San Quirico

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Oggi Loscrivodame e @Ladolcevitaly fanno visita ad uno dei luoghi simbolo della Toscana e dell’Italia nel mondo: San Quirico D’Orcia.

Si tratta di un piccolo comune toscano di neanche 3000 abitanti, in provincia di Siena. È noto in tutto il mondo per i suoi paesaggi, la sua storia, le sue specialità.

San Quirico d’Orcia è paese di origine etrusca, ma la prima menzione scritta è dell’anno 712. A partire dall’XI secolo, il borgo acquistò una crescente importanza per la sua particolare posizione geografica e per la sua collocazione sulla via Francigena. Nel 1155 Federico I Barbarossa vi si accampò per incontrare i legati di papa Adriano IV. Nel 1559, dopo la caduta della Repubblica di Siena, prestò giuramento di fedeltà a Cosimo I dei Medici. Nel 1667 il cardinale Flavio Chigi fu nominato marchese di San Quirico dal granduca Cosimo III dei Medici. Il suo territorio rappresenta il cuore della Val d’Orcia

Il primo luogo che ci viene in mente pensando a San Quirico è il Castello di Vignoni, residenza dei Salimbeni nel XII secolo e situato nella frazione omonima. Passato poi sotto gli Amerighi dal XVI secolo, oggi si presenta con una torre medioevale mozzata, una chiesa romanica ristrutturata che custodiva un crocefisso del Giambologna ora trasferito al museo di Montalcino e una fonte battesimale del XV secolo trasferita anch’essa, ma presso la Collegiata di San Quirico. Il complesso presenta anche un ristrutturato Palazzo degli Amerighi, dove nacque la congiura contro gli Spagnoli che a metà 500 assediavano Siena.

San Quirico è un paese “strategico” essendo al centro tra i tre centri più rinomati di quest’area della Toscana ovvero Pienza, Montalcino e Montepulciano. Il borgo è molto piccolo ma la via centrale è ricca di attività e ristoranti e non lascia mai nessuno a “bocca asciutta”.

Il borgo è definito strategico anche per il fatto di trovarsi su una piccola collina, dove un tempo vi era Osanna, un antico villaggio posto a metà strada tra i due borghi forse più famosi della Val d’Orcia: Pienza e Montalcino.

San Quirico era una località nel medioevo molto importante, essendo posta sulla via Francigena, la strada dove i pellegrini trovavano accoglienza mentre si recavano a Roma. Ancora oggi la struttura del borgo è medioevale e il borgo si trova all’interno delle antiche mura.

Le mura hanno quattro porte di ingresso alla città. Appena dentro l’entrata nordovest ci si imbatte subito nella Collegiata di San Quirico e Giulitta, una chiesa romanica di notevole bellezza con anche elementi gotici e barocchi. La chiesa ha tre bellissime entrate con sculture leonine, tutte diverse una dall’altra. Da ammirare, all’interno, oltre al trittico quattrocentesco, elementi barocchi, il coro ligneo intarsiato da Antonio Barili fra il 1482 e il 1502.

Nella tradizione Cristiana, Quirico era il nome del bambino che, assieme alla madre Giulitta, morì martire al tempo dell’ Imperatore Diocleziano, nel 304 circa. La Chiesa conserva al suo interno splendidi dipinti e tavole dipinte.

Nei pressi si trova anche palazzo Chigi, oggi sede comunale e li vicino Piazza della Libertà, cuore del paese e voluto nella seconda metà del XVII secolo dal cardinale Flavio Chigi e progettato dell’architetto Carlo Fontana.

Qui di notevole interesse è anche la Chiesa di San Francesco, detta anche Chiesa della Madonna, che ospita la statua in terracotta della Madonna, di Andrea della Robbia, proveniente dalla vicina Cappella Vitaleta.

Lo stile romanico domina in zona come qui nella Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa molto semplice ma suggestiva; il portale principale è adornato con piccole sculture di animali.

A San Quirico si trovano anche i curatissimi Horti Leonini, giardini all’italiana collegati a Piazza della Libertà e sulla destra della Chiesa di Santa Maria Assunta. Gli Horti furono disegnati intorno al 1540 da Diomede Leoni e hanno al centro una bella statua di Cosimo III de’ Medici.

Qui in zona spuntano poi i resti della Torre del Cassero, antica torre medievale di oltre 39 metri, distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Intorno le mura che circondano gli Horti da cui è possibile godere di una strepitosa vista sulla Valdorcia, sul Monte Amiata e sulle città collinari di Pienza e Montepulciano. 

Un altro gioiello della zona è la Cappella di Vitaleta, una piccola cappella posta in cima ad una collina e situata ad est di San Quirico d’Orcia lungo la strada panoramica per Pienza, la si vede ritratta in tanti luoghi e su tanti souvenir della Toscana.

Il paesaggio in tutto questo è ciò che veramente fa la differenza: Unico e suggestivo: Campi di grano, colline che si susseguono l’ una dopo l’ altra, file di cipressi, strade sterrate, vecchi casolari e case di campagna rendono questa terra conosciuta in tutto il mondo. Non è un caso dunque che San Quirico sia dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Le mura

Le mura quattrocentesche sono la prima cosa che si nota arrivando a San Quirico d’Orcia. Sono conservate discretamente e mantengono una dozzina tra torri di guardia, alcune delle quali inglobate in edifici più recenti. Diverso il destino delle porte tra le quali solo la Porta dei Cappuccini all’interno della struttura originale esagonale.

A quattro chilometri da San Quirico si trovano gli stabilimenti termali con la Piazza delle Sorgenti con la grande vasca medievale di acque termali nota in tutto il mondo. Le proprietà benefiche delle sue acque erano già note agli Etruschi per poi essere frequentate nei secoli da grandi personaggi come Santa Caterina e Lorenzo il Magnifico.

Sempre in zona, nei pressi di Bagno Vignoni, si trovano i quattro antichi mulini ipogei che sfruttano da secoli la potenza dell’acqua termale per macinare il grano. Oggi sono stati restaurati e sono l’attrazione del parco, dove si possono apprendere le ingegnose tecniche di funzionamento.

“San Quirico is a walled village with Etruscan origins, situated in the Val d’Orcia, in southern Tuscany, halfway between Pienza and Montalcino.
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Beginning in the 11th century, the village had a rapid growth due to its proximity with the Via Francigena.
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Throughout its history, many important figures have passed here, from Emperor Frederick I in 1154 to Charles V’s troops in 1552. It later became part of the Grand Duchy of Tuscany under the Medici family.
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One of the symbol of San Quirico d’Orcia are the cypress trees, which are the most photographed trees in the world!
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The cypresses of San Quirico d’Orcia are two distinct groups of trees, located on isolated hills of modest height, largely devoid of other types of plant life.”

Storia 

San Quirico è di origine etrusca. Tuttavia la prima volta che se ne fa esplicita menzione nella storia è a proposito di una contesa sorta nel 712 fra la diocesi di Siena ed Arezzo, risolta nel 1220 da Papa Onorio III che con una Bolla aggiudicò la Pieve al Vescovo Martino di Arezzo.

A partire dall’XI secolo si trova sempre più frequente il nome di San Quirico su documenti che ne sottolineano l’importanza sempre maggiore nell’alto medioevo per via della particolare posizione geografica e per l’influenza esercitata dalla Via Francigena.

Nel 1154 Federico I Barbarossa si accampò proprio qui per trattare con gli ambasciatori di Papa Adriano IV la sua incoronazione ad imperatore. Dal 1167 fu sede di Vicariato Imperiale e nel 1228 fu Corte Regia di Federico II.

San Quirico essendo località di confine tra la Repubblica senese ed i territori pontifici fu luogo di passaggio per poi andare incontro alla sorte di tutti i castelli legati alla Repubblica senese ovvero nel 1559 prestò giuramento di fedeltà a Cosimo I de’ Medici.

Poi, nell 1667 il Cardinale Flavio Chigi, marchese di San Quirico, lo ebbe in feudo dal granduca Cosimo III dei Medici.

Paesaggi

I paesaggi che regala tutta l’area di San Quirico sono di rara bellezza e unicità. Innanzitutto è doverosa una passeggiata nel centro storico, con la sua atchitettura tipicamente medioevale. Tutt’intorno il paesaggio tipico della Val D’Orcia, paesaggio creato dall’uomo per l’uomo.e per questo dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità secondo l’Unesco.

Quest’insieme di paesaggi che circondano il borgo sono l’essenza della Val d’Orcia, di cui San Quirico come testimonia lo storico Franco Cardini, profondo conoscitore dei nostri territori, si può considerare la vera capitale. I motivi di questo pensiero sono la collocazione geografica al centro della valle, ma anche e soprattutto la storia ultramillenaria legata al passaggio della via Francigena. 

Ovvio poi come pochi paesaggi del Senese sono più noti delle dolci colline della Val d’Orcia, attraversate dalla Via Cassia, sorvegliate da borghi e poderose rocche medievali e il cuore di tutto questo è proprio San Quirico.

Le colline, i calanchi, il corso sinuoso del fiume, i cipressi che coronano isolati le alture oppure disposti in file ordinate, lungo le strade, molte volte sterrate. Quante volte li avete visti in un film, in foto, in un dipinto? Probabilmente decine o centinaia.

Poi in cima ai colli i borghi e i monumenti isolati, i boschi di querce, gli oliveti e i vigneti dove si producono il Brunello e gli altri grandi vini di quest’area.

A ovest svetta, imponente, il Monte Amiata, il più alto vulcano spento d’Italia a far da contorno e a rendere il paesaggio ancora più affascinante.

Sentieri della Val d’Orcia

A grandi paesaggi corrispindono spesso grandi sentieri e percorsi.

Il territorio di San Quirico d’Orcia merita di essere esplorato e vissuto con l’attenzione e l’affetto che si deve alle cose di una bellezza fuori dal comune. Per farlo meglio seguire i ritmi della sua campagna, attraverso i campi di grano, le vigne, gli olivi che durante le stagioni regalano colori indescrivibili.

I sentieri sono splendidi e permettono di gustarsi il ritmo lieve della campagna senese anche grazie ad alcune APP come l’APP Valdorcia e altre tecnologie innovative che rendono possibile fare diverse escursioni a piedi come in bicicletta.

Prodotti enogastronomici

Un’altra attrattiva di grande interesse, in comune con tanti luoghi in Italia e quella enogastronomica. San Quirico d’Orcia in particolare offre prodotti enogastronomici di grande qualità come l’olio, che si trova al centro dell’agricoltura toscana o lo zafferano, coltivato sin dai tempi antichi e i vini rossi.

L’olio extravergine DOP (a Denominazione di Origine Protetta) “Terre di Siena” tipico di queste parti; deriva da olive di varietà moraiolo, frantoio e leccino ed è caratterizzato all’olfatto da un odore fruttato e gusto amaro e leggermente piccante.

Da più di venti anni è re della tradizione sanquirichese, che lo celebra con una festa a lui dedicata che si tiene a dicembre, nel Ponte dell’Immacolata Concezione.

Lo zafferano, profumatissima spezia ricavata dagli stigmi di crochi soggetti a decenni di selezione e di incroci venne elogiato in antichità per le sue virtù curative da Plinio il Vecchio e Galeno. La sua coltivazione era già viva nel Medioevo, quando veniva esportato in Germania e nel resto d’Europa.

Nel Cinquecento la produzione subì uno stop per riprendere pochi anni fa. Oggi una buona parte dello zafferano italiano arriva nuovamente dalla Val d’Orcia.

Per quel che riguarda i vini, la denominazione Orcia DOC nasce proprio a San Quirico d’Orcia, con il chiaro obbiettivo di tutelare e promuovere l’immagine del vino e del suo territorio. Alla base di tutto il Sangiovese, importante vitigno e trade d’union di buona parte dell’enologia italiana.

La denominazione comprende le varietà Orcia, che si ottiene da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia «Sangiovese» con almeno il 90% di questo vitigno. L’Orcia comprende anche altre tipologie come il Bianco, Rosato e Vin Santo.

La zona di produzione dell’Orcia Doc si trova compresa tra quella del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano. I vini qui non sono di produzione industriale ma nascono in una quarantina di cantine con l’impegno di produttori che fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie. Quindi si può tranquillamente sostenere che il vino Orcia è ancora un prodotto familiare e artigianale, frutto di grande tradizione, competenza e rispetto per la natura. 

Appuntamenti annuali da non perdere

Durante l’anno a San Quirico si susseguono manifestazioni e appuntamenti folkloristici che rendono questo borgo ancora più appetibile.

Uno di questi é Paesaggi del Gusto, un vero agglomerato di bontà, una fiera di tutte le bontà locali. Un’altra manifestazione da non perdere è l’Orcia Wine Festival, appuntamento fisso che consiste in una tre giorni ricca di eventi e di spettacoli. Poi la festa dell’Olio, di cui parlavamo sopra; popolare manifestazione del «ponte dell’Immacolata» con annessa la presentazione del nuovo Extravergine locale e una serie di appuntamenti musicali e di giochi di strada. 

Un Bagno di Birra si tiene invece nella vicina Bagno Vignoni e da la possibilità di gustare birre artigianali pregiate toscane, dove risalta l’alta abilità dei produttori.

Misticismo, spiritualità e centri termali

Un altro aspetto di grande importanza per il turismo locale è il misticismo e la spiritualità. San Quirico, Vignoni, Bagno Vignoni trasudano spiritualità che evocaca la presenza delle grandi figure mistiche che hanno abitato o vissuto questa terra. Questo lo si vede nelle piccole pievi, nei simulacri religiosi, nel silenzio della campagna, perfino nel tepore e nel vapore delle terme 
L’arte sacra e le feste religiose secolari danno origine Insieme alla dolcezza delle colline e al senso di pace di questi luoghi, ad un insieme di pace e spiritualità molto rari.

Francesco di Assisi celebrò in qui le sue nozze mistiche con madonna Povertà, come ricordano la Legenda aurea di Jacopo da Varagine e il noto dipinto del Sassetta, oggi conservato nel Museo Condé a Chantilly.

Caterina da Siena soggiornò alla Rocca di Tentennano e a Bagno Vignoni, presso le terme.
Il regista russo Andrej Tarkovskij, poeta mistico del cinema, ha girato qui le scene più toccanti del suo capolavoro, Nostalghia.

Per quanto concerne i luoghi abbiamo la cappella della Madonna di Vitaleta, di cui si parlava ad inizio articolo, ovvero una delle icone più fotografate della Toscana, che si trova su una strada sterrata che porta da San Quirico d’Orcia a Pienza.

La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta è un altro simbolo spirituale di quest’area. Costruita a partire dal 1080 sui resti dell’antico Battistero in travertino bianco e arenaria, la Pieve di San Quirico in Osenna, oggi Collegiata dei Santi Quirico e Giulietta, é un esempio importante  di stile romanico. 

Anche Bagno Vignoni con la sua «piazza d’acqua», la Piazza delle Sorgenti, quattro chilometri a sud di San Quirico è luogo adatto al relax e alla riflessione. Nel medioevo e in età rinascimentale, l’insediamento di origini etrusche divenne molto noto tanto che numerosi i viaggiatori trovarono ristoro nelle acque calde durante i loro pellegrinaggi lungo la via Francigena. Papi e imperatori vi fecero sosta, a cominciare da quel Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, di cui a giugno si ricorda il passaggio con gare di bandiere e di tiro con l’arco.

Un borgo da cinema

Nel 1982 il regista sovietico Andrej Arsen’evič Tarkovskij, ambientò a Bagno Vignoni molte scene del film Nostalghia che l’anno successivo vinse il Grand Prix du cinéma de création al festival di Cannes, ex æquo con L’Argent del regista francese Robert Bresson.

Nella “Piazza delle sorgenti” è ambientata una scena del film Al lupo al lupo di Carlo Verdone, in cui i tre fratelli interpretati da Francesca Neri, Sergio Rubini e Carlo Verdone fanno il bagno di notte nelle acque termali. Il film uscì nel 1992.

A San Quirico d’Orcia è stato girato anche il film La scuola più bella del mondo e il borgo fu scelto anche da Franco Zeffirelli per il suo Fratello Sole Sorella Luna.

Un borgo al di là di tutto da visitare assolutamente come tutta la Val D’Orcia, non a caso uno dei simboli della bellezza italica e del buon vivere…Fede