Riomaggiore

0
292
Le Cinque Terre: Riomaggiore

Le Cinque Terre sono rinomate in tutto il mondo e la cosa non è casuale. Sono borghi assolutamente particolari e unici, stretti tra il Mar Ligure e la catena appenninica che si distacca presso il Monte Zatta. La catena divide la zona costiera dalla Val di Vara.

Il nome Riomaggiore viene dal torrente omonimo, il Rio Maggiore, in antichità Rivus Major, nella cui valle si sviluppò nel XIIII secolo il centro storico. Molto probabilmente la sua origine risale in realtà al VII secolo, mentre nell’anno 1000 iniziò la sua prima espansione vera e propria.

Secondo un’antica leggenda tramandata oralmente ma non convalidata da fonti storiche, l’origine di Riomaggiore viene fatta risalire all’VIII secolo allorchè un gruppo di profughi greci, per sfuggire alle persecuzioni dell’imperatore Leone III Isaurico, approdarono dopo varie vicissitudini presso la punta di Montenero e costituirono il primo insediamento nella zona di crinale. Questi abitati, tra cui Cacinagora, Sericò, Montenero, Limen e Casale, furono in seguito annessi alla marca obertenga.

In seguito, dopo l’anno mille, il dominio della Repubblica di Genova garantì la sicurezza del mare, consentendo agli abitanti degli insediamenti collinari di scendere verso mare, dando origine a Riomaggiore.

Leggenda a parte, le prime notizie storiche di Riomaggiore risalgono al 1251, quando gli abitanti del distretto di Carpena, oggi frazione del comune di Riccò, si riunirono per giurare fedeltà alla Repubblica di Genova nella guerra contro la rivale Pisa.

Fù poi il marchese Turcotti, signore di Ripalta che nel 1260 costruì il locale castello. Riomaggiore passò poi ai Fieschi che nel 1276 cedettero Riomaggiore con tutte le Cinque Terre e quasi tutto il Levante ligure a Genova.

Sotto Genova, Riomaggiore ebbe tranquillità politica e la possibilità di espandersi economicamente e commercialmente. Nacque e si espanse in questo periodo la viticultura. Il vino locale ottenuto con la tecnica del terrazzamento divenne famoso e ricercato in tutta Europa.

Questo arricchì il territorio e ovviamente sorsero anche chiese importanti come quella di San Giovanni Battista che sorse nel 1340 grazie al vescovo Antonio Fieschi. Riomaggiore entrò poi nella foresteria di Vernazza seguendo le alterne fortune della Repubblica.

Sotto Napoleone rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, all’interno della Repubblica Ligure, per poi passare il 28 aprile del 1798 nell’VIII cantone della Giurisdizione di Golfo di Venere con capoluogo Vernazza. Venne poi annesso al Primo Impero Francese fino al 1814 all’interno del Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna dopo il Congresso di Vienna del 1814 e poi in seguito, nel 1861 nel Regno d’Italia.

L’architettura del centro storico tipica ed originale è costituita da case torri genovesi in parallelo che seguono il corso del torrente. Poi c’è il quartiere più lineare della Stazione, sviluppatosi a partire dalla seconda metà dell’800 quando arrivò l’attesa ferrovia Genova – Pisa che collegava dopo secoli le due ex repubbliche marinare. Questo quartiere è situato nella vicina valle del torrente Rio Finale. Il nome del rio non è casuale visto che un tempo era il confine con la terra di Manarola.

Le due vallate di cui sopra sono separate dalla costa di Campione nella cui parte inferiore sorge il castello di Riomaggiore. Il Monte Verugola che svetta sopra il borgo ne è anche il simbolo, raffigurato sul vessillo.

Posto all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Riomaggiore regala a chi lo visita una bellissima atmosfera fatta di vicoli, di palazzine in stile tipicamente Ligure che sanno di mare e di monte allo stesso tempo. Il borgo ha la peculiarità che tutte le abitazioni hanno due entrate, una sul davanti e una sul retro.

Il motivo erano i famigerati Saraceni che anticamente predavano le coste del Mediterraneo e terrorizzavano le popolazioni. Basilare dunque avere una via di fuga durante gli attacchi.

Borgo di mare e di montagna dicevamo, tant’è che fino al 2008 apparteneva alla Comunità montana della Riviera Spezzina.

La terra e la sua ricchezza assumono comunque per il borgo un’importanza cruciale. Ad esempio la viticultura è una ricchezza per Riomaggiore dove uno degli eventi più importani era la famosa sacra dell’uva. Si teneva in periodo di vendemmia ma per vari motivi non si organizza più dal 1991.

L’anima contadina di Riomaggiore è un elemento che non può essere trascurato, in particolare l’enogastronomia è di terra più che marinara. Non a caso i piatti tipici più famosi sono la torta di riso salata, e la minestra di campo. Altri piatti sono quelli tipici realizzati in occasione delle feste come i ravioli oppure, durante il carnevale, il pesto e la torta di farina di castagne.

“A fabulous, unique and colorful village situated in Liguria region: this is Riomaggiore.

Riomaggiore is the most southern village of the five Cinque Terre and it is known for its historic character and its wine, produced by the town’s vineyards.”

Il castello di Riomaggiore

Anche detto “Castellazzo di Cerricò”, si trova sull’omonimo colle, è una fortificazione risalente al XIII secolo. Edificato nel 1260 dai marchesi Turcotti, signori di Ripalta, fu completato dai Genovesi 500, dopo il dominio di Nicolò Fieschi.

Fu costruito su 4 lati maggiori con la cinta muraria che presenta due grosse e tozze torri circolari. Agli inizi del 1800 il castello fu destinato a cimitero.

Recentemente ristrutturato, oggi rimangono le cortine murarie e due torri rotonde ed è destinato a centro di accoglienza dove si organizzano attività didattiche e culturali.

La chiesa di San Giovanni Battista di Riomaggiore

Situata nella parte alta del paese è stata costruita nel 1340 da Antonio Fieschi vescovo di Luni, come è segnalato nell’iscrizione sulla lapide in facciata, è opera degli Antelami. Originali risultano le monofore e le due porte gotiche decorate aperte sul fianco destro.

Venne ristrutturata nel 1870 quando subì un’importante ristrutturazione e la facciata fu rifatta in stile neogotico, ricollocandovi il rosone originario.

L’interno è costruito a pianta basilicale a tre navate, separate da archi ogivali. Contiene un crocifisso ligneo del Maragliano, la Predicazione del Battista eseguita da Domenico Fiasella e un trittico nella navata destra attribuito all’Antelami. 

L’oratorio dei disciplinati di Riomaggiore

Oratorio cinquecentesco, anche detto chiesa della Confraternita dell’Assunta, si trova nel rione La Compagnia e conserva all’interno un trittico a tempera raffigurante una “Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni e Domenico” della seconda metà del XV secolo oltre ad una statua lignea detta Madonna delle catene che ricorda il periodo tragico degli uomini del luogo, razziati e incatenati durante le incursioni barbaresche. 

L’oratorio di San Rocco di Riomaggiore

L’oratorio di San Rocco venne edificato a fianco del castello nel 1480 in seguito alla peste, i cui segni sono mostrati dal santo scolpito nell’architrave. Al suo interno si trova un trittico raffigurante la Vergine con il Bambino e i Santi.

Il Santuario di Nostra Signora di Montenero

Le prime notizie documentate sono del 1335. Il santuario passò per diverse ristrutturazioni, che nel 1740 e nel 1847 lo trasformarono profondamente. Attualmente ha una pianta a tre navate con un affresco del XVIII secolo del pittore Battaglia da Castelnuovo Magra.

Legata a questo luogo anche un’importante tradizione, secondo cui la prima icona venerata nel santuario fosse bizantina, come per il santuario di Nostra Signora di Soviore. Questa venne sotterrata per salvarla dai Longobardi di Rotari. In seguito fu ritrovata nel luogo in cui venne costruito l’edificio sacro. Per questo il lunedì di Pentecoste l’immagine dell’Assunzione viene portata in processione.

Un luogo incantevole dove i profumi del mare si mischiano nei vicoli con quelli della terra dando luogo ad un affascinante gioco tra due anime, quella marinara e quella contadina che hanno dato origine ad uno dei borghi più belli d’Italia..Fede