di un sistema di torri di avvistamento dislocate sul territorio. Il castello vero e proprio fu edificato in un momento successivo.

Il palacium è visitabile e comprende tre ampi saloni sovrapposti di 80 mq, l’ultimo dei quali, quello dove si svolgeva il camminamento di ronda, regala una bellissima vista panoramica sulle colline delle Langhe e sui paesi circostanti.

L’ingresso e le sale di rappresentanza

L’ingresso principale del castello era ben difeso da due cerchie di mura, ed era quasi inespugnabile. C’era un fossato, uno spesso portone di legno, il ponte levatoio ed una grata, poste anche per proteggere la cisterna d’acqua sotto il piccolo cortile interno.

Il Salone dei Valvassori è considerata la sala principale del castello, caratterizzata dal soffitto a cassettoni e dal pavimento in terracotta.

Qui sorge una piccola cappella, che un tempo era separata rispetto al resto del salone. Qui sono presenti, rappresentati in un affresco del 400′ di artista ignoto, quattro santi: San Giovanni Battista, Santa Caterina d’Egitto, Sant’Antonio da Padova e San Francesco, sormontati dal simbolo dell’Agnus Dei.

Pregevole anche il camino del 1500 ed un vano nel muro, uutilizzatoal tempo come cassaforte o archivio. Appena a fianco, nella torre circolare, resta traccia del pozzo rasoio, l’ultima meta di coloro che venivano condannati a morte.

Il piano abitativo è di fatto un’unica sala con tre camini e una sorta di piccola toilette, un elemento innovativo ed inusuale per il 1300. Si può però pensare come suddivisa in tre zone: cucina, sala da pranzo e camera da letto, che sono separate da arazzi e mobili, mentre compaiono segni, date e scritte sulle pareti, lasciti dai frequentatori del maniero nel corso dei secoli.

Le torri di guardia presentano una merlatura ghibellina  e la torre a gettante. Da qui la vista si apre sulle Langhe. 

La Cucina tipica di Serralunga 

La cucina locale è notoriamente molto ricca. Difficile descriverla in poche righe. Alcuni piatti spiccano, come la Minestra castagne e latte. È un piatto a base di castagne in cui si lasciano ammollo delle castagne secche per poi metterle in pentola lessandole per due ore circa. Poi le si cuociono nel latte per quasi un’ora e levsi servono calde.

La Salsa verde piemontese la si ottiene invece
dissalando e diliscando e acciughe. Queste vengono poi ammorbidite in aceto e strizzate. Poi vengono frullati tutti gli ingredienti, emulsionati con olio così da ottenere una salsa vellutata ottima con carni bollite.

Il Pilot consiste invece in un piatto a base di patate. Queste vengono grattugiate e scolate dall’amido. Poi si tagliano cipolle e pancetta, che vengono rosolate per 10′. Infine si aggiungono le patate, latte, uova, farina e soffritto, si amalgama il tutto ottenendo un morbido composto. Infine si frigge l’impasto in acqua bollente, lo si dosa a cucchiaiate e si formano piccole frittelle. Queste vengono di solito servite con lardo o prosciutto crudo.

Interessante il Risotto al barolo. La presenza del tipico è rinomato vino locale rende questo piatto un classico della zona. Si rosola nel 
burro la cipolla tritata. Si versa quindi il riso e lo si insaporisce, memescolando. A questo punto lo si Bagna col Barolo, si fa assorbire il vino è si aggiunge del brodo. A questo punto si ultima la cottura aggiungendo in alternanza barolo e brodo e aggiungendo il burro avanzato e il prezzemolo, mantecando il tutto.

Un altra tipica pietanza locale è il Pollo ripieno con verdure. Un altro piatto gustoso a base di pollo. Si pulisce e sala il pollo, si soffrigge la cipolla, aggiungendo la salsiccia, i funghi e i fegatini di pollo. Si prepara quindi il ripieno con pangrattato, latte, uvetta, soffritto, parmigiano grattugiato, uova e ricotta, profumando con noce moscata. A questo punto si farcisce il pollo e si ricuce il tutto. Infine si fa bollire il pollo, aggiungendo cipolla, chiodi di garofano, sedano, carota, alloro e prezzemolo, cuocendo lentamente. Si aggiungono patate e si continua fino a fine cottura.

In questa zona è traduzione anche il Riso e latte. Viene bollito del latte vaccino, vi si versa il riso. A metà cottura si aggiunge burro e sale e si termina la cottura, servendolo poi con del formaggio grattugiato.

Infine non poteva mancare la Torta gianduia
Si tratta di un dolce realizzato con un impasto di cioccolato gianduia a creare una torta poi decorata con crema alle nocciole e scaglie di cioccolato bianco.

Una torta dal sapore dolce ma delicato, con tutto l’aroma delle nocciole. Una leccornia.

La zona vale una visita e un soggiorno per i paesaggi, i prodotti locali e la storia…Fede

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly