Salvatore La Porta. Less is more

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Salvatore La Porta
Less is more – Sull’arte di non avere niente

Acura di Anna Cavestri 

Less is more: meno è di più. Non possedere nulla è un’arte. L’arte di non avere niente consiste nella capacità di non lasciarsi ingabbiare del tutto dalle nostre proprietà. Questo è, in realtà, un saggio sulla capacità di lasciar andare, di “perdere” ogni cosa per non perdere se stessi. Quella di non avere niente è la più minuta delle arti, un sentiero per riscoprire la vita oltre le maschere dei bisogni indotti e non necessari.
Sapere di non sapere è il primo passo da compiere sulla strada della felicità. Avere piena consapevolezza dei propri limiti, non sentirsi chissà chi. Così come rendersi conto che tutte le cose di cui ci circondiamo, di cui abbiamo letteralmente piene le tasche ( scontrini, ricevute, biglietti del cinema ecc,) e non solamente quelle, che fanno parte della nostra quotidianità e la rendono rassicurantemente caotica, confusionaria e affastellata, definiscono le nostre abitudini, l’immagine che abbiamo, che diamo e che vogliamo dare di noi, sono, per l’appunto, solo e soltanto cose. Materiali. Utili. Ma in fondo niente affatto indispensabili.

Falsi miti. Falsi bisogni. False necessità. Falsi problemi. Perché in effetti la vita, quella vera, è altrove. È annidata laddove il denaro non può nulla, perché non tutto è in vendita e non tutto ha un prezzo. La Porta ci fa riflettere, con bello stile proprio su questo. “Non ti insegnerò a vivere con pochi euro al giorno, e comunque non ti basterebbe. Però posso fare molto di più per te: farti conoscere l’arte di non avere niente. È una pratica antica professata da filosofi e mistici orientali, pellegrini e cantori. Ed è l’unico sentiero che può condurti a riscoprire la vita nella sua essenza, sotto il velo delle illusioni, della nostalgia, delle maschere, dei rimorsi e dei bisogni indotti.

Solo cosi potrai riconquistare la tua libertà, vivere senza rimpianti e rispondere alla più antica e impossibile delle domande: Chi sei?”
La Porta racconta l’arte di non aver niente attraverso gli esempi di gente che quest’arte è riuscita davvero a metterla in pratica: da Seneca a Jack London, passando per Arthur Rimbaud e Kurt Cobain.
«Anche nei sentimenti – spiega lo scrittore – l’arte di non avere niente è la capacità di abbandonare, ad esempio, una relazione svuotata di senso o l’amicizia di una persona che non stimiamo più. Essere in grado, insomma, di guadagnarsi un margine di libertà nei momenti della vita in cui ci è chiesto di scegliere tra ciò che abbiamo e quel che riteniamo giusto».
Un libro che non ha nulla a che vedere con vademecum sul risparmio in senso stretto ma che affronta la filosofia che amplia le possibilità dell’essere umano, permettendo alla sua esistenza di sconfinare, di andare oltre i pensieri e i luoghi comuni. «La capacità di vivere con poco – conclude La Porta, riportando anche una parte dell’introduzione del libro – non è né avarizia né miseria: citando Jigorō Kanō, il fondatore del judo (che La Porta pratica di 25 anni), è piuttosto il miglior utilizzo dell’energia per l’ottenimento del massimo risultato; significa slegarsi dai falsi bisogni e dalle imposizioni che questi seminano nelle nostre esistenze, in modo da essere liberi di seguire più fedelmente le nostre idee».

E’ un libro da leggere, lo consiglio, il fatto di riuscire a mettere in pratica la sua filosofia poi è tutt’altra storia, ma da qualcosa si può cominciare, io ho smesso di accumulare cose inutili, materiali e non.

Anna