Passiflora

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Proseguiamo il nostro viaggio tra le piante del benessere con un altra pianta storica da cui si ricava una sostanza utilizzata dalla medicina naturale:Si tratta di un ampio gruppo di piante, annuali e non, dal portamento rampicante e lianoso, arbusti e alberi alti fino a 6 metri provenienti dalle Americhe, dall’Asia e dall’Australia. Il nome significa Fiore della Passione e gli fu attribuito dai missionari Gesuiti nel 1600 (si attribuisce al Gesuita Emmanuel de Villegas) per il fatto che alcune parti della pianta ricordavano i simboli religiosi della passione di Cristo:i viticci la frusta con cui venne flagellato; i tre stili i chiodi; gli stami il martello; la raggiera della corolla la corona di spine, per gli Indios invece, si chiamava Granadilla. Si tratta di un’apprezzata pianta ornamentale rampicante, il cui fusto, molto ramificato, si presenta sottile, verde nei giovani esemplari e ricoperto da corteccia in quelli maturi. Le foglie sono alterne e sono differenti a seconda della specie. I fiori, bellissimi e solitari, sono normalmente ermafroditi, calice più o meno allungato con 5 sepali e una corona di filamenti. I frutti si presentano invece come bacche ovoidali o allungate di diversi colori all’interno delle quali si trova una polpa gelatinosa contenente piccoli semi di colore scuro. La parte utilizzata è costituita dalle sommità fiorite. Al suo interno possiedono diverse sostanze come Alcaloidi, Tannini, Fitosteroli, Acidi Fenolici, Flavonoidi, Aminoacidi, Acidi grassi etc. che la rendono un vero e proprio medicinale naturale. A scopo erboristico, in piena estate si raccolgono le foglie ed i rami più giovani della pianta, ma non vanno sottovalutate le proprietà dei suoi frutti, ricchi di vitamina C e molto rinfrescanti.

 

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Proprietà della Passiflora

I flavonoidi hanno un’importante funzione sul sistema nervoso, in particolare sulla zona del midollo spinale che agisce sui movimenti e sul controllo del sonno. Ha dunque un’ottima funzione calmante che lo rende uno dei fitoterapici più in uso in ambito di patologie del sistema nervoso essendo i suoi principi attivi in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine. Dunque risulta particolarmente adatta contro irrequietezza, insonnia, sindrome ansiosa, e può essere una buona alternativa agli psicofarmaci da banco spesso prescritti con troppa leggerezza. Flavonoidi e alcaloidi garantiscono un sonno tranquillo senza risvegli improvvisi al mattino o intorpidimenti al risveglio. Agisce in modo efficace anche in caso di stress acuto, tachicardia e sintomi dovuti ad ansia o per le donne alla menopausa. Risulta poi utile in fase preventiva anche per chi soffre di cuore proprio per la funzione rasserenante.

Un’altra funzione importante della Passiflora è quella antispasmodica che rilassa il tessuto muscolare liscio dei bronchi, dell’utero e dell’intestino agendo su una serie di disturbi dovuti a dolori mestruali, colon irritabile, spasmi, sindromi nervose, tosse, fascicolazioni benigne.

Usi

Considerata una delle quattro erbe del relax per eccellenza assieme alla Valeriana, la Melissa e il Tiglio, la Passiflora si può assumere tramite estratti secchi in infuso o tisane oppure con la tintura madre o le compresse che si trovano in qualsiasi erboristeria. L’infuso va assunto al bisogno mentre per la tintura si consigliano 30 gocce diluite in acqua da assumere 3 volte al giorno o 30-40 prima di andare a dormire.

Appuntamento alla prossima primizia naturale, mi raccomando, prima di assumere medicinali, se non strettamente necessario, provate sempre questi rimedi, la natura è sorprendente, crea e distrugge e spesso dove c’è il danno, da qualche parte è nascosto il rimedio…

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