Rasiglia

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Rasiglia è una frazione montana di Foligno (PG), nella valle del Menotre.

Loscrivodame e @Ladolcevitaly sono ben felici di presentarvela.

Il paese è a 648 m di altitudine, a 18 km da Foligno lungo la Strada statale Sellanese che conduce in alta Valnerina, dopo essersi distaccata dalla Strada statale della Val di Chienti e lungo il fiume Menotre. Rasiglia è di fatto un piccolo borgo che non raggiunge i 50 abitanti, ma ciò nonostante nasconde tante sorprese inaspettate.

L’aspetto è quello tipico di un borgo medievale umbro, strutturato a mo di anfiteatro.Le prime notizie sull’esistenza del paese risalgono agli inizi del XIII secolo, nelle cosiddette “carte di Sassovivo”, cioè l’archivio dell’Abbazia di Sassovivo. Qui è menzionata per la prima volta la curtis de Rasilia, che risultava avere come edificio di culto la chiesa di S. Pietro.

Rasiglia era fiancheggiata dall’antica via della Spina, a circa tre chilometri, importante per i traffici commerciali tra Adriatico e Tirreno, tra Roma e la Marca Anconetana. Nel XIV secolo, a difesa della strada furono costruite alcune fortificazioni.

Una di queste fortificazioni si trova proprio a Rasiglia: Il castello dei Trinci (signori di Foligno), che con la sua visuale strategica permetteva il controllo della valle del Menotre. Rasiglia fu quindi un borgo a vocazione militare fino al Seicento.

Nei primi del 900 Rasiglia grazie a mulini e opifici divenne un borgo artigianale e raggiunse il massimo sviluppo economico, per poi declinare col declino industriale e il conseguente spopolamento del borgo a vantaggio di Foligno.

Anche qui il terremoto del 97 ha colpito facendo parecchi danni e obbligando gran parte degli abitanti ad alloggiare in prefabbricati.

Economicamente importanti la risorsa idrica ed il turismo estivo. L’abbondanza d’acqua del canale interno venne sfruttata per sviluppare l’economia e qui si crearono numerosi opifici: gualchiere, mulini a grano, lanifici e tintorie per la lavorazione di stoffe spesso di grande pregio. Ma dopo la seconda guerra mondiale, nonostante la petizione degli abitanti, i lanifici si trasferirono in città.

Oggi alcuni edifici che un tempo sostenevano l’economia del borgo, sono stati ristrutturati ad uso abitativo, mentre altri risultano abbandonati.

Recentemente è stata ristrutturata una piccola centrale idroelettrica ideata e costruita prima della guerra dall’ing. Luca Barnocchi di Verchiano. È il primo tentativo lodevole di riportare in vita un architettura e una forma di industria di valenza storica.

« Solo mi trovo in questo alpestre loco a piè d’un sacro e glorioso monte dove tra vivi sassi surge un fonteche lacque porge mormorando un poco … »

Marco da Rasiglia

“Rasiglia is a very small hamlet of 38 inhabitant located in Foligno, Umbira region, center Italy.
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The village has ancient origin, and written documents shows that it was already existing in the XIII century.
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Today it still keeps its wonderful medieval touch, and although it is is a very small hamlet, you can find interesting sights, such as the Rasiglia Castle (built during the XIV century for military reasons) and the Sanctuary of Madonna delle Grazie.”

Rasiglia come molti altri borghi italiani è ricco di tradizioni. Ad esempio nella notte tra il nove e il dieci dicembre si celebra la Festa della Venuta con i suoi tradizionali falò.

Il 26 dicembre e il 6 gennaio va in scena per le vie del paese il presepe vivente. La rappresentazione è ambientata agli inizi del ‘900: i partecipanti si vestono con abiti tipici dei mestieranti dei primi 900’, periodo d’oro per Rasiglia.

Dal punto di vista architettonico il castello di Rasìglia e di assoluto rilievo. Era la dimora della signoria dei Trinci di Foligno, tra il XIV ed il XV secolo. Questa famiglia fece costruire o ristrutturare il Castrum roccha Rasilie ad uso militare, insieme a vari castelli nei dintorni. Qui vi erano castellani salariati e soldati di guardia.

Come scritto nel liber officiorum tempore Corradi Trinci del 1421, redatto dal notaio Rampeschi, il castello sembra essere più ampio rispetto a quello odierno. Non sembrava solo un luogo di difesa ma anche di residenza. Posto a 636 m s.l.m.su di un colle, ad oggi sono visibili un tratto di mura con due torri difensive minori, ristrutturate negli anni novanta, ed il rudere del mastio, parzialmente restaurato 10 anni fa.

Il Santuario della Madonna delle Grazie, sorge presso il greto del fosso Terminara, che segna il confine tra le diocesi di Foligno e di Spoleto, a 1 km dal castello presso la Strada statale 319 Sellanese.

La fondazione del santuario è datata 15 agosto 1450, ad opera di Antonio Bolognini, vescovo di Foligno, a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino.

Storia vuole che nonostante il successivo spostamento della statua in altre diocesi, essa sarebbe tornata più volte al luogo d’origine. Questo fu ritenuto segno divino, per cui fu scelto di erigere la chiesa.

La chiesa è a pianta quadrangolare, ha un’unica navata, il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino.

Vicino all’ingresso si trova la finestra “del viandante”, così niminata per chi rivolge uno sguardo ed una preghiera alla Madonna quando il santuario è chiuso.

Notevole anche l’altare maggiore anche se ha subito numerose trasformazioni, sopra ad esso si trova il simulacro della Vergine estatica davanti al Bambino, con una grande nicchia intagliata e circondata da quattro putti dorati, realizzata dall’artista Giuseppe Piermarini e ristrutturata nel 1950.

Le pareti sono ricoperte da affreschi appartenenti a maestri del XV secolo. Sono circa 40 composizioni sacre a soggetto biblico, tavolette votive e graffiti: L’Angelo della Pace, santa Lucia, san Pietro Martire, san Gottardo, san Nicolò da Tolentino, la Crocifissione della scuola del Mezzastris, sant’Antonio Abate di Cristoforo di Jacopo, Madonna fra i santi Bernardino, Amico e Sebastiano, ed altri.

L’affresco più antico risale al 1454. Si tratta della Madonna della Misericordia, che protegge dalla peste i fedeli con il suo manto.

Il Santuario è legato anche ad una processione che si tiene l’ultima domenica di maggio, la “processione di Villamagina” come ringraziamento di tale paese alla Vergine. Sempre qui, la prima domenica di giugno si svolge il “pellegrinaggio di Scopoli” che i fedeli effettuano a piedi cantando e pregando. Il lunedì di Pentecoste è dedicato alla “processione di Roviglieto”.

Si ricordano ancora i pellegrinaggi di Verchiano, Volperino e Casenove. Un Santuario che assume quindi tanti significati e legato a tante ricorrenze importanti per i pellegrini.

Dal punto di vista paesaggistico Rasiglia è legata indissolubilmente alle acque del Menotre. Il fiume scorre attraverso opere di canalizzazione, dando vita ad un intreccio d’invasi e cascatelle all’interno nel paese.

La portata media del fiume è però diminuita di molto, e con essa la ricchezza ittica ovvero il gambero di fiume e la trota fario. La causa è l’utilizzo irriguo dei mulini del paese e delle centrali elettriche di tutta la zona che è portato avanti da secoli.

Le sorgenti di Rasiglia sono un altro gioiello della zona. Qui ve ne sono diverse come Capovena, che sgorga on una grotta nella parte alta dell’abitato di Rasiglia.
Alzabove, che nasce sotto al monte Carosale e che alimenta l’acquedotto della Valle Umbra sud. Venarella, che nasce di fronte al campo sportivo di Rasiglia e serve ad alimentare l’acquedotto per Verchiano.
Le Vene, in località Chieve. La Vena Pidocchiosa, in località Pallailla. Le Vene di Campolungo, nel fosso di Volperino. Ciò determina una ricchezza idrica davvero unica.

Il borgo è affascinante per tutti questi motivi e per il fatto di essere perfettamente conservato. Va visitato a piedi e ha l’aspetto tipico del borgo medioevale. Consigliato per una bella passeggiata primaverile muniti di macchina fotografica..

Fede