Signori e signore vi presento Arma Infero, il mastro di forgia di Fabio Carta!

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Buon dì! Oggi iniziamo con un articolo che introduce una novità!

Un autore emergente con il suo libro! Scopriamolo!

 

Trama
Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon.
Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia “mastro di forgia”, e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l’ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l’inevitabile distruzione che su tutto incombe.

L’uomo è alle prese con un mondo nuovo, Muareb, molto diverso da quella che era un tempo la Terra. Ha Attraversato l’universo per ritrovarsi in un mondo che ha saputo adattare, in parte, alle proprie condizioni di vita.
Ma questo mondo, non è la Terra, questo,  li mette alla prova con tante insidie molto al di là di quello che è affrontare un ambiente che non ha dato all’uomo buone condizioni di vita, il vero problema è l’uomo stesso e la sua mentalità.

Non possono ottenere nulla se non tramite la guerra, la corruzione e il tradimento. Ma non è solo una battaglia contro se stessi, molte saranno le insidie da passato e presente, una forza che potrebbe far tornare l’umanità schiava di qualcuno oppure portarli alla salvezza.

Il libro si apre come un racconto di uno dei protagonisti, Karan, che arrivato alla sua età, si sente in dovere di spiegare ai giovani, che lo circondano, ciò che un tempo è stata l’evoluzione per arrivare alla storia. Le apparenze del presente non sarebbero così, se non fosse per il passato,  e  quello che pensano essere stato così da sempre, non è sempre stato così.

In un mondo fatto di Guerre, desolazioni e insidie che sfociano in un momento inatteso in una sottile pace di sottofondo, con una vasta descrizione da parte dell’autore di ogni singolo dettaglio di ambientazione e persone,  noi lettori, ci troveremo catapultati direttamente in questo mondo con la sensazione di trovare esattamente quello che l’autore ha provato al momento della stesura del libro, sbilanciandoci tra momenti di azioni e momenti di tranquillità.

Molto importante è l’aspetto tecnico del tutto che per molte pagine del libro ci accompagna nel lungo viaggio…

Vi riporto qui di seguito le parole dell’autore per introdurvi al meglio lui e il suo mondo.

1. Perchè hai iniziato a scrivere e cosa o chi ha influenzato sulle tue scelte. Ti ispiri a qualche luogo?

 Ho iniziato a scrivere per un vero e proprio “bisogno” di svuotare la mia testa, piena di storie, idee, invenzioni più o meno plausibili. Dopo tanto tempo ho deciso infine che dovevo scrivere qualcosa di tutto quell’elucubrare. E così è stato. Ho cercato un luogo dove ambientare tutto quanto, un pianeta duro e desertico che non fosse Dune o Tatooine, roccioso eppure non “rosso” come Marte. È nato Muareb, il mio scenario marziano personale.

2.Quando scrivevi hai immaginato di avere difronte il tuo lettore tipo a cui raccontare le vicende? E quanto ti ha influenzato questo?

Veramente non ci ho pensato. O meglio, nel tentativo di sembrare più intellegibile ho cercato di dare poco per scontato la tecnologia usata, e per questo ho scelto di narrare dal punto di vista del testimone storico che riporta ai sopravvissuti, le nuove generazioni figlie di un’apocalisse. Nessuno spoiler! Sono cose che si capiscono già dall’antefatto. L’uso abbondante di paroloni e linguaggio aulico, però, fa capire come non lo abbia fatto per assecondare il lettore, al contrario. Quanto scritto è stato diretto solo a dare la giusta coerenza alla narrazione.

3.Perchè proprio questo genere di libro? Hanno inciso le tue passioni? E come mai hai scelto proprio questo titolo?

Guerra e fantascienza, ossia military sci-fi. Ne ho scritto prima di scoprire che esistesse un sottogenere di questo tipo. Un libro figlio delle mie passioni, certo, ovvero la narrativa fantastica e la storia, le tecnologie sbalorditive e la geopolitica e, perché no, anche un pizzico di sociologia. E poi le cronache di guerra sono quanto di più avventuroso ci possano essere: Star Wars docet! Il titolo? Ad effetto, dal suono severo e arcaico, capace di suggerire un riferimento sia alla guerra che al diavolo, o chi per lui, che trama per distruggere il pianeta. Una locuzione perfetta, a mio avviso. Voi che ne dite?

4.Quale messaggio dovremmo trarre dal tuo libro? Che filosofia ci sta dietro?

Che non esistono buoni e cattivi, ma solo uomini. Che la complessità delle aggregazioni umane può portare ad eventi drammatici che nessuno voleva si svolgessero in quel modo. Che chi invoca la guerra sbaglia – sempre – e che spesso lo fa con l’intento di ingannare. Ma sempre e comunque sarà la storia a ingannare lui.

5.Per finire: quali sono secondo te i punti di forza del tuo libro, perchè un lettore dovrebbe scegliere di cimentarsi nella sua lettura? E ci sarà un continuo?

Punti di forza? Non è banale, non è facile, non si beve e si getta via. È un libro che si fa fatica a leggere, ampio e “profondo”, che non cede ai cliché, almeno non intenzionalmente. Un libro che potrebbe far riflettere i ragazzi e far riconsiderare le proprie certezze agli adulti. Un libro che tratteggia un’umanità semplificata ma che può aiutare a comprendere le relazioni tra popoli, che illustra la potenza tecnologica delle armi, che della guerra osanna solo il dolore, la confusione, la follia. Lettura non facile ma bella e appassionante, mi hanno detto da più parti: concordo. Il continuo? È completo e già nelle mani del mio editore, visto il buon livello di vendite del primo volume. Speriamo che vada bene anche questo. Adoro scrivere di Muareb! Ad maiora.

In fine il mio parere:

Ho  trovato splendide le descrizioni di ambiente e persone, molto dettagliate e di mille sfumature, con un vero e proprio potere di rapirti e teletrasportarti sul posto, anche se bisognerebbe fare attenzione a non dilungarsi molto perchè finisce che diventa lungo e noioso perdendo l’attenzione del lettore.

I momenti di “action” e avventura sono molto coinvolgenti! Iniziando con un Pronti? Ai postiiiii, viaaaaaaaaaa! E una dirompente corri di qua e di là, spara, esplodi, bombe e co, che attira moooooooooolto l’immaginazione e l’attenzione.

Come dice lo stesso autore il libro non è semplice, anzi, lo si trova subito dopo la introduzione, abbastanza complesso.

Non mi sento in grado di suggerirlo come lettura nel tempo libero per rilassarsi, anzi, serve abbastanza concentrazione per insinuarsi tra le parole complesse scelte per descrivere personalità e aspetti tecnici di questo mondo e delle persone.

Si sente la pesante influenza sul fatto che l’autore alla stesura non abbia pensato a un possibile lettore, ampliando la leggibilità a tutti, ma solo a chi ha il potere di immedesimarsi nel racconto e chi ha già una base, secondo me, di esperienza in certi campi, come i motori e le meccaniche (anche se con una base di parti della macchina e un po’ di immaginazione si possono capire le componenti dei mezzi meccanici utilizzati nel racconto).

E come se decidessimo di aprire una porta e sapere che una volta entrati non si può tornare indietro.

L’uso di parole a volte molto complesse che ha deciso di utilizzare, da una parte lo comprendo perchè seguendo il genere di libri so che non è sempre semplice nella lettura di questi tipi di libri, ma anche qui  bisogna fare attenzione.

Infine ho avuto la piacevole idea di leggere il parere di altre persone su questo libro prima di formulare una mia idea personale, e ne ho trovata una particolare, che affermava che il basso livello di romanticismo avrebbe riflesso il fatto di non attirare ragazze nella lettura di Arma infero, e, in quanto ragazza volevo dare la mia opinione personale sul fatto che anche se in un libro non ci sono storie d’amore non vuol dire che queste non siano attirate per storie con armi, armature, azione e tutte le cose che porterebbero a dire “eh il libro è prettamente rivolto ai maschi per tematiche” perchè è come dire “eh le ragazze non giocano ai videogame”.

Insomma a parte qualche critica vi suggerisco di leggerlo con attenzione e di trarne gli aspetti nascosti, e so per certo che con il tempo saprà migliorarsi e creare altri libri eccellenti!

A-fruttidiboscoblog