Recensione del romanzo “La mia Venezia” di Monica Pasero.

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Una favola moderna scritta con la penna intinta nel lago della malinconia in cui l’amore coniuga la vita a dispetto del tempo.

Un romanzo elegante, pur senza ostentare il manierismo, che attraversa i cinque sensi e lambisce le note dell’erotismo.

Una storia che sfida le coordinate geografiche e temporali  per risolvere l’atavica aspirazione dell’umanità: la caducità.

Uno stile semplice e diretto, come solo i grandi talenti sanno fare, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina, complice un plot avvincente e una straordinaria ambientazione che alterna atmosfere gotiche e rinascimentali.

C’è un castello, un fantasma, una leggenda, un segreto, una donna dagli occhi scuri che parla con i falchi e con i lupi che sarà murata viva, e c’è soprattutto la ricerca della felicità di molti dei suoi personaggi che sono sempre veri e credibili da poterci facilmente identificare con loro. Uno su tutti? Veronica che veste, suo malgrado, questo romanzo di un’indolente ironia che diventa un ulteriore, imprevisto protagonista.

Un libro che arriva dritto al cuore.

Ho incontrato la scrittrice in occasione della presentazione del suo romanzo a Roma e ci si accorge subito del suo dono: indomabile architetto di emozioni e di parole.

Nuccio Castellino